🌐 L’inverno più duro per l’Ucraina, la Russia colpisce l’energia
L’Ucraina affronta il suo inverno più rigido dall’inizio dell’invasione, con attacchi russi sistematici alle infrastrutture energetiche che hanno lasciato gran parte di Kyiv senza elettricità né riscaldamento. Mentre le temperature scendono sotto i –18 °C, la crisi energetica si aggrava e la popolazione si organizza per sopravvivere tra blackout, mancanza di acqua e necessità di solidarietà interna e aiuti occidentali.
Colpita l’energia civile: blackout e gelo nelle case
📌 Nelle ultime settimane, gli attacchi missilistici e con droni delle forze russe hanno preso di mira in modo sempre più deliberato la rete elettrica e le centrali energetiche di città come Kyiv, Kharkiv e Dnipro, provocando interruzioni massicce di elettricità e calore. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, quasi il 60 % della capitale è rimasto senza corrente, con oltre 4.000 edifici residenziali privi di riscaldamento.
Le temperature nella capitale ucraina scendono regolarmente sotto i –18 °C, costringendo gli abitanti a ricorrere a misure estreme: dormire con guanti e cappotti, riscaldare mattoni sui fornelli a gas, e persino montare tende all’interno degli appartamenti per conservare il calore.
🗣️ “Quando non c’è elettricità, non c’è riscaldamento: l’appartamento si gela,” racconta Anton Rybikov, un cappellano militare che vive con la sua famiglia tra batterie di riserva e sacchi a pelo.

Strategia russa: destabilizzare con il freddo
Gli analisti descrivono la tattica di Mosca come parte di una strategia più ampia per sfiancare l’Ucraina non solo militarmente ma anche psicologicamente, colpendo infrastrutture civili critiche nei momenti più duri dell’anno. “L’obiettivo è degradare la capacità del paese di sostenere la sua popolazione e spezzare la volontà di resistere,” ha commentato il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko.
Le forze russe hanno intensificato l’uso di droni e missili contro impianti di produzione e distribuzione energetica fin dall’inizio dell’autunno, secondo un rapporto dell’intelligence britannica che stima decine di migliaia di sistemi aerei senza pilota lanciati contro obiettivi ucraini nel corso del 2025.
Emergenza energetica e risposta interna
La distruzione di impianti di generazione e la perdita di capacità di gas hanno ridotto la produzione interna complessiva dell’Ucraina di circa la metà, costringendo settore pubblico e privati a importare energia, gas e attrezzature per compensare i deficit. Il ministro dell’Economia Oleksii Sobolev ha dichiarato che sono necessari urgenti miliardi di dollari di aiuti per far fronte all’emergenza e sostenere la riparazione delle reti danneggiate.
In risposta alla carenza di energia, molte scuole hanno prolungato le vacanze invernali, e le aziende hanno adottato il lavoro a distanza o orari ridotti. A margine, squadre di tecnici lavorano incessantemente per riparare i guasti, ma le infrastrutture sovietiche esistenti non sono adeguate ad affrontare la scala delle distruzioni attuali.
Ripercussioni sulla vita quotidiana
Il blackout prolungato ha interrotto non solo il riscaldamento, ma anche l’erogazione dell’acqua, le comunicazioni mobili e i servizi essenziali. In alcune aree, cittadini fuori casa si riversano in spazi pubblici con generatori per ricaricare dispositivi, riscaldarsi e collegarsi a Internet.
Il freddo estremo e l’incertezza energetica hanno anche un impatto sulla salute pubblica: i casi di polmonite e altre malattie legate al freddo sono in aumento, e le autorità sanitarie sono in allerta per far fronte a possibili emergenze.
Aiuti internazionali e soluzione temporanea
La comunità internazionale ha risposto con la consegna di generatori di emergenza, batterie industriali e caldaie mobili per aiutare a mitigare la crisi, mentre l’Ucraina cerca di incrementare capacità di generazione decentralizzata per ridurre la dipendenza dalla rete centrale.
Paesi come la Gran Bretagna e la Norvegia hanno annunciato contributi finanziari e materiali, mentre l’FMI ha discusso con il governo ucraino programmi di prestito per sostenere la stabilizzazione economica e infrastrutturale.
La guerra che si fa inverno: impatto socio-politico
Il duro inverno sta esercitando pressioni crescenti anche sulla politica interna e le relazioni con gli alleati occidentali. La necessità di più sistemi di difesa aerea per proteggere infrastrutture civili è stata uno dei principali punti di discussione negli ultimi vertici NATO e incontri bilaterali.
Allo stesso tempo, mentre il mondo guarda a iniziative diplomatiche per fermare la guerra, come quelle discusse a Davos tra leader occidentali e Zelenskyy, il freddo implacabile sta riportando l’attenzione sui bisogni umanitari immediati e sulla sicurezza delle popolazioni civili.
Verso un futuro incerto
Con le previsioni meteorologiche che indicano temperature gelide per le prossime settimane, e ulteriori attacchi previsti dalle forze russe, gli studiosi di sicurezza energetica avvertono che la resilienza dell’Ucraina sarà messa a dura prova. La modernizzazione delle reti e la transizione a fonti energetiche decentralizzate, come impianti solari e sistemi di microgrid, emergono come priorità strategiche per il lungo termine.
In questa fase critica, la determinazione del popolo ucraino e la solidarietà internazionale continuano a essere fondamentali per affrontare non solo la guerra sul terreno, ma anche la lotta contro il gelo e l’oscurità che avvolgono il paese in quello che molti descrivono come l’inverno più duro della guerra.
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