🌐 Scontro ad alta quota tra Musk e Ryanair sul Starlink Wi‑Fi
Un’accesa disputa tra Elon Musk e Ryanair si trasforma in un vero e proprio “scontro ad alta quota”: al centro della polemica il rifiuto della compagnia low‑cost di installare il servizio internet satcom Starlink sui suoi aerei, con insulti pubblici, sondaggi social, provocazioni e persino l’idea di una possibile acquisizione.
L’origine del conflitto
Nel cuore della più recente contesa tra giganti dell’industria – tecnologica e aerea – c’è un tema apparentemente “ordinario”: il Wi‑Fi sui voli di linea. Ma la disputa tra Elon Musk, fondatore di SpaceX e proprietario della piattaforma social X, e Ryanair, la maggiore compagnia aerea low‑cost europea, ha preso rapidamente una piega ben più aspra e spettacolare rispetto a un semplice dibattito sui servizi di bordo.

📌 La scintilla si è accesa quando Ryanair ha dichiarato di non voler adottare il servizio di internet satellitare Starlink di SpaceX sulla sua flotta di oltre 600 aerei Boeing 737, ritenendo i costi e le implicazioni tecniche troppo onerosi per il suo modello di business ultra‑economico.
Secondo l’amministratore delegato Michael O’Leary, infatti, l’installazione dei terminali Starlink – compresi i relativi sistemi di antenne sul fusoliera – comporterebbe un aumento significativo dei consumi di carburante, stimato in circa $200‑250 milioni di costi aggiuntivi all’anno per la compagnia, traducendosi in circa un dollaro in più per ogni passeggero trasportato.
“I nostri clienti non sono disposti a pagare per il Wi‑Fi su voli di durata media di un’ora”, ha dichiarato O’Leary, difendendo la scelta di puntare su efficienza e costi bassi, piuttosto che su gadget tecnologici che – secondo lui – non porterebbero un reale vantaggio competitivo.
Insulti e scambi pubblici
Quel che avrebbe potuto rimanere un dibattito tecnico e di strategia aziendale si è trasformato rapidamente in una guerra di parole sui social. Dopo le dichiarazioni di O’Leary, Musk – che da anni utilizza la sua presenza su X come palcoscenico per annunci, provocazioni e anche mock su temi di attualità – ha risposto definendo il CEO di Ryanair “misinformed” e invitando implicitamente a riconsiderare la posizione dell’aerolinea.
O’Leary non si è fatto pregare. In un’intervista radiofonica ha bollato Musk con /franchezza irriverente/, affermando che “non presterebbe alcuna attenzione a quello che dice Elon Musk, è un idiota, molto ricco ma comunque un idiota”.
La tensione è cresciuta al punto che Musk ha risposto con la stessa moneta, ribattezzando O’Leary un “idiota totale” e persino suggerendo su X che dovrebbe essere licenziato.
Il sondaggio virale che ha fatto il giro del mondo
Non pago di scambi aspri, il patron di Tesla e SpaceX ha spinto la provocazione oltre i confini verbali. Nella notte Musk ha pubblicato su X un sondaggio – lo strumento di engagement preferito dalle sue provocazioni social – chiedendo ai suoi miltilioni di follower se «dovrei comprare Ryanair?».

🗣️ “Buy Ryanair and restore Ryan as their rightful ruler”, ovvero “Comprerò Ryanair e ripristinerò ‘Ryan’ come legittimo leader”, ha scherzato Musk, giocando ironicamente sul nome della compagnia e sull’idea suggerita da un utente di licenziare O’Leary.*
Il sondaggio ha rapidamente raccolto centinaia di migliaia di voti (oltre 750mila secondo alcune fonti) con una schiacciante maggioranza favorevole all’idea, caricando la querelle di ulteriore visibilità e virale risonanza.
Acquisizione “realistica” o pura provocazione
Al di là dello humor e della risonanza social, la domanda sull’acquisto di Ryanair non è priva di implicazioni economiche. Con una capitalizzazione di mercato attorno ai 30‑35 miliardi di dollari, Ryanair non è certo un bersaglio irrilevante per un magnate con l’enorme liquidità e patrimonio di Musk.
Tuttavia, l’ipotesi di una scalata reale o di un’offerta di acquisizione si scontra con rigide normative europee che limitano la partecipazione straniera nelle compagnie aeree: in pratica, investitori non UE non possono detenere più del 49% di controllo in una società di trasporto aereo europea.
Questo significa che – per quanto spettacolare e discusso – un takeover di Musk su Ryanair appare più un’idea paradossale e mediatica che una concreta strategia industriale.

Starlink contro il modello low‑cost
Il fulcro della disputa non è solo personale ma riflette una differenza sostanziale nei modelli di business. Starlink, rete di connessione satellitare in orbita bassa gestita da SpaceX, è adottata da numerose compagnie aeree internazionali come Lufthansa, United Airlines, Emirates e SAS, che vedono nel Wi‑Fi di bordo un elemento di servizio aggiuntivo.
Ryanair, al contrario, ha costruito la sua fortuna sull’efficienza e sul contenimento dei costi: servizi essenziali, zero fronzoli, e tariffe basse come elemento centrale della sua offerta commerciale. L’introduzione di costose attrezzature tecniche su una flotta interamente dedicata a tratte brevi – dove la domanda di connessione può non giustificare l’investimento – va contro i principi che hanno permesso alla compagnia di crescere e prosperare negli ultimi decenni.
🗣️ “Se fosse gratis, forse lo userebbero; ma non pagherebbero un euro per il Wi‑Fi”, ha argomentato O’Leary, sottolineando il gap tra la visione tecnologica di Musk e la realtà commerciale di Ryanair.
I riflessi sui mercati
Nonostante l’elevata esposizione mediatica del conflitto, gli effetti sui mercati azionari sono stati piuttosto modesti: le azioni di Ryanair hanno mostrato variazioni contenute, segno che gli investitori sembrano più concentrati sugli utili e sulla solidità della compagnia che sulle schermaglie pubbliche tra CEO e magnati.
Tuttavia, la vicenda ha generato una enorme copertura sui social e sui media, diventando un fenomeno di cultura pop corporate: meme, commenti, discussioni online e editoriali hanno amplificato la semplice disputa tecnica in un simbolo delle tensioni tra innovazione tecnologica e praticità commerciale.

Oltre la bega social, una riflessione sui servizi aerei
Lo “scontro ad alta quota” tra Musk e Ryanair, partito da una decisione tecnica su Starlink, si è trasformato in un caso di discussione globale sui limiti della provocazione social, sul ruolo dei leader aziendali nella comunicazione pubblica e sulla difficoltà di conciliare innovazione e sostenibilità economica nei settori tradizionali come quello dell’aviazione.
Al di là degli insulti e delle battute, resta aperto un interrogativo centrale su come le compagnie aeree di domani integreranno tecnologie satellitari, servizi digitali e modelli di business a basso costo.
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