7:09 pm, 18 Gennaio 26 calendario

🌐  Cina e fusione energetica: la nuova frontiera dell’energia pulita

Di: Redazione Metrotoday
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La notizia sul sole artificiale della Cina e i progressi nella fusione energia rappresenta uno dei più significativi traguardi scientifici degli ultimi anni. Il reattore Experimental Advanced Superconducting Tokamak (EAST) ha infranto limiti teorici ritenuti insuperabili, aprendo scenari inediti per una fonte di energia pulita e virtualmente inesauribile. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo, la strada verso l’energia da fusione resta lunga e complessa, colma di sfide tecnologiche, economiche e geopolitiche che decideranno il ruolo futuro di questa tecnologia nella transizione energetica globale.

Un record simbolico: il “sole artificiale” oltre i limiti fisici

La Cina ha di recente conquistato le prime pagine internazionali della scienza con il suo progetto di sole artificiale basato su un reattore a fusione di tipo tokamak, noto come Experimental Advanced Superconducting Tokamak (EAST), situato a Hefei. Questo reattore è progettato per riprodurre sulla Terra il processo che alimenta il Sole: la fusione nucleare di nuclei leggeri che libera enormi quantità di energia.

Nel nuovo esperimento, gli scienziati cinesi sono riusciti a mantenere il plasma in condizioni stabili oltre la cosiddetta “soglia di densità” ritenuta fino a poco tempo fa un limite teorico fondamentale — un risultato che potrebbe segnare una svolta nel percorso di sviluppo di reattori a fusione efficienti.

📌   La fusione nucleare promette di essere una fonte di energia quasi illimitata, senza emissioni di CO₂ e con scorie radioattive molto inferiori rispetto alla fissione nucleare tradizionale. Per questo motivo, la ricerca mondiale punta da decenni a realizzare reattori in grado di generare più energia di quanta ne consumino.

Secondo il quotidiano scientifico LiveScience, il risultato ottenuto con EAST — ovvero la capacità di sostenere plasma ad alta densità oltre i limiti precedentemente raggiunti — rappresenta un passo significativo verso la creazione di un sistema scalabile di fusione per produzione di energia.

Cosa significa il record del “sole artificiale” cinese

Il risultato su cui si concentra l’attenzione internazionale non è semplicemente un primato di durata o di temperatura, ma la capacità di mantenere un plasma altamente confinato in modo stabile superando un ostacolo che per anni ha bloccato l’avanzamento dei progetti di fusione nucleare.

Secondo pubblicazioni scientifiche, il tokamak EAST aveva già stabilito record precedenti — ad esempio mantenendo un plasma a oltre 100 milioni di gradi per più di 1.000 secondi — ma l’ultimo esperimento ha dimostrato che è possibile mantenere la stabilità oltre la soglia teorica di densità, un’informazione preziosa per la progettazione di futuri reattori.

In termini tecnici, questo progresso segna un passo dal piano puramente teorico verso quello ingegneristico, avvicinando la fusione nucleare a condizioni che, in futuro, potrebbero essere utili per generare energia su larga scala.

Tuttavia, gli esperti ribadiscono con cautela che energia da fusione non significa energia commerciale immediata. Attualmente, i reattori sperimentali consumano ancora più energia di quanta ne producano, e restano numerose sfide ingegneristiche prima che sistemi del genere possano alimentare città o industrie.

La fusione nucleare nel contesto della transizione energetica

Nel dibattito globale sul clima e sull’energia pulita, la ricerca sulla fusione nucleare si colloca come un potenziale game‑changer. Diversamente dalle fonti rinnovabili come il sole e il vento — che dipendono da condizioni ambientali variabili e richiedono accumulo energetico — la fusione fornirebbe energia continua, stabile e con impatto climatico minimo.

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La Cina — che ha investito in modo massiccio nella ricerca sulla fusione e nella costruzione di impianti sperimentali come EAST — punta a essere tra i leader mondiali nella tecnologia della fusione nucleare entro il 2050. Secondo alcuni piani nazionali, Pechino potrebbe addirittura superare Stati Uniti ed Europa nella corsa alla fusione grazie a strategie integrate di ricerca e sviluppo e finanziamenti pubblici su larga scala.

Allo stesso tempo, progetti internazionali come ITER in Francia, una cooperazione tra Unione Europea, Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone, Corea del Sud e altri paesi, continuano a lavorare per dimostrare la fattibilità della fusione su scala industriale. ITER punta a raggiungere condizioni di produzione energetica significativa già negli anni 2030, sebbene con un approccio più grande e complesso rispetto ai singoli esperimenti nazionali.

In questo quadro, i progressi cinesi non rappresentano una competizione fine a se stessa, ma parte di un mosaico globale che vede molte nazioni investire in tecnologie di punta per soddisfare la crescente domanda energetica in modo sostenibile.

Le sfide ancora aperte

Nonostante i progressi, rimangono ostacoli significativi prima che l’energia da fusione diventi una realtà commerciale:

  • Efficienza energetica: nessun reattore finora ha raggiunto il punto in cui l’energia prodotta supera quella consumata per avviare la reazione.

  • Materiali resistenti: il plasma a temperature da decine di milioni di gradi esercita pressioni e radiazioni estreme, richiedendo materiali di nuova generazione per la costruzione delle camere di reazione.

  • Costi e infrastrutture: la ricerca e l’installazione di impianti di fusione richiedono investimenti finanziari enormi, che spesso competono con altre priorità energetiche.

Anche tra gli scienziati esiste cautela: pur riconoscendo la portata dei risultati, molti sottolineano che la fusione resta una soluzione a lungo termine per la transizione energetica, non una panacea immediata ai problemi climatici ed energetici attuali.

Le implicazioni geopolitiche della corsa alla fusione

Oltre all’aspetto scientifico e tecnologico, la corsa alla fusione nucleare ha riflessi geopolitici rilevanti. Un paese che riuscisse per primo a rendere commerciale questa tecnologia potrebbe ottenere prestigio internazionale, vantaggi economici e influenza politica, analoghi a quelli conseguiti in passato dalle nazioni leader nella corsa allo spazio o nell’energia nucleare di fissione.

La competizione tra Stati Uniti, Unione Europea, Cina e altri attori emerge nelle politiche di finanziamento pubblico, nella formazione di consorzi internazionali e nella competizione per attrarre talenti scientifici. In questo senso, il sole artificiale non è solo una questione di fisica, ma un simbolo delle ambizioni tecnologiche e strategiche globali.

Tra sogno scientifico e realtà futura

La notizia del sole artificiale cinese e dei progressi ottenuti nel campo della fusione energia rappresenta una delle tappe più promettenti nella lunga ricerca umana per creare una fonte di energia pulita, sicura e potenzialmente infinita.

Nonostante il record raggiunto e le prospettive entusiasmanti, la fusione nucleare rimane una frontiera scientifica dove teoria, sperimentazione e ingegneria si intrecciano in un percorso che potrebbe richiedere ancora anni o decenni prima di tradursi in energia utile per le nostre città.

Tuttavia, ogni passo compiuto — come quello ottenuto dal reattore EAST — è un mattone nella costruzione di un possibile futuro energetico diverso, segnando una nuova fase nella storia della scienza e della tecnologia umana.

18 Gennaio 2026 ( modificato il 15 Gennaio 2026 | 19:18 )
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