🌐 Trump rifiuta l’invito di Macron a Parigi per il G7
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficialmente declinato l’invito del presidente francese Emmanuel Macron a partecipare a un incontro straordinario del G7 a Parigi, ampliando così una fase di crescenti tensioni diplomatiche con gli alleati europei sul fronte di Groenlandia, commercio e cooperazione internazionale.
Un rifiuto che scuote la diplomazia occidentale
Donald Trump ha confermato che non parteciperà all’incontro del G7 proposto dal presidente francese Emmanuel Macron a Parigi questa settimana, dopo il World Economic Forum di Davos.
🗣️ La conferma è arrivata durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, dove il presidente americano ha replicato con tono informale, sostenendo tra l’altro che «Macron è un mio amico ma non resterà a lungo in carica» e ribadendo la sua scelta di non recarsi in Francia per l’appuntamento.
L’incontro straordinario del G7 – l’organismo che riunisce i leader delle principali economie occidentali – sarebbe stato un momento di confronto su temi globali urgenti come la guerra in Ucraina, la sicurezza atlantica, le questioni mediorientali e soprattutto una controversa disputa sulla Groenlandia e le strategie globali degli Stati Uniti.
Macron aveva offerto un vertice ‘allargato’
Emmanuel Macron, attualmente presidente di turno del G7, aveva inviato a Trump un messaggio privato in cui proponeva di organizzare un incontro a Parigi giovedì, con la possibilità di invitare nel margine anche leader di paesi non membri come la Russia, oltre ai rappresentanti di Ucraina, Danimarca e Siria. L’invito includeva anche una cena privata con Trump, segno simbolico di fiducia e dialogo transatlantico.
Il testo del messaggio, diffuso dallo stesso Trump sui social network, mostrava Macron sostenere che «siamo completamente allineati sulla Siria e possiamo fare grandi cose sull’Iran», ma esprimeva «confusione» per le mosse statunitensi sulla Groenlandia. La proposta di Parigi intendeva rafforzare la cooperazione su fronti multipli.

Una mossa pubblica e simbolica di Trump
In risposta all’invito, Trump non solo ha rifiutato, ma ha reso pubblico il messaggio privato di Macron, condividendolo sulla sua piattaforma social Truth Social. Questa mossa è interpretata da analisti internazionali come un modo per prendere il controllo della narrativa nel confronto diplomatico, piuttosto che un semplice rifiuto di partecipazione.
La decisione di Trump di mostrare messaggi privati ha irritato Parigi, dove fonti dell’Eliseo hanno confermato l’autenticità della comunicazione. Il gesto è stato percepito da molti diplomatici europei come una rottura delle consuetudini e della riservatezza necessarie nei rapporti bilaterali.
Tensioni sullo sfondo: Groenlandia, dazi e alleanze
Il rifiuto di Trump e la pubblicizzazione dei messaggi di Macron si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni transatlantiche: dagli Stati Uniti arrivano pressioni sulla questione della Groenlandia, che Trump ha definito strategica per Washington, suscitando reazioni dure da parte di Parigi e di altri partner europei.
Contestualmente, Trump ha minacciato l’imposizione di dazi del 200% su vini e champagne francesi, un’azione che Parigi ha definito “inaccettabile” e coercitiva, aggravando ulteriormente le relazioni commerciali transatlantiche.
Reazioni da Parigi e Davos
Dal forum di Davos, Macron ha risposto ai toni di Trump con fermezza, sottolineando che “preferiamo il rispetto ai bulli” e ribadendo l’importanza di un approccio cooperativo alle sfide globali. Le sue parole sono state interpretate come una critica implicita al comportamento di Washington.
I leader europei presenti al Forum hanno mostrato segnali di preoccupazione per la direzione che sta prendendo la cooperazione con gli Stati Uniti, con l’Unione Europea che valuta contromisure commerciali e diplomatiche in risposta alle pressioni americane.

Le prospettive per il G7 di giugno
Nonostante il mancato incontro a Parigi, il G7 mantiene programmato il suo vertice ufficiale per giugno a Évian‑les‑Bains, in Francia. Tuttavia, l’episodio di queste settimane potrebbe segnare una frattura significativa nelle relazioni tra Stati Uniti ed Europa occidentale, influenzando non solo il clima di collaborazione istituzionale, ma anche le risposte collettive a crisi geopolitiche complesse.
Un messaggio politico più ampio
Il rifiuto di Trump non è solo un atto isolato, ma riflette una visione più ampia di politica estera statunitense – spesso assertiva e unilaterale. Alcuni osservatori ritengono che la decisione di non partecipare all’incontro G7 a Parigi sia collegata sia a calcoli di immagine interna alla politica americana sia a un cambio di paradigma nelle alleanze globali.
In un’epoca in cui la fiducia multilaterale sembra messa alla prova, questo episodio potrebbe diventare un punto di riferimento per comprendere il futuro delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa occidentale – con ripercussioni per la sicurezza, il commercio e il ruolo del G7 come foro di leadership globale.
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