šĀ Papa Leone valuteraĢ lāinvito di Trump al nuovo āBoard of Peaceā
Il Papa Leo XIV ha ricevuto un invito dal presidente Donald Trump a unirsi al controverso āBoard of Peace,ā un organismo proposto per governare la ricostruzione e la pace postāconflitto (iniziando da Gaza), mentre il Vaticano annuncia che lāiniziativa ĆØ in fase di attenta valutazione.
š Lāiniziativa, annunciata e promossa dalla Casa Bianca, ha giĆ visto lāadesione formale di paesi come Egitto, Turchia, Israele, Arabia Saudita e Qatar, mentre altre nazioni stanno ponderando la partecipazione. Al contempo, alcune, come Francia, Norvegia e altri stati europei, hanno deciso di non aderire per timori che lāorganismo possa āsottrarre legittimitaĢā al ruolo delle istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite.

Un invito che mescola diplomazia e fedi
Il āBoard of Peaceā eĢ stato concepito come un organismo internazionale che dovrebbe coadiuvare gli sforzi diplomatici per risolvere conflitti, inizialmente con un mandato rivolto alla cessazione delle ostilitaĢ in Gaza e alla ricostruzione della regione dopo anni di guerra tra Israele e Hamas. Secondo fonti diplomatiche, lo schema include un ambizioso piano di 20 punti con obiettivi politici, economici e di sicurezza, oltre a una struttura di governance internazionale presieduta dallo stesso Trump.
āAbbiamo ricevuto lāinvito e stiamo valutando cosa fare; richiede tempo per una risposta,ā ha dichiarato il segretario di Stato vaticano Cardinale Pietro Parolin, confermando lāinteresse del Vaticano ma sottolineando la necessitaĢ di unāapprofondita riflessione prima di assumere qualsiasi impegno ufficiale.
La portata di questo invito al Papa apre un dibattito inedito su quale possa essere il ruolo di una figura religiosa nel contesto di una piattaforma che, pur definita ādi pace,ā ha motivazioni e leadership fortemente politiche. Il Vaticano ha storicamente mantenuto la sua funzione diplomatica, partecipando a organizzazioni multilaterali e mantenendo uno status di osservatore presso le Nazioni Unite, ma raramente si unisce formalmente a organi politici internazionali.
La mossa strategica di Trump
Il presidente Trump ha descritto il āBoard of Peaceā come un organismo di grandissimo prestigio, invitando decine di nazioni e figure globali ad aderire. Alcuni osservatori sottolineano che lāiniziativa potrebbe riflettere la volontaĢ di Trump di consolidare un proprio āforumā di cooperazione internazionale alternativa alle istituzioni tradizionali, specialmente laddove, a suo dire, queste ultime hanno fallito o si sono dimostrate lente nel promuovere soluzioni durature ai conflitti.
š£ļø In alcune dichiarazioni, Trump e i suoi consigli strategici hanno insistito sul fatto che la partecipazione a questo organismo potrebbe accelerare la soluzione di conflitti latenti e facilitare accordi di ricostruzione con maggior efficienza rispetto alle strutture multilaterali convenzionali. Tuttavia, critici internazionali e diplomatici warn that un organismo guidato unilateralmente potrebbe rischiare di minare lāarchitettura esistente del diritto internazionale e delle procedure di mediazione globali.

Il piano prevede inoltre un contributo finanziario minimo per ottenere un posto permanente nel Board, incluso un tetto di 1 miliardo di dollari che garantirebbe ādiritto a sedereā in modo stabile e influente, mentre altri paesi possono aderire per periodi di tre anni senza il contributo richiesto.
Il Vaticano e la cautela diplomatica
La reazione del Vaticano eĢ al momento prudente. La Santa Sede, pur mantenendo una lunga tradizione di dialogo internazionale e diplomazia attiva, tende a operare attraverso piattaforme multilaterali consolidate, come lāONU, dove riveste lo status di osservatore permanente. Accettare una sede in un consesso come il āBoard of Peaceā potrebbe essere percepito come una politicizzazione dellāistituzione religiosa o come un diretto allineamento con un progetto fortemente connotato in chiave geopolitica.
Il cardinale Pietro Parolin, che da anni guida la diplomazia vaticana e rappresenta gli interessi della Santa Sede presso governi e organismi internazionali, ha sottolineato che la questione richiede tempo, poicheĢ lāadesione implicherebbe unāattenta valutazione del mandato del Board, dei suoi obiettivi e delle potenziali implicazioni sul piano morale e giuridico.
Una eventuale decisione di partecipare aprirebbe un dibattito interno nella Chiesa cattolica su quale debba essere il ruolo di un leader spirituale nel mediare e influenzare processi politici globali, soprattutto se questi coinvolgono conflitti e governance postāconflitto in territori sensibili. Il Vaticano deve ponderare se un ruolo del genere possa rafforzare o indebolire la sua missione di promotore di pace universale.

Reazioni internazionali
La proposta di Trump ha suscitato reazioni ben distinte nel panorama internazionale. Alcuni paesi e leader hanno aderito allāiniziativa, tra cui Stati del Medio Oriente e del mondo arabo, mentre altre nazioni, incluse diverse potenze europee, hanno declinato o espresso forte cautela, citando preoccupazioni legate alla preservazione dellāautoritaĢ delle Nazioni Unite e al rispetto delle strutture diplomatiche consolidate.
Ad esempio, Francia e Norvegia hanno dichiarato pubblicamente di non partecipare, con motivazioni basate sulla necessitaĢ di rafforzare e non sostituire le istituzioni multilaterali esistenti. Questa scetticismo non eĢ confinato allāEuropa: anche alcune nazioni africane e asiatiche hanno espresso preoccupazioni simili, chiedendo maggiore trasparenza sugli obiettivi e le modalitaĢ operative del Board.
Il Vaticano continua a esaminare lāinvito con la massima attenzione diplomaticoāteologica. La decisione finale di Papa Leone XIV potrebbe arrivare solo dopo consultazioni approfondite con la Curia romana, esperti di diritto internazionale e leader religiosi di diverse confessioni, poicheĢ lāadesione ad un organismo cosƬ politicamente connotato ha potenziali implicazioni di vasta portata.
La vicenda si inscrive in un momento cruciale per la politica globale, in cui la combinazione di leadership statale, iniziative private e valori religiosi si intrecciano in modo sempre piuĢ complesso. La risposta del Papa sulla partecipazione al āBoard of Peaceā potrebbe segnare un precedente storico nel rapporto tra la Santa Sede e le iniziative diplomatiche non tradizionali, traducendo aspirazioni spirituali in scelte geopolitiche concrete.
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