🌐 Annabella Martinelli trovata impiccata nei Colli Euganei
Scomparsa dal 6 gennaio, il corpo di Annabella Martinelli ritrovato nei boschi di Teolo: ipotesi suicidio con biglietti d’addio nello zaino. È un epilogo drammatico quello che ha chiuso una delle vicende di cronaca che più ha appassionato e scosso il Veneto in queste settimane. Annabella Martinelli, la giovane di 22 anni scomparsa da Teolo (Padova) il 6 gennaio scorso, è stata trovata morta nei boschi dei Colli Euganei.
La conferma arriva dalle autorità e dagli organi di stampa nazionali e locali, che raccontano un ritrovamento dall’esito tragico dopo giorni di ricerche serrate e di speranze sempre più flebili.
Il ritrovamento: corpo impiccato vicino alla bicicletta
Nel pomeriggio, un passante si è imbattuto in una scena che nessuno voleva vedere. Il corpo senza vita di Annabella Martinelli è stato trovato impiccato a un albero in una zona boschiva alla periferia di Villa di Teolo, a pochi metri dal luogo in cui era stata rinvenuta la sua bicicletta viola chiusa con un lucchetto.
📌 Le forze dell’ordine – carabinieri, vigili del fuoco, medico legale e il Procuratore della Repubblica di Padova – si sono subito portate sul posto per i rilievi del caso. La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire con precisione le cause della morte, mentre sullo sfondo resta il dolore dei genitori e della comunità.
Una scena agghiacciante, in cui la bici – quel simbolo di libertà e quotidianità – diventa il centro di un’indagine che finirà nei fascicoli giudiziari. La forte vegetazione, la lontananza dalla strada e il silenzio dei boschi dei Colli Euganei hanno custodito per giorni un segreto che ora si trasforma in tragedia.
La scomparsa: cosa è accaduto dal 6 gennaio
Annabella era uscita di casa la sera del 6 gennaio, intorno alle 20, in sella alla sua citybike viola, diretta verso i Colli Euganei, senza fare più ritorno. Le telecamere di sorveglianza municipali la riprendono lungo il tragitto, con due cartoni di pizza e una bottiglietta d’acqua, dettagli apparentemente innocui ma che hanno alimentato domande e inquietudini nelle ore successive.
La bici era stata poi ritrovata sabato 10 gennaio, abbandonata lungo una strada impervia di Villa di Teolo, chiusa con un lucchetto. Quel ritrovamento aveva fatto ripartire con forza le speranze di ritrovare Annabella viva, ma l’esito è stato tragicamente opposto.
Durante la fase di ricerche, una testimone aveva riferito di averla incontrata quella stessa notte, intorno alle 23, mentre camminava a piedi spingendo la bici, senza telefono e apparentemente calma. “Ho provato ad aiutarla”, aveva detto la giovane testimone, ma Annabella non aveva accettato l’assistenza.

Biglietti e segnali premonitori: l’ipotesi del suicidio
All’interno dello zaino della ragazza sono stati ritrovati biglietti nei quali Annabella manifestava l’intenzione di togliersi la vita, insieme a disegni e appunti di natura personale. Questi elementi, uniti alle circostanze del ritrovamento, hanno portato gli inquirenti a considerare l’ipotesi del suicidio come la più plausibile, pur mantenendo aperta ogni verifica nei rilievi autoptici.
Fonti giornalistiche hanno anche riportato che nei giorni precedenti alla scomparsa la giovane avrebbe attraversato un periodo emotivamente complesso, legato ad alcune difficoltà personali e allo studio universitario, con alcuni amici che raccontano di aver percepito un disagio profondo nei suoi ultimi messaggi social e conversazioni private.
La comunità sotto shock: padovani e studenti in lutto
La notizia della morte di Annabella ha suscitato un’ondata di emozione nel Veneto e in particolare nella comunità di Teolo e Padova, dove la giovane viveva con la famiglia e frequentava l’università. Il sindaco di Teolo ha parlato di una “settimana di attesa, speranza e sperpero di energie, culminata nel peggiore dei finali”, annunciando possibili momenti di lutto cittadino in memoria della giovane.
Negli atenei, tra amici e colleghi, il ricordo di Annabella è quello di una ragazza vivace, dai capelli biondi con punte fucsia, impegnata negli studi di Giurisprudenza presso l’Università di Bologna e legata alla propria comunità di origine. Molti hanno condiviso messaggi di cordoglio sui social network nelle ore successive all’annuncio ufficiale.
Riflessioni più ampie
Al di là della tragedia personale, il caso di Annabella Martinelli solleva interrogativi profondi su come affrontiamo la salute mentale e le fragilità emotive dei giovani. In molti blog e commenti di opinione si è sottolineato come spesso segnali di disagio psicologico restino non visti oppure non compresi fino a quando non si consumano eventi drammatici.
La comunità scientifica e gli esperti di salute mentale ricordano che l’isolamento, i cambiamenti nei comportamenti sociali e i segnali indiretti online o nei diari personali meritano sempre attenzione e ascolto. Questo caso, pur nella sua unicità individuale, richiama all’urgenza di sostenerci l’un l’altro e di incoraggiare chi mostra segni di sofferenza a parlare, chiedere aiuto e non restare solo.
Un epilogo tragico La morte di Annabella Martinelli è una ferita aperta per chi la conosceva, per la famiglia, per gli amici, e per chi ha seguito con apprensione le ricerche. La vicenda si chiude con un drammatico ritrovamento che conferma l’ipotesi di suicidio, ma lascia aperte molte domande su come si potessero intercettare segnali di disagio e difficoltà.
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