đ I.A. e Bill Gates: âPuò progettare unâarma bioterroristicaâ
Lâallarme lanciato da Bill Gates sullâintelligenza artificiale e il rischio che possa âprogettare unâarma bioterroristicaâ ha segnato lâapertura della discussione pubblica globale sul futuro della tecnologia. Nel suo messaggio per il 2026, pubblicato sulla piattaforma personale Gates Notes, il coâfondatore di Microsoft non si limita a lodare i benefici dellâIA: pone lâaccento su scenari di uso malevolo che fino a pochi anni fa apparivano confinati nella fantascienza.
đ Secondo Gates, âoggi un rischio ancora piĂš grande di una pandemia naturale è che un gruppo non statale utilizzi strumenti di IA openâsource per progettare unâarma bioterroristicaâ, una frase destinata a scuotere i governi, i ricercatori e le agenzie di sicurezza di tutto il mondo.

Un messaggio a doppio taglio: speranza e paura
Nella sua lettera, Gates descrive lâIA come âla tecnologia che cambierĂ la societĂ piĂš di qualsiasi altra mai creata dallâuomoâ, con potenzialitĂ transformative in medicina, educazione e adattamento climatico. Ma questa stessa potenza, avverte, comporta rischi che richiedono una risposta altrettanto potente.
âNon câè limite superioreâ allâintelligenza artificiale
Gates sottolinea che non esiste un limite noto allâevoluzione dellâIA e che, con il progredire dei modelli e delle capacitĂ computazionali, questi sistemi potrebbero superare lâintelligenza umana in molte aree. Ă proprio questo potenziale illimitato, scrive, che li rende cosĂŹ difficili da governare.
Questa visione, seppur ottimistica sulle possibilitĂ tecnologiche, è accompagnata da una chiara visione cautelativa. LâIA migliorata potrebbe aiutare a curare malattie o ridurre le disuguaglianze educative, ma potrebbe anche abbattere le barriere alla progettazione di agenti biologici letali.
LâIA potrebbe agevolare il bioterrorismo
La preoccupazione di Gates riflette una realtĂ tecnica: gli strumenti di intelligenza artificiale possono oggi automatizzare compiti complessi, generare strategie e semplificare processi che un tempo richiedevano competenze specialistiche approfondite. Questo significa che, in teoria, anche individui o gruppi senza formazione specialistica in biotecnologia potrebbero essere assistiti da sistemi avanzati per progettare agenti biologici con effetti devastanti â un rischio non trascurabile.
Secondo studi accademici nel campo della bioinformatica e della sicurezza biologica, i modelli di IA usati come assistenti di laboratorio possono abbassare le barriere di ingresso per la progettazione di patogeni, potenzialmente ampliando lâaccesso a tecnologie di manipolazione genetica avanzate.
Confronto con le pandemie: paralleli pericolosi
Il richiamo di Gates alla pandemia di COVIDâ19 è intenzionale e serve a evidenziare la insufficienza delle nostre attuali difese collettive. Nel 2015 lo stesso Gates aveva ammonito che il mondo non era pronto per una pandemia; oggi ripete il monito, ma con un focus diverso: non piĂš un evento naturale, ma una minaccia artificiale creata dallâuomo.
âI rischi reali che dobbiamo gestire includono sia lâuso malevolo dellâIA da parte di attori cattivi, sia le profonde trasformazioni del mercato del lavoro,â afferma Gates, mettendo sullo stesso piano questioni tecnologiche e socioeconomiche.
Governance e cooperazione internazionale
Lâappello non è solo tecnico, ma politico e istituzionale. Gates chiede:
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Regole globali chiare sullâuso e la diffusione di tecnologie AI potenzialmente pericolose.
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Investimenti in sistemi di controllo e mitigazione del rischio bioterroristico.
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Cooperazione internazionale tra governi, settore privato e comunitĂ scientifica.
Queste proposte rispecchiano una corrente crescente nel dibattito globale: gli strumenti di IA non devono essere sviluppati in modo anarchico, ma allâinterno di un quadro normativo condiviso in grado di salvaguardare la sicurezza pubblica senza soffocare lâinnovazione.
Le osservazioni di Gates hanno generato un ampio dibattito nei settori tecnologico e politico. Da un lato, molti esperti di IA sottolineano che una regolamentazione eccessivamente restrittiva potrebbe frenare lo sviluppo di tecnologie utili in campo medico, scientifico ed economico. Dallâaltro, analisti di sicurezza sostengono che la prevenzione del bioterrorismo richiede strumenti normativi e controlli rigorosi, analoghi a quelli giĂ applicati alle armi biologiche convenzionali.
Organismi internazionali, inclusi enti delle Nazioni Unite e gruppi specializzati in biosecurity, stanno rivedendo le proprie strategie per tenere conto di queste nuove minacce, valutando approcci che includano sorveglianza globale, linee guida etiche e limiti allâaccesso a determinate tecnologie AI ad alto rischio.

Tra opportunitĂ e pericoli
Lâavvertimento di Bill Gates sullâintelligenza artificiale che âpuò progettare unâarma bioterroristicaâ non è unâesagerazione catastrofista, ma una chiamata alla responsabilitĂ condivisa. La tecnologia, potente e pervasiva, riflette le intenzioni di chi la usa, e senza un quadro di governance forte e condiviso, le vulnerabilitĂ possono trasformarsi in minacce reali.
In un mondo in cui lâIA evolve piĂš rapidamente delle normative, la sfida non è solo tecnica, ma morale e politica: sviluppare strumenti che amplifichino il benessere umano senza esporre la societĂ a rischi esistenziali evitabili.
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