9:36 am, 26 Gennaio 26 calendario

🌐 3I/ATLAS e l’anti‑coda misteriosa: anomalie e battaglia tra modelli

Di: Redazione Metrotoday
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L’oggetto interstellare 3I/ATLAS continua a sorprendere la comunità scientifica con un’enorme anti‑coda verso il Sole e altre anomalie strutturali monitorate da telescopi e satelliti come SPHEREx. Astrofisici come Avi Loeb insistono sul “mistero” oltre i modelli cometari convenzionali, mentre altri esperti ribadiscono spiegazioni naturali. Una storia che sta accendendo un acceso dibattito scientifico.

È diventato uno degli argomenti più discussi dell’astronomia contemporanea: l’oggetto interstellare 3I/ATLAS — il terzo mai individuato proveniente dallo spazio profondo dopo ‘Oumuamua e Borisov — continua a mettere in discussione le nostre idee su ciò che può costituire un corpo celeste naturale. Analisi recenti dei dati raccolti tra dicembre 2025 e gennaio 2026 da osservatori terrestri e dal satellite SPHEREx della NASA hanno evidenziato una gigantesca “anti‑coda” di materiale rivolta sorprendentemente verso il Sole, lunga centinaia di migliaia di chilometri e difficile da spiegare con i modelli classici di cometa.

L’anti‑coda è la caratteristica più eclatante finora osservata: normalmente le code cometarie sono spinte lontano dal Sole dalla pressione della radiazione solare e dal vento solare, formando strutture orientate in direzione opposta alla stella. Invece, 3I/ATLAS mostra una prominente “anti‑coda” rivolta verso il Sole, una disposizione rara e finora poco compresa

Un oggetto interstellare che sfida le convenzioni

🗣️ Il professore Avi Loeb, noto astrofisico dell’Università di Harvard e figura centrale nel dibattito, ha sottolineato in varie sedi che le caratteristiche osservate di 3I/ATLAS non si adattano perfettamente ai modelli tradizionali di cometa. Secondo Loeb, la struttura e il comportamento dell’anti‑coda, insieme ad altre peculiarità come la possibile precisione nell’allineamento dell’oggetto rispetto al Sole e alla Terra, potrebbero indicare fenomeni non spiegati completamente dalla fisica cometaria conosciuta.

Nel suo blog su Medium, Loeb ha anche discusso di un allineamento molto raro tra l’oggetto, la Terra e il Sole, indicando come un’occasione unica per “misurare effetti insoliti nella polverizzazione dello spazio interstellare”. Questo tipo di allineamento, estremamente preciso, è stato descritto come un’opportunità per approfondire la natura del materiale intorno a 3I/ATLAS.

Secondo Loeb e alcuni colleghi, queste osservazioni non sono facilmente riconducibili a fenomeni cometari ordinari. Per esempio, la stabilità spaziale dell’anti‑coda, la sua struttura collimata e la possibile regolarità rotazionale suggeriscono un oggetto che potrebbe avere comportamenti dinamici più strutturati di una semplice cometa di ghiaccio in sublimazione.

Cosa dicono gli studi e le osservazioni

📌 Nonostante le ipotesi più controverse, la maggior parte della comunità scientifica mantiene una posizione cauta ma ancorata alle teorie convenzionali. Osservazioni dettagliate condotte dal Hubble Space Telescope, dal James Webb Space Telescope e da telescopi terrestri mostrano che le caratteristiche di 3I/ATLAS possono essere compatibili con quelle di una cometa atipica, anche se estremamente anomala.

Un recente studio sul comportamento di “anti‑tail” nei corpi cometari indica che fenomeni simili – sebbene rari – possono emergere dalla fisica della miscela di ghiaccio e polvere, a seconda di come la luce solare e il vento solare interagiscono con particelle di differente massa e dimensione. In alcuni casi, particelle più pesanti o differenti effetti prospettici dovuti alla geometria dell’osservazione possono dare l’impressione di un getto verso il Sole.

