10:14 am, 15 Gennaio 26 calendario

🌐 Mark Zuckerberg annuncia la fine degli smartphone e apre all’era degli occhiali smart

Di: Redazione Metrotoday
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Mark Zuckerberg predice la fine degli smartphone entro un decennio, mentre Meta punta tutto su realtà aumentata, intelligenza artificiale e wearable tech per sostituire i telefoni con occhiali smart e nuove interfacce digitali.

Nel mondo dominato dagli smartphone da oltre un decennio, una delle figure più influenti della tecnologia contemporanea ha lanciato una previsione destinata a scuotere l’industria: Mark Zuckerberg, CEO di Meta Platforms, sostiene che stiamo andando verso la fine degli smartphone e verso una rivoluzione nei dispositivi personali che poggia su realtà aumentata (AR) e intelligenza artificiale (AI).

In un panorama tecnologico in rapido cambiamento, Zuckerberg ha annunciato che entro i prossimi 10 anni gli smartphone tradizionali potrebbero scomparire, sostituiti da dispositivi indossabili come occhiali smart che integrano funzioni di comunicazione, navigazione e interazione digitale.

La visione di Meta: oltre lo schermo nel palmo della mano

📌  Secondo la leadership di Meta, gli smartphone stanno raggiungendo un plateau tecnologico: l’innovazione incrementale nei dispositivi di fascia alta – fotocamere migliori, piccoli incrementi di prestazioni – non basta più a stimolare un mercato in crescita costante. In questo contesto, Zuckerberg e il suo team vedono la possibilità di un nuovo paradigma di interazione digitale – dove un dispositivo indossabile, leggero e sempre connesso, diventa il centro delle nostre attività quotidiane.

Meta ha investito miliardi di dollari in tecnologie AR e VR negli ultimi anni, e i primi prodotti – come gli occhiali Ray-Ban Meta sviluppati con EssilorLuxottica – offrono già funzioni di base come fotocamere integrate, audio e assistenza vocale basata su AI, suggerendo come potrebbe evolvere l’esperienza utente.

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“Entro i prossimi 10 anni, molte persone non porteranno più con sé il telefono: useranno occhiali AR per tutto,” recita una delle dichiarazioni più citate nelle ultime uscite pubbliche sul tema.

Questa visione non si limita a dispositivi più piccoli o più comodi, ma prospetta un cambiamento radicale nell’interfaccia uomo-macchina: schermi proiettati direttamente nel campo visivo, controllo tramite voce e gesti, e assistenti AI sempre a disposizione, senza il peso di uno smartphone in tasca.

Perché Zuckerberg scommette su AR e AI: numeri e strategie

Meta da anni finanzia l’innovazione fuori dall’ecosistema smartphone. Secondo i dati disponibili, la società ha speso oltre 80 miliardi di dollari in tecnologie AR/VR e progetti di realtà mista sin dal 2014, e continua a investire in ricerca sull’intelligenza artificiale e in dispositivi indossabili che possano sostituire gli smartphone.

In quest’ottica, prodotti come gli occhiali smart Meta e i prototipi AR come gli Orion non sono semplici gadget ma la base di una nuova piattaforma di computing personale, chiamata a sostituire progressivamente gli smartphone.

Questa transizione riflette anche un cambiamento culturale: sempre più utenti cercano tecnologie che riducano la dipendenza dal touchscreen e dalle interfacce tradizionali, aprendo la porta a interazioni più naturali con l’ambiente digitale.

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La tecnologia che potrebbe sostituire lo smartphone

La visione richiede la convergenza di più tecnologie:

  • Realtà aumentata (AR): occhiali e lenti in grado di sovrapporre informazioni digitali al mondo reale, senza interrompere la percezione visiva naturale dell’utente.

  • Intelligenza artificiale (AI): assistenti intelligenti che comprendono il contesto, rispondono a comandi vocali e assistono nelle attività quotidiane.

  • Wearable computing: dispositivi indossabili – dagli occhiali ai bracciali – che lavorano insieme come un sistema integrato.

Insieme, queste tecnologie promettono un “hands-free computing” dove lo smartphone non è più necessario come strumento centrale per comunicare, lavorare, navigare o intrattenersi.

Critiche e opportunità: la partita non è chiusa

Nonostante gli annunci ambiziosi, permangono scetticismi e criticità. Le barriere tecniche, come durata della batteria, miniaturizzazione dei componenti, privacy e accettazione sociale, sono tutt’altro che risolte.

In più, aziende concorrenti come Apple e Google non abbandonano del tutto il mercato degli smartphone, pur sviluppando i propri ecosistemi AR/AI. Tim Cook, ad esempio, ha più volte ribadito che l’iPhone resterà la pietra angolare della strategia Apple, integrando tecnologie complementari piuttosto che venire sostituito immediatamente.

E poi c’è la sfida più grande: la diffusione di massa. Anche se la visione di Zuckerberg fosse corretta, potrebbe trattarsi di una transizione graduale e non un’apocalisse improvvisa degli smartphone. Come già accadde con il passaggio dai PC ai telefoni mobili, anche il passaggio agli occhiali AR potrebbe richiedere anni, con smartphone ancora in uso per molte attività quotidiane.

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Futuro “smart” o rivoluzione culturale

In questo momento, la tecnologia è ancora in una fase di transizione: dispositivi come gli occhiali AR di Meta non sono ancora diffusi come gli smartphone, ma rappresentano il tentativo di inaugurare una nuova era di computing personale.

Se Zuckerberg avrà ragione, non stiamo solo parlando di fine degli smartphone: stiamo guardando alla nascita di un nuovo modo di concepire l’interazione digitale, dove l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e i dispositivi indossabili lavorano insieme per creare un’esperienza più fluida, naturale e immersiva.

In ogni caso, resterà da vedere se questa visione rivoluzionaria riuscirà a convincere consumatori, sviluppatori e produttori a cambiare paradigma. La corsa verso la tecnologia post-smartphone è appena iniziata, e le prossime tappe definiranno come vivremo, lavoreremo e comunicheremo nel prossimo decennio.

15 Gennaio 2026 ( modificato il 14 Gennaio 2026 | 11:18 )
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