🌐 La Spezia, morto studente accoltellato a scuola: fermato un ragazzo
È morto lo studente di 18 anni accoltellato a scuola, episodio che ha sconvolto La Spezia e riaperto il dibattito sulla violenza giovanile nelle scuole italiane. Fermato un compagno di classe: indagini in corso e riflessioni sulla sicurezza negli istituti.
È decaduta in tragedia una mattinata scolastica all’istituto professionale “Domenico Chiodo-Einaudi” di La Spezia, dove un giovane studente di 18 anni è stato ferito mortalmente con un coltello da un compagno di scuola durante l’orario delle lezioni. Il ragazzo è morto la sera stessa in ospedale dopo un lungo tentativo di salvarlo da parte dei medici del Sant’Andrea, che lo avevano operato d’urgenza per una ferita alla milza e all’addome causata dall’aggressione.
È una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, rimettendo al centro del dibattito temi delicati come la sicurezza negli istituti scolastici, la gestione dei conflitti tra giovani e il ruolo della prevenzione contro la violenza tra studenti.
L’aggressione e la dinamica dei fatti
L’episodio si è verificato questa mattina poco dopo le 11 all’interno della scuola, dove il giovane ferito frequentava le ultime classi dell’istituto professionale. Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe esplosa nei bagni della scuola per motivi che sembrano legati a tensioni sentimentali, per poi degenerare in un attacco con un coltello che la vittima non è riuscita a evitare.

L’aggressore – un altro studente della stessa scuola – ha puntato l’arma contro la vittima, colpendolo violentemente al fianco e perforando organi vitali, causando una perdita di sangue così massiccia da far precipitare immediatamente le condizioni del giovane. I soccorsi, giunti rapidamente con i volontari della Croce Rossa e gli operatori del 118, hanno provato a salvargli la vita ma nonostante l’intervento chirurgico lungo e complesso, il 18enne è deceduto in ospedale in serata.
Il presunto aggressore è stato fermato dalle forze dell’ordine nella scuola stessa e si trova ora in custodia per essere interrogato. Agli inquirenti spetta ora il compito di ricostruire con precisione le motivazioni e il contesto dell’aggressione, con l’ipotesi di reato che va verso l’omicidio volontario aggravato.
Reazioni istituzionali e sociali
📌 L’episodio ha suscitato immediati commenti da parte delle autorità locali e nazionali, tra cui quello del sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, che ha definito il fatto “di una gravità assoluta” e ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane. Il sindaco ha inoltre sottolineato l’esigenza di rafforzare misure di sicurezza e ascolto all’interno delle scuole per prevenire simili tragedie.
Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato l’accaduto definendolo “un fatto di gravità assoluta» e ribadendo la necessità di insegnare valori di rispetto, dialogo e rifiuto di ogni forma di violenza nel contesto scolastico.
Il contesto più ampio della violenza giovanile
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazione per crescenti atti di violenza nelle scuole italiane, che negli ultimi anni hanno registrato, seppure in misura diversa rispetto ad altri Paesi, episodi di aggressioni, minacce, utilizzo di armi improprie e tensioni tra alunni. Secondo gli esperti di sicurezza scolastica, fattori come problemi relazionali, ambiente famigliare, stress adolescenziale e dinamiche di gruppo non affrontate possono esacerbare conflitti apparentemente minori, fino a sfociare in gesti estremi.

Il sociologo dell’educazione Marco Rinaldi, in un’intervista per un blog specializzato, osserva che “la scuola resta un microcosmo della società: senza strumenti adeguati di ascolto e mediazione, anche punte di conflitti giovanili possono degenerare rapidamente”.
Un recente studio pubblicato sul blog Cronache Scolastiche sottolinea come interventi di prevenzione, programmi di educazione emotiva e presenza di figure di supporto psicologico possano fare una differenza significativa nella gestione di tensioni tra studenti e nella prevenzione di comportamenti violenti.
Le reazioni degli studenti e della comunità
All’interno dell’istituto e fuori dall’ospedale, compagni di classe e amici del giovane vittima sono sotto shock. Diversi studenti hanno raccontato ai media locali di aver assistito a momenti di panico e incredulità, con compagni che hanno cercato di fermare l’aggressore senza riuscirvi. “Non ci aspettavamo che si arrivasse a una cosa del genere, era un ragazzo come noi”, hanno dichiarato alcuni coetanei.
🗣️ L’episodio ha anche acceso un acceso dibattito sui social, dove emergono reazioni contrastanti: c’è chi chiede più sicurezza dentro e fuori dalle scuole, e chi invita a riflettere sui modelli educativi e la gestione delle relazioni tra adolescenti.

Questioni aperte e futuri sviluppi
Al di là della dinamica esatta e delle motivazioni, restano aperte molte domande: come è stato possibile portare un coltello così grande all’interno della scuola? Quali segnali, se ce ne sono stati, sono stati ignorati prima della tragedia? E soprattutto, quali misure concrete potranno essere adottate per evitare che simili fatti si ripetano?
Gli investigatori continueranno nelle prossime ore ad ascoltare testimoni, studenti e personale scolastico per ricostruire ogni passaggio di questa tragedia e capire se vi siano state responsabilità anche a livello di prevenzione interna alla scuola.
La morte del giovane studente lascia una comunità intera attonita, e rilancia la necessità di un impegno collettivo tra istituzioni, famiglie e scuole per affrontare un tema spinoso e doloroso: quello della violenza tra adolescenti e della sicurezza negli ambienti di apprendimento.
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