11:48 am, 22 Gennaio 26 calendario

🌐 Trump a Davos: crisi transatlantica relazioni con Europa

Di: Redazione Metrotoday
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Trump infiamma il World Economic Forum di Davos rilanciando la controversia sulla Groenlandia (Greenland) e criticando duramente l’Europa; la sua proposta di negoziare l’acquisizione dell’isola danese, accompagnata da minacce tariffarie poi ritirate, ha scatenato reazioni dei leader europei e sollevato dubbi sulla coesione dell’alleanza atlantica.

Con una performance politica intensa e controversa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha monopolizzato l’attenzione dei partecipanti al World Economic Forum di Davos con un discorso in cui ha rilanciato la questione della Groenlandia, criticato l’Unione Europea e affrontato a muso duro alleati chiave della NATO.

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Il nodo Groenlandia torna al centro della diplomazia globale
Negli ultimi giorni Trump aveva minacciato dazi fino al 25% sulle importazioni europee se i governi di Danimarca e altri paesi non avessero negoziato con Washington un possibile accordo per cedere la Groenlandia agli Stati Uniti. La proposta, vista da molti come un ritorno alle pratiche imperialiste, ha suscitato forte opposizione tra i partner transatlantici.

Durante il suo discorso a Davos, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti non useranno la forza militare per ottenere la Groenlandia, ma ha ribadito con forza la sua posizione, affermando che solo gli Stati Uniti possono “proteggere” quel territorio strategico.

🗣️ “Non useremo la forza, ma la Groenlandia è troppo importante per lasciarla nelle mani di altri,” ha detto Trump davanti a una platea di leader mondiali, economisti e imprenditori.

Tariffe ritirate, ma tensioni persistono
All’inizio della giornata, Trump aveva già annunciato il ritiro della minaccia di dazi contro l’Europa in seguito a colloqui con il Segretario generale della NATO Mark Rutte. Il presidente ha descritto l’accordo raggiunto come un “framework” per future negoziazioni sull’Arctic deal riguardante la Groenlandia.

Tuttavia, nonostante la ritirata formale delle tariffe, molte capitali europee restano allarmate dal tono e dalle implicazioni delle dichiarazioni di Trump, che secondo Bruxelles e Copenaghen mettono in discussione non solo la sovranità territoriale, ma anche la fiducia all’interno dell’alleanza occidentale.

Critiche all’Europa e messaggio alla NATO
Nel suo intervento, Trump ha esteso le critiche oltre la Groenlandia, attaccando l’Europa su più fronti: dall’immigrazione alle politiche energetiche, passando per la sicurezza dell’alleanza atlantica.

🗣️ Trump ha affermato che l’Europa non sta “andando nella giusta direzione” e che alcune parti del continente sarebbero “non riconoscibili”.

Questi attacchi hanno evidenziato la profonda divergenza di visione tra Washington e molti partner europei, con diversi leader UE che hanno respinto fermamente l’idea che i paesi europei non possano garantire la propria sicurezza o che debbano accettare una subordinazione strategica agli Stati Uniti.

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“Un pezzo di ghiaccio per la protezione del mondo”
Trump ha descritto la Groenlandia in termini pragmatici e strategici, definendola “un pezzo di ghiaccio per la protezione globale” e sottolineando la sua importanza nel panorama geopolitico artico, dove Stati Uniti, Russia e Cina competono per influenza.

Questa metafora, sebbene colorita, ha innescato critiche e prese di distanza anche da pubblici europei e commentatori internazionali, che vedono nel suo approccio un ritorno a un realismo duro e unilateralista in contrapposizione al multilateralismo tradizionale.

Reazioni globali: dall’Europa alla base NATO
I leader europei hanno reagito con sorpresa e preoccupazione. Alcuni diplomatici, pur apprezzando la rinuncia ufficiale all’uso della forza, hanno sottolineato che qualsiasi discussione sulla Groenlandia deve avvenire rispettando pienamente la sovranità danese e il diritto internazionale.

All’interno del forum, esperti e rappresentanti politici hanno espresso scetticismo sulla sostenibilità a lungo termine delle affermazioni di Trump, con osservatori che sottolineano come una spaccatura così evidente nelle priorità transatlantiche potrebbe avere effetti duraturi, sia sul piano della sicurezza che su quello economico.

L’effetto sui mercati e l’opinione pubblica
La controversia ha avuto riflessi anche nei mercati finanziari: dopo le parole di Trump, gli indici azionari globali hanno mostrato nervosismo, con aumenti dei beni rifugio come l’oro e timori di nuove barriere commerciali che minacciano il libero scambio tra Stati Uniti ed Europa.

In definitiva, la partecipazione di Trump a Davos 2026 segna uno dei momenti più turbolenti nella recente storia del forum. Quella che doveva essere una piattaforma per dialoghi costruttivi su economia globale, clima e cooperazione internazionale si è trasformata in un banco di prova per le relazioni transatlantiche nel cuore di una delle più ricche e complesse crisi diplomatiche degli ultimi anni.

22 Gennaio 2026 ( modificato il 21 Gennaio 2026 | 21:56 )
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