9:43 am, 17 Gennaio 26 calendario

🌐 Barachini: la tutela del pluralismo è una priorità per il governo

Di: Redazione Metrotoday
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La tutela del pluralismo è una priorità per il governo: nel contesto delle trattative per la vendita del gruppo editoriale Gedi, il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha ribadito che garantire pluralismo dell’informazione e indipendenza delle testate è un impegno strategico dell’esecutivo, in un momento in cui mercato editoriale, golden power e futuro dell’ecosistema informativo nazionale sono al centro del dibattito pubblico.

Un monito dal Parlamento: pluralismo e informazione al centro

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, è intervenuto in commissione Cultura alla Camera per fare il punto sulla cessione del gruppo editoriale Gedi, la più grande realtà dell’editoria italiana che comprende testate come La Repubblica e La Stampa.

In un’audizione caratterizzata da domande incalzanti da parte delle opposizioni e rilanci da parte dei media, Barachini ha sottolineato con forza che “la tutela del pluralismo è una priorità per il governo”, ribadendo l’importanza di garantire un panorama informativo libero, diversificato e indipendente.

“L’esito di questa vicenda è fondamentale per garantire la piena tutela del pluralismo e della libertà dell’informazione”, ha affermato il sottosegretario, evidenziando come la questione non sia solo un fatto economico ma una questione democratica e culturale di portata nazionale.

Gedi e il rischio di concentrazione mediatica

La vendita di Gedi, da mesi sotto i riflettori delle istituzioni e dell’opinione pubblica, ha suscitato preoccupazioni per le possibili implicazioni sul pluralismo dell’informazione. Il gruppo editoriale, che include giornali storici, siti web e radio, rappresenta uno dei principali asset dell’ecosistema informativo italiano, e la sua cessione a soggetti stranieri o a operatori economici senza radicamento nel nostro Paese potrebbe mettere a rischio l’indipendenza editoriale e il molteplice accesso alle informazioni.

La deputata Rosaria Tassinari di Forza Italia, ad esempio, ha affermato che “tutela dei posti di lavoro e pluralità dell’informazione restano le priorità”, con un accento sulla professionalità e indipendenza dei giornalisti e sul valore democratico del pluralismo.

Analogamente, le organizzazioni sindacali come la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di garanzie robuste per mantenere integri livelli occupazionali e libertà delle testate coinvolte.

Golden power e limiti normativi: perché è complesso agire

Una delle domande più rilevanti poste a Barachini riguardava l’eventuale esercizio del cosiddetto “golden power”, ossia i poteri speciali che lo Stato può esercitare per tutelare interessi strategici nazionali in settori sensibili come appunto l’informazione.

Barachini ha spiegato che, al momento, “non ci sono elementi per poter valutare l’esercizio del golden power”, perché non è stata ancora presentata una formale notifica sul veicolo societario proponente né è chiara la composizione di chi intende rilevare Gedi.

Secondo il sottosegretario, la normativa che regola questi poteri è specifica e tecnica, e richiede un’analisi accurata da parte di un gruppo di coordinamento tecnico preposto per legge prima di poter decidere se intervenire o meno.

Questo passaggio ha messo in evidenza le difficoltà intrinseche nell’applicare strumenti come il golden power in un contesto editoriale dinamico, dove concorrenza, investimenti esteri e tutela dei diritti fondamentali si intrecciano. Esperti di diritto costituzionale e media law sottolineano che, al di là dello strumento normativo, serve un dibattito pubblico e legislativo più ampio sul ruolo strategico dell’informazione nella democrazia contemporanea.

Occupazione, pluralismo e mercato editoriale

Per Barachini, la tutela del pluralismo va di pari passo con la protezione dei livelli occupazionali nel settore, un tema sottolineato anche dai sindacati e dai rappresentanti delle redazioni dei giornali coinvolti. Secondo i sindacati, una vendita senza adeguate garanzie potrebbe portare a ristrutturazioni e tagli, con effetti negativi non solo sulle famiglie dei giornalisti e operatori dell’informazione ma sull’intero sistema democratico.

Il tema dell’occupazione editoriale era emerso già nei mesi scorsi, quando Barachini si è confrontato con i comitati di redazione dei principali giornali sotto l’ombrello di Gedi, ribadendo la necessità che in eventuali accordi di cessione siano salvaguardati i livelli occupazionali e l’indipendenza giornalistica.

Il pluralismo nell’era digitale e della disinformazione

La vicenda si inserisce in un più ampio dibattito sulla trasformazione dell’informazione nell’era digitale. Come evidenziato da analisi di settore, il consumo di notizie è sempre più frammentato tra social media, aggregatori e fonti online, con un rischio crescente di disinformazione e riduzione della qualità giornalistica.

Secondo Barachini, che da tempo si è espresso su temi come l’impatto dell’IA, delle fake news e delle “pillole d’informazione” poco affidabili, è necessario sostenere l’ecosistema dell’informazione attraverso norme, incentivi e una cultura civica più consapevole.

In passato ha anche sottolineato come l’intelligenza artificiale non debba sostituire il giornalismo umano, evidenziando l’importanza dell’approfondimento, della verifica e della responsabilità editoriale in un contesto di rapida evoluzione tecnologica.

La reazione politica e il fronte parlamentare

Il dibattito sulla vendita di Gedi e sulla tutela del pluralismo non è limitato all’esecutivo. Diverse forze politiche hanno espresso posizioni critiche o propositive. Il Movimento 5 Stelle aveva già chiesto in passato maggiore trasparenza sulla transazione e garanzie sull’indipendenza editoriale delle testate, invitando il governo a riferire in Parlamento.

Forza Italia, tramite parlamentari come Rosaria Tassinari, ha ribadito la necessità di coniugare tutela dei lavoratori e pluralità informativa, auspicando soluzioni sostenibili per il futuro del gruppo e dell’editoria italiana.

Il pluralismo come baluardo democratico

La presa di posizione di Barachini – che ribadisce con fermezza che “la tutela del pluralismo è una priorità per il governo” – segna un momento importante nel dibattito italiano sull’informazione.

In un’epoca in cui media tradizionali e nuove piattaforme convivono in un ecosistema complesso, la protezione dell’indipendenza editoriale, dei livelli occupazionali nel settore e della diversità di voci è vista come un pilastro della democrazia.

La partita per il futuro di Gedi rappresenta, in questo senso, non solo un’operazione commerciale ma una sfida culturale e politica di vasta portata, con implicazioni dirette sulla qualità dell’informazione e sul diritto del pubblico a una pluralità di fonti credibili e affidabili.

17 Gennaio 2026 ( modificato il 15 Gennaio 2026 | 22:52 )
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