1:02 pm, 18 Gennaio 26 calendario

🌐 DAZI e ANTI-COERCIZIONE UE, l’arma commerciale dell’Europa

Di: Redazione Metrotoday
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La strategia dell’Unione Europea contro la coercizione economica si concretizza con lo strumento anti-coercizione: un meccanismo che autorizza contromisure, inclusi dazi e restrizioni mirate, per difendere la sovranità commerciale dell’UE. Tra tensioni con Stati Uniti e Cina, Bruxelles bilancia deterrenza e dialogo.

Un bazooka mai usato ma sempre più vicino al campo di battaglia

Nel cuore delle tensioni commerciali globali, l’Unione Europea ha sviluppato lo “strumento anti-coercizione” (Anti-Coercion Instrument, ACI), concepito per reagire a pressioni economiche da parte di Paesi terzi che utilizzano dazi, limitazioni alle esportazioni o altre misure come leva politica.

Entrato formalmente in vigore con il Regolamento (UE) 2023/2675 del novembre 2023, il meccanismo è pensato per casi considerati straordinari e finora non è stato ancora attivato.
L’obiettivo dichiarato è difendere la sovranità dell’Europa, cioè la capacità degli Stati membri e di Bruxelles di scegliere senza interferenze esterne basate su leva economica.

Come funziona, in pratica

Il processo per attivare l’ACI si articola in varie fasi:

  • C’è una verifica iniziale della Commissione Europea che ha quattro mesi per accertare se si è verificata coercizione economica.

  • In caso positivo, il Consiglio dell’Unione deve decidere con maggioranza qualificata.

  • Se si arriva all’attivazione, l’UE può adottare una vasta gamma di misure di risposta difensiva, non solo dazi, ma anche restrizioni sugli investimenti, limitazioni a partecipare agli appalti pubblici o a certe procure tecniche e commerciali.

Il meccanismo quindi non è concepito come arma offensiva, ma come scudo, anche se in pratica potrebbe diventare un potente strumento di negoziazione nei deal commerciali più difficili.

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In ballo con gli Stati Uniti

La discussione sull’uso dell’ACI è tornata sotto i riflettori nel 2025 a causa delle mosse tariffarie dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump: dazi su acciaio, alluminio e, in alcuni casi, l’intenzione di estendere nuove tariffe su prodotti europei.

Bruxelles ha temporaneamente sospeso alcune contromisure nell’ambito dei negoziati con Washington, concedendo una tregua per favorire l’accordo commerciale. Tuttavia, esponenti politici europei, tra cui Manfred Weber (PPE), Iratxe García Pérez (S&D) e Valérie Hayer (Renew Europe), hanno chiesto esplicitamente di considerare l’uso dello strumento anti-coercizione per rispondere alle pressioni tariffarie statunitensi.

Allo stesso tempo, il presidente del Comitato per il commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, ha sollecitato la Commissione a attivare l’ACI in risposta a nuove minacce tariffarie statunitensi, come quelle annunciate su merci provenienti da paesi europei in relazione alle rotte tra l’UE e la Groenlandia.

L’altro grande protagonista: la Cina

Dal lato asiatico, le pressioni commerciali di Pechino — ad esempio tramite restrizioni alle esportazioni di terre rare e materiali critici — sono percepite a Bruxelles come potenziali casi di coercizione economica, proprio per l’impatto su interi settori produttivi dell’Unione, dall’automotive all’aerospaziale.

Secondo analisti internazionali, la relazione UE-Cina definisce il contesto geopolitico in cui l’ACI potrebbe realmente essere impiegato: senza violare formalmente le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Europa si prepara a rispondere a tattiche di pressione economica che hanno motivazioni politiche oltre che commerciali.

Un equilibrio delicato tra deterrenza e dialogo

L’Unione Europea resta formalmente impegnata nel libero scambio e nel rispetto delle regole multilaterali. Tuttavia, la crescente “weaponizzazione” del commercio — con dazi, restrizioni o minacce tariffarie usate come leva politica — ha spinto Bruxelles a dotarsi di strumenti di difesa più efficaci.

L’ACI non può essere usato per qualsiasi controversia commerciale: la sua attivazione richiede che si dimostri una coercizione economica mirata a influenzare scelte sovrane dell’Unione o di uno Stato membro.

Allo stesso tempo, l’UE continua a cercare soluzioni negoziali con partner come gli Stati Uniti, come dimostra la sospensione temporanea di alcune misure per lasciare spazio ai colloqui.

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Il significato per il futuro dell’Europa commerciale

In un mondo in cui il commercio internazionale è sempre più intrecciato con la geopolitica, lo “strumento anti-coercizione” rappresenta per l’UE un simbolo della sua autonomia strategica commerciale: una mossa che combina difesa, deterrenza e strategia globale.

Se e quando verrà attivato per la prima volta, sarà un test cruciale per la capacità dell’Europa di negoziare da un fronte unito in un contesto sempre più turbolento, tra ambizioni di crescita interna, relazioni transatlantiche e rapporti strategici con Pechino.

18 Gennaio 2026
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