🌐 Mercosur, ratifica congelata: trattato rinviato alla Corte Ue
Il Parlamento europeo ha bloccato la ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, inviando il testo alla Corte di giustizia dell’Ue per un parere legale. Una decisione che potrebbe ritardare di oltre un anno l’entrata in vigore del più grande accordo commerciale nella storia dell’UE, innescando critiche politiche e proteste tra agricoltori.
Il voto, svoltosi mercoledì a Strasburgo, si è chiuso con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti, una maggioranza risicata che riflette i profondi dissidi interni all’Eurocamera. Con questo risultato, la ratifica finale dell’accordo dovrà attendere l’esito dell’esame legale della corte lussemburghese, un processo che storicamente richiede tra i 12 e i 24 mesi.
Un accordo storico ora in bilico
📌 L’intesa Mercosur‑UE, negoziata per oltre 25 anni, è stata salutata come una pietra miliare nella politica commerciale europea e internazionale. Firmato formalmente lo scorso 17 gennaio a Paraguay tra Unione europea e i quattro membri del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), il trattato avrebbe creato una delle più vaste zone di libero scambio del mondo, eliminando oltre il 90% dei dazi tra le due aree economiche e coinvolgendo un mercato di circa 780 milioni di consumatori.
“Questa decisione del Parlamento europeo è una battuta d’arresto significativa per un accordo che avrebbe potuto contribuire a rafforzare il ruolo commerciale e geopolitico dell’Unione in un mondo sempre più multipolare,” osservano analisti di Bruxelles.

Le ragioni del rinvio alla Corte Ue
La decisione di chiedere un parere legale alla CJEU nasce da preoccupazioni su diversi fronti:
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vi sono dubbi su conformità dell’accordo ai trattati europei, in particolare sul bilanciamento dei poteri tra Parlamento e Commissione;
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alcune clausole del trattato prevedono meccanismi che potrebbero permettere ai Paesi Mercosur di contestare normative europee future, comprese quelle ambientali o di tutela sanitaria;
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critici temono che l’intesa possa limitare la capacità dell’UE di aggiornare liberamente le proprie norme interne senza rischiare contenziosi commerciali.
🗣️ “Non possiamo dare il nostro via libera definitivo prima che la Corte chiarisca questi elementi,” ha detto un eurodeputato favorevole al rinvio, sottolineando come la decisione non implichi necessariamente la fine dell’accordo, ma un’attesa prudente di chiarezza giuridica.
Reazioni politiche interne all’UE
Il voto ha diviso profondamente l’aula europea. La maggioranza che ha sostenuto il rinvio non è stata guidata da una sola fazione politica: al contrario, un’alleanza eterogenea di deputati Verdi, di sinistra e di conservatori critici ha votato insieme, preoccupata non solo per l’impatto economico ma anche per questioni di sovranità normativa.
Di contro, esponenti della Commissione europea e del Consiglio Ue hanno espresso rammarico e preoccupazione per il blocco. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha ribadito che l’accordo resta un pilastro fondamentale della strategia commerciale dell’Unione, volto a rafforzare le relazioni globali e ridurre la dipendenza da altri partner commerciali come USA e Cina.
Sostegno al trattato è arrivato soprattutto da paesi come Germania e Spagna, dove le industrie manifatturiere e dei servizi vedono nell’intesa un’opportunità di espansione sull’altro lato dell’Atlantico. Tuttavia, critiche forti sono arrivate da Francia, Irlanda e Paesi dell’Est, preoccupati dagli effetti sull’agricoltura locale.
La voce degli agricoltori e della società civile
I timori degli agricoltori europei sono tra i fattori più visibili nella contestazione politica al trattato. Nei giorni precedenti alla votazione, proteste di contadini con trattori davanti al Parlamento europeo a Strasburgo hanno richiamato l’attenzione sui potenziali rischi di concorrenza da parte di prodotti agricoli sudamericani a basso costo, come carne bovina, pollame, zucchero e soia.
“Se questo accordo entra in vigore senza adeguate garanzie, rischiamo una pressione devastante sui nostri mercati interni,” ha dichiarato un rappresentante di associazioni agricole europee intervenuto ai microfoni dei media.
Organizzazioni ambientaliste e associazioni di consumatori, dal canto loro, si sono concentrate su altri aspetti critici dell’accordo, come la possibile incentivazione di pratiche agricole insostenibili e le implicazioni per la deforestazione dell’Amazzonia, tema che aveva già alimentato controversie negli anni passati.
Scenari per il futuro
Con la ratifica congelata in attesa della decisione della Corte Ue, si aprono diverse possibilità:
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il trattato potrebbe ricevere parere positivo e tornare all’Eurocamera per la ratifica finale;
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la Corte potrebbe suggerire modifiche o reinterpretazioni, costringendo Bruxelles e i Paesi Mercosur a rinegoziare parti dell’accordo;
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l’incertezza giuridica prolungata potrebbe raffreddare l’entusiasmo di alcuni partner commerciali, con effetti diplomatici oltre che economici.
Nonostante lo stop parlamentare, Bruxelles ha già indicato che una parte del trattato potrebbe essere applicata in via provvisoria, ma solo entro stretti limiti legali e subordinata all’autorizzazione della Corte.
Un momento di svolta per la politica commerciale dell’UE
L’episodio Mercosur riflette un dilemma più ampio all’interno dell’Unione europea: come bilanciare apertura commerciale e tutela delle proprie economie e standard. Mentre alcuni vedono negli accordi globali un’opportunità per l’UE di affermare un ruolo di primo piano nelle dinamiche globali, altri temono che questi stessi patti possano indebolire le capacità normative europee.
🗣️ “Questa non è solo una battaglia su un singolo trattato ma un confronto sul futuro della sovranità normativa europea,” ha sintetizzato un esperto di relazioni internazionali.
Resta ora da vedere se e come la Corte di giustizia dell’UE scioglierà i nodi giuridici sollevati dai parlamentari europei e se Mercosur e Unione europea riusciranno a trasformare una svolta incerta in un’opportunità di cooperazione rafforzata.
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