🌐 I tassisti oggi in sciopero nazionale fino alle 22: le proteste
Mobilitazione di venti sigle sindacali, cortei in molte città e richieste al governo su piattaforme digitali e abusivismo: ecco cosa sta accadendo. Oggi i tassisti italiani sono in sciopero nazionale fino alle 22, con un fermo delle auto bianche che interessa buona parte del Paese e che rischia di creare disagi significativi per chi utilizza quotidianamente questo servizio. La mobilitazione, indetta da una ventina di sigle sindacali, è una delle prime proteste di rilievo del 2026 nel settore dei trasporti, e riflette tensioni profonde tra lavoratori, istituzioni e piattaforme digitali di prenotazione.
Una giornata di protesta lunga 14 ore
Lo sciopero nazionale dei tassisti è previsto dalle 8 del mattino fino alle 22 di oggi, martedì 13 gennaio 2026. La mobilitazione è stata confermata da diciotto sigle sindacali rappresentative dei lavoratori del settore taxi, che hanno deciso di incrociare le braccia per chiedere risposte a una serie di questioni strutturali che, a loro dire, stanno mettendo a rischio la sostenibilità del lavoro e delle licenze tradizionali.
Secondo quanto riferito, la protesta è attiva in quasi tutte le regioni italiane, fatta eccezione per l’Umbria, dove la partecipazione è risultata più contenuta. La decisione di prolungare lo stop fino alle 22 segnala la determinazione dei tassisti a far sentire la propria voce per l’intera giornata.

Le ragioni della mobilitazione
📌 Al centro della protesta c’è un mosaico di rivendicazioni che unisce temi economici, normativi e sociali. I tassisti chiedono al governo un intervento deciso sulla regolamentazione delle piattaforme digitali di prenotazione online gestite da gruppi multinazionali, come Uber e simili, ritenute responsabili di competizione sleale e di erosione delle condizioni di lavoro tradizionali.
Nelle motivazioni ufficiali delle sigle sindacali promotrici si legge la richiesta di una legge di riordino del settore, con norme più chiare per il contrasto all’abusivismo e un controllo efficace sugli algoritmi delle app che, secondo i tassisti, determinano disparità di accesso alle corse e aggravano la competizione.
In molte città sono stati organizzati presidi davanti alle prefetture e cortei di auto bianche, con appuntamenti previsti anche nella Capitale. A Roma, in particolare, è programmato un corteo che partirà dall’aeroporto di Fiumicino, con arrivo in direzione di Piazza Bocca della Verità e poi Montecitorio, dove i tassisti si concentreranno in presidio.
Uno sciopero non unanime
La protesta, sebbene vasta, non è completamente compatta. Alcune organizzazioni, come l’Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi, hanno deciso di non aderire allo sciopero, facendo emergere spaccature nel fronte sindacale e mettendo in luce differenze di opinione su modalità e obiettivi dell’azione.
Queste divisioni testimoniano un settore attraversato da tensioni interne: se da un lato molti conducenti chiedono regole più severe e tutela del lavoro tradizionale, dall’altro esistono voci che propongono approcci diversi per adattarsi al cambiamento del mercato e alla digitalizzazione dei servizi di mobilità.

Impatto su cittadini e mobilità urbana
Lo sciopero dei tassisti avrà ripercussioni immediate sulla mobilità urbana e sull’accessibilità dei servizi di trasporto, soprattutto nelle grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Con l’astensione delle auto bianche per gran parte della giornata, gli utenti potrebbero trovarsi costretti a cercare alternative come autobus, tram, metropolitana o servizi di car sharing e noleggio con conducente.
Le organizzazioni sindacali assicurano comunque che i servizi essenziali saranno garantiti, come i trasferimenti per portatori di handicap, malati in terapia e situazioni di emergenza, ma la disponibilità complessiva di taxi sarà fortemente ridotta per chiunque necessiti di un servizio non rinviabile.
Scioperi e dinamiche del lavoro
La protesta dei tassisti si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazioni nel mondo dei trasporti in Italia, dove si registrano tensioni anche in altri comparti, come trasporti pubblici, ferrovie e scuola, in alcune occasioni legate a questioni normative e condizioni di lavoro.
Nel recente passato, iniziative analoghe dei conducenti di taxi hanno attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, con proteste anche di durata prolungata e alta adesione sindacale. In molte di queste mobilitazioni, l’obiettivo comune era quello di ottenere regole certe per competere in un mercato sempre più digitalizzato e globalizzato.
Le richieste chiave dei tassisti
Tra le principali richieste avanzate dalle sigle sindacali nei confronti del governo e delle istituzioni ci sono:
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Regolamentazione delle piattaforme digitali di prenotazione, con controllo degli algoritmi e tutela delle licenze taxi.
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Contrasto all’abusivismo nel settore dei trasporti, per proteggere i conducenti regolari.
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Introduzione di una legge di riordino complessiva del settore, con dialogo stabile tra istituzioni e lavoratori.
Queste richieste riflettono preoccupazioni profonde sulla sostenibilità economica e sociale della categoria, messa sotto pressione dalla concorrenza delle multinazionali digitali e da fenomeni di illegalità diffusa.

Una protesta simbolica
La decisione di mettere in campo uno sciopero nazionale dei tassisti fino alle 22 rappresenta un momento di grande visibilità per una categoria che si trova al crocevia tra tradizione e modernizzazione. Le tensioni con le piattaforme digitali, la richiesta di regole certe e le divisioni interne al settore raccontano una realtà complessa, dove il futuro del lavoro e della mobilità si intrecciano con politiche pubbliche e dinamiche di mercato.
Per molti cittadini e pendolari, la giornata di oggi sarà un banco di prova per la resilienza del sistema di trasporto urbano e un monito su quanto sia importante trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei lavoratori.
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