Inoltre, ricerche pubblicate su arXiv descrivono modelli fisici di coma e code cometarie che possono spiegare la presenza di anti‑code osservate in condizioni molto specifiche di illuminazione e rilascio di ghiaccio e polveri. Questi modelli aiutano a comprendere come gas e particelle possano essere distribuiti in modi apparentemente anomali rispetto alle comete più note.

A Rare Alignment of 3I/ATLAS With the Sun-Earth Axis on 22 January, 2026Il dibattito su origine e natura di 3I/ATLAS

La questione fondamentale resta aperta: si tratta di una cometa con caratteristiche insolite o di qualcosa che sfida le spiegazioni naturali? Secondo Loeb, le anomalie osservate – tra cui la geometria dell’anti‑coda e l’allineamento dell’oggetto con la Terra e il Sole – sono statisticamente improbabili se considerate come semplici coincidenze astronomiche. Questa interpretazione ha portato alcuni a citarla come un possibile indizio di attività non naturale, sebbene tali affermazioni non siano accettate dalla maggior parte degli astrofisici.

Altri esperti, come l’astrofisico De Bernardis, pur riconoscendo le osservazioni insolite, sostengono che le anomalie siano compatibili con vari processi fisici noti, e che l’attribuzione di origini artificiali sia prematura senza prove più concrete. Questo approccio richiama alla cautela scientifica, secondo cui fenomeni apparentemente misteriosi possono trovare spiegazioni naturali una volta che i dati diventano più completi e accurati.

Perché l’anti‑coda è così significativa

La cosiddetta anti‑coda di 3I/ATLAS — un’estensione di materiale puntata verso il Sole piuttosto che lontano da esso — è al centro delle discussioni perché non rientra nella classica configurazione di un getto cometario. In un comportamento “normale”, il vento solare e la radiazione solare spingono polveri e gas lontano dal Sole, formando code che si estendono dietro l’oggetto. Ciò che osserviamo in 3I/ATLAS è l’opposto, suggerendo processi dinamici più complessi o orientamenti geometrici particolari.

Questa anti‑coda è stata documentata anche in immagini ad alta risoluzione scattate con telescopi terrestri e spaziali, e sembra persistere anche dopo il perielio (il punto più vicino al Sole nell’orbita dell’oggetto). La sua estensione — che in alcune stime supera le decine di migliaia di chilometri — è per alcuni ricercatori strutturalmente difficile da conciliare con la semplice dinamica di sublimazione del ghiaccio tipica delle comete.

Cosa ci aspetta nel 2026

Le osservazioni proseguiranno con l’avvicinamento di 3I/ATLAS alla Terra e dopo il perielio, offrendo nuovi dati spettroscopici e immagini sempre più dettagliate. Sarà cruciale confrontare i modelli teorici con i dati reali provenienti da vari strumenti, inclusi telescopi spaziali e reti di osservazione planetaria globale.

Il dibattito scientifico si estende oltre l’origine dell’oggetto: se passi osservativi permetteranno di rilevare variazioni nella composizione chimica o dinamiche della coda, potremmo essere di fronte non solo a un corpo interstellare “strano”, ma anche a nuove scoperte sui processi fisici che governano la formazione e l’evoluzione di oggetti nello spazio profondo.

Un enigma che spinge i confini della scienza

L’oggetto 3I/ATLAS rimane una delle scoperte più intriganti dell’astronomia moderna. Con anomalie strutturali osservate in più dataset e interpretazioni divergenti tra i ricercatori, il suo studio alimenta un dibattito scientifico vibrante. Che si tratti di una cometa atipica o di un fenomeno che richiede nuove teorie fisiche, la comunità scientifica è chiamata a confrontarsi con dati eccezionali e con l’umiltà di chi esplora l’ignoto.

26 Gennaio 2026 ( modificato il 17 Gennaio 2026 | 22:42 )
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