🌐 Garlasco, i legali dei Poggi: Chiara scoprì i file segreti di Stasi
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ToggleLa “scoperta” e il nuovo capitolo di una vicenda
Milano – A quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia), emerge un nuovo elemento che ha riacceso l’attenzione sul caso mediatico che ha segnato la cronaca nera italiana. Secondo quanto reso pubblico dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, la 26enne sarebbe entrata la sera prima della sua morte in una cartella del PC di Alberto Stasi contenente migliaia di file pornografici catalogati per genere, file già noti agli inquirenti ma fino ad oggi al centro di dibattiti e controversie.
🗣️ «La sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del PC di Stasi in cui erano stati catalogati i numerosi file», affermano i legali in una nota. Aggiungono che questa scoperta, frutto di un nuovo approfondimento informatico, fornisce “un dato di assoluta certezza” sul fatto che la vittima abbia aperto quella cartella poco prima della tragedia.
Il contenuto dei file e il contesto della scoperta
📌 Secondo la perizia informatica commissionata dagli avvocati della famiglia Poggi e svolta dai consulenti Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, la cartella denominata “militare”—contenente circa 7.000 file pornografici catalogati per genere—sarebbe stata aperta la sera del 12 agosto 2007 da Chiara Poggi, durante un breve allontanamento di Stasi da casa.
«Questo dato potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante apposito incidente probatorio», sottolineano i legali, invitando la Procura di Pavia a procedere con ulteriori accertamenti ufficiali su tale elemento.
Il riferimento a questa cartella, inserita nei vecchi atti, ha alimentato pagine di cronaca e dibattiti: negli anni scorsi alcune testate italiane avevano già evidenziato l’esistenza di materiale pornografico nel computer di Stasi, ma fino ad oggi non sembrava esistere un consenso unanime su Chi avesse effettivamente visionato quei file.
Accuse crociate e rigore nelle analisi forensi
Nel nuovo comunicato, gli avvocati dei Poggi non risparmiano critiche sul fronte dell’indagine in corso, auspicata da più parti come strumento per rivalutare la condanna irrevocabile di Stasi — condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata. Secondo i legali, “si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nei processi”.
Negli ultimi mesi la Procura di Pavia ha infatti riaperto le indagini su un’altra pista, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, sulla base di nuove analisi del DNA trovato sotto le unghie della vittima. Queste tracce erano state ritenute inutilizzabili in precedenza, ma ora la Procura ritiene possibile un confronto tecnico più approfondito.
Una svolta che riaccende il dibattito mediatico
Il cosiddetto caso Garlasco ha avuto un percorso giudiziario tortuoso: dopo due assoluzioni, nel 2015 la Corte d’Appello di Milano e poi la Cassazione confermarono la responsabilità di Stasi, oggi in regime di semilibertà per perfezionare il suo reinserimento sociale.
La nuova analisi informatica, promossa dai legali dei Poggi, si inserisce in un quadro complesso di ricostruzioni e contro-ricostruzioni, depositate negli anni in tribunale e oggetto di discussione pubblica e scientifica. Un elemento “tecnico” come l’accesso a un file sul PC della vittima rischia di assumere un valore simbolico e probatorio enorme, soprattutto se legato alle dinamiche psicologiche dell’ultimo incontro tra Chiara e Stasi.
Cosa cambia per le indagini
La famiglia Poggi chiederà formalmente un incidente probatorio per rafforzare come prova i risultati delle analisi digitali: questo strumento consentirebbe di “cristallizzare” in atti ufficiali la scoperta dell’accesso ai file. Secondo i legali, ciò è necessario in vista di eventuali sviluppi processuali, specie se si intende contrastare la narrazione di una possibile revisione della sentenza basata sulla nuova indagine su Sempio.
Gli avvocati, infatti, ribadiscono che non hanno alcuna fiducia nell’ipotesi di una revisione favorevole a Stasi, definita una “operazione mediatica” più che una richiesta fondata su elementi nuovi e decisivi.
Il peso delle nuove analisi nel quadro giudiziario
L’attenzione ora è puntata sulla Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, che dovrà valutare non solo la richiesta di incidente probatorio, ma anche la rilevanza di questi dati nel quadro più ampio delle indagini. Il percorso è ancora lungo e tecnicamente complesso, sospeso tra aspetti forensi, ricostruzioni processuali e l’opinione pubblica che da anni segue ogni novità del Caso Garlasco.
Tra prova tecnica e narrazione
Il rilancio mediatico e giudiziario del caso — con la nuova affermazione dei legali Poggi che Chiara aveva effettivamente scoperto i file di Stasi — rappresenta un altro capitolo di una storia intricata e controversa. Oltre all’impatto emotivo per la famiglia e l’opinione pubblica, resta aperta la questione di come questi elementi tecnici possano influenzare il percorso giudiziario già segnato da sentenze e condanne.
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