8:03 am, 22 Gennaio 26 calendario

🌐 Canzone pop svedese creata con IA esclusa da classifiche ufficiali

Di: Redazione Metrotoday
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Il brano pop svedese Jag Vet, Du Är Inte Min, creato in gran parte con l’intelligenza artificiale, viene escluso dalle classifiche ufficiali svedesi nonostante milioni di streaming – un caso che riaccende il dibattito globale su AI, creatività e diritti nella musica digitale.

Nel cuore dell’industria musicale globale si è consumata una delle prime grandi controversie dei tempi in cui l’intelligenza artificiale e la creatività artistica si intrecciano e si scontrano. “Jag Vet, Du Är Inte Min” — letteralmente “So che non sei mio” — un brano folk‑pop balzato rapidamente al vertice delle playlist su Spotify in Svezia con oltre 5 milioni di ascolti, è stato escluso dalle classifiche ufficiali del paese perché ritenuto generato principalmente mediante IA.

La decisione è stata presa dall’ente che gestisce la Sverigetopplistan, la classifica nazionale svedese, dopo che un’inchiesta giornalistica ha rivelato che la voce principale e parti sostanziali della musica sono state create con l’ausilio di software di intelligenza artificiale e che non esiste un artista “reale” dietro il progetto.

Un successo anomalo nato nell’ombra

📌  Il fenomeno era esploso nelle playlist già dal novembre 2025. Caratterizzato da una chitarra acustica e una voce morbida, il brano “Jag Vet, Du Är Inte Min” — attribuito all’“artista” Jacub — ha scalato rapidamente le classifiche su Spotify, arrivando persino alla prima posizione nella Top 50 svedese. Gli utenti lo hanno ascoltato milioni di volte in poco tempo, attirando l’attenzione anche in Norvegia e in altri paesi nordici.

Tuttavia, non appena giornalisti e osservatori hanno iniziato ad approfondire la vicenda, sono emersi dettagli sorprendenti: non risultano profili social, apparizioni pubbliche o concerti collegati a “Jacub”, e il brano risulta registrato da una casa editrice danese chiamata Stellar Music, con crediti collegati al reparto di sviluppo di intelligenza artificiale dell’azienda.

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La decisione delle classifiche ufficiali

Secondo IFPI Sweden, l’organizzazione che compila la Sverigetopplistan, una canzone generata principalmente da IA non ha diritto di figurare nella classifica ufficiale, anche se il pubblico la ascolta. Questo principio è stato confermato da Ludvig Werner, amministratore delegato di IFPI Svezia: “Se una canzone è generata principalmente dall’intelligenza artificiale, non ha il diritto di essere in cima alla Sverigetopplistan.”

Questa posizione crea un netto contrasto con le dinamiche delle piattaforme streaming, dove invece la popolarità dipende unicamente dagli ascolti: Spotify non richiede alcuna etichettatura specifica per i brani prodotti con l’ausilio di IA, il che significa che un pezzo come quello di Jacub può raggiungere milioni di stream pur non potendo entrare nella classifica ufficiale.

Un caso che infiamma il dibattito culturale

Il caso ha provocato reazioni immediate tra gli addetti ai lavori e gli appassionati. Da un lato, c’è chi sostiene che l’uso dell’IA nella musica sia inevitabile e potenzialmente creativo. Stellar, l’etichetta dietro il brano, ha difeso la propria posizione affermando che l’IA è stata utilizzata come strumento all’interno di un processo creativo guidato da esseri umani, non come semplice automatismo tecnico.

Dall’altro lato, critici e musicisti tradizionali avvertono che l’adozione indiscriminata dell’IA nella produzione musicale potrebbe diluire il valore dell’arte umana e mettere a rischio il lavoro di compositori, cantanti e autori. Per molti, le classifiche musicali sono più di una semplice classifica di ascolti: rappresentano un riconoscimento formale di merito artistico, radicato nella tradizione e nella professionalità del mestiere.

Altre piattaforme e le regole sull’IA

Il dibattito non si limita alla Svezia. Negli ultimi mesi anche altre piattaforme hanno preso posizioni nette sull’uso dell’IA nella musica:

  • Bandcamp, piattaforma di distribuzione musicale, ha annunciato che non accetterĂ  contenuti generati totalmente o in massima parte con IA, invitando gli utenti a segnalare tali casi.

  • Alcune etichette e artisti chiedono che servizi come Spotify o Apple Music introducano etichettature obbligatorie per distinguere i brani generati da IA da quelli creati da artisti umani, per maggiore trasparenza verso gli ascoltatori.

Nel frattempo, emerge un fenomeno parallelo: alcuni artisti “sospetti” come Sienna Rose, con milioni di ascoltatori mensili, potrebbero anch’essi derivare da identità in parte artificiale o generate digitalmente, sollevando ulteriori interrogativi sulla natura dell’autorialità nella musica moderna.

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Sfide legali e diritti d’autore

Il caso Jacub mette a fuoco anche la questione dei diritti: se un brano generato da IA ottiene milioni di stream, a chi vanno i compensi? In genere, le piattaforme pagano royalty agli “artisti” registrati nei database, che nel caso di un progetto di IA possono essere etichette o semplici società creative. Questo porta a un possibile sfruttamento dell’assenza di norme chiare, soprattutto quando si tratta di generative AI che possono replicare stili musicali esistenti.

In Paesi come negli Stati Uniti o nel Regno Unito, la normativa sul copyright non è ancora del tutto pronta a gestire brani generati da rete neurale o software di intelligenza artificiale, lasciando spazio a controversie sui diritti d’autore e sulle royalties. In tal senso, la Svezia sta tracciando una linea pionieristica, anche se molti osservatori internazionali chiedono un quadro normativo più definito e condiviso.

Quale futuro per la musica

L’esclusione di Jag Vet, Du Är Inte Min dalle classifiche ufficiali non pone fine alla discussione sull’uso dell’IA nella musica. Al contrario, apre un capitolo di riflessione sulla natura dell’arte e sul ruolo della tecnologia nel futuro culturale.

Da un lato, la tecnologia può offrire strumenti formidabili per espandere l’immaginazione creativa; dall’altro, rischia di diluire il valore della presenza umana nella creazione artistica. La domanda per l’industria musicale globale diventa: come possiamo integrare l’IA in modo etico, trasparente e giusto per tutti gli attori coinvolti?

Con le classifiche che rappresentano ancora uno dei pochi indicatori “ufficiali” della popolarità culturale, la risposta a questa domanda avrà implicazioni profonde non solo per la Svezia, ma per tutto il sistema della musica globale.

In un’epoca in cui algoritmi e creatività si intrecciano sempre più strettamente, il caso svedese potrebbe diventare un punto di riferimento per le future politiche e regolamentazioni — un segnale che non tutte le note devono per forza essere umane per essere ascoltate, ma forse solo quelle umane meritano davvero una classifica ufficiale.

22 Gennaio 2026 ( modificato il 21 Gennaio 2026 | 1:11 )
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