🌐 Meta, Mark Zuckerberg e il clima teso con Wang il più pagato
Questa spaccatura, fino a poco tempo fa silenziosa, è venuta allo scoperto con la riorganizzazione del reporting interno, che mostra come il rapporto tra i vertici dell’azienda sia tutt’altro che fluido. Al centro del clima teso ci sono divergenze strategiche su come Meta debba affrontare la competizione globale nel campo dell’AI, con implicazioni profonde per la cultura aziendale, la fiducia degli investitori e il futuro dell’ecosistema tech.
L’ingresso (costoso) di Alexandr Wang e la promessa di superintelligenza
📌 Nel 2025 Meta ha siglato un accordo miliardario con Scale AI, portando nella sua struttura Alexandr Wang, all’epoca 28enne, alla guida di un nuovo laboratorio dedicato alla “superintelligenza”. La mossa è stata vista come un passo audace per sfidare i colossi dell’AI come OpenAI e Google, facendo leva su capitale, dati e competenze avanzate.
Wang è diventato rapidamente il dipendente più pagato di Meta, con un ruolo centrale nel definire la direzione dell’AI interna e un team che dovrebbe portare la compagnia oltre i confini del generative AI tradizionale. Tuttavia, questa posizione di enorme responsabilità sembra aver anche acceso tensioni con Zuckerberg stesso.
Le lamentele tra i corridoi
Secondo quanto riportato da più fonti, tra cui The Times of India e The Economic Times, Wang avrebbe espresso a colleghi la sensazione che lo stile di gestione di Zuckerberg sia “soffocante”, soprattutto in relazione al modo in cui il CEO vuole supervisionare la divisione AI più critica dell’azienda.
🗣️ “Wang trova il micromanagement di Zuckerberg troppo stretto e che ciò stia rallentando l’innovazione”, dicono persone vicine alla situazione.
Questa critica non riguarda solo una visione personale: mette in luce una frattura di principio sulla governance dell’innovazione. Da una parte, Zuckerberg – noto per il suo coinvolgimento diretto nei progetti chiave – insiste su un controllo serrato per garantire che ogni iniziativa rifletta la visione complessiva di Meta. Dall’altra, Wang e il suo team di giovani ricercatori puntano a una maggiore autonomia per accelerare progressi tecnici radicali, spesso con obiettivi divergenti da quelli immediati di prodotto e monetizzazione.
La riorganizzazione che parla di disaccordi
Una delle manifestazioni più evidenti di questa tensione è stata la recente ristrutturazione del reporting interno, con la creazione di nuove linee di comando e ruoli di supervisione che posizionano altri dirigenti sopra Wang in alcune aree chiave, in particolare l’infrastruttura AI.
Questo cambiamento suggerisce che Zuckerberg non solo non ha mollato il controllo, ma sta rafforzando la sua supervisione diretta, segnalando a tutti che nessuna figura, per quanto pagata, può operare senza un’attenta sorveglianza del CEO. La mossa ha alimentato speculazioni interne sul fatto che la fiducia nei confronti di Wang sia meno solida di quanto non fosse all’inizio.
Divergenze strategiche: prodotto vs. pura ricerca
Le fonti raccontano che le divergenze non sono solo personali, ma anche strategiche. Mentre i veterani dell’azienda – come Chris Cox e Andrew Bosworth – volevano integrare le tecnologie AI nei prodotti esistenti (come Instagram e Facebook) per rafforzare le revenue pubblicitarie, Wang avrebbe spinto per concentrare tutte le risorse sulla costruzione di modelli di AI avanzata per competere con i leader globali prima di pensare alle applicazioni commerciali.
Questo ha creato una sorta di frattura culturale: i ricercatori legati a Wang vedono i “product manager” come troppo ancorati alle logiche di business, mentre gli altri membri della leadership temono che un approccio puramente accademico rischi di isolare Meta dalla sua funzione principale di generare profitti.
Tensione importante per il futuro di Meta
La disputa interna assume un significato più ampio se si considera l’ambiente competitivo odierno. Meta ha recentemente annunciato iniziative come un nuovo programma di performance review che punta a premiare i migliori talenti con bonus più alti per attrarre e mantenere figure di spicco nell’AI – segno evidente di quanto la guerra per i talenti sia serrata nel settore tech.
Allo stesso tempo, l’azienda sta tagliando staff in altre divisioni meno centrali e ha ridotto l’enfasi sul metaverso per concentrare risorse sull’AI, come evidenziato dagli ultimi report sul ridimensionamento di Reality Labs.
In questo contesto, il rapporto tra Zuckerberg e Wang non è solo un affare interno di HR, ma un indicatore del modo in cui Meta intende combattere la sua battaglia per l’intelligenza artificiale: con una leadership fortemente centralizzata o con spazi di autonomia per i talenti innovativi. La scelta potrà influire non solo sulla competitività dell’azienda, ma su tutta l’industria tecnologica nei prossimi anni.
Un bivio per Meta: coesione o conflitto permanente
L’analisi degli eventi suggerisce che Meta si trova a un bivio critico. Se Megan e i vertici riusciranno a conciliare visione strategica e autonomia tecnica, la compagnia potrebbe emergere come leader più forte nell’AI. Se invece la tensione diventerà cronica, rischia di generare un ambiente di lavoro frammentato e di perdere fiducia tra i collaboratori chiave.
Con la competizione tecnologica globale in rapida accelerazione, ogni segnale di instabilità – soprattutto alla guida di un progetto strategico come la superintelligenza – può avere effetti ben oltre la porta degli uffici di Menlo Park.
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