🌐 Lorena Bianchetti: «Rifiutai 400 mila euro per un calendario sexy»
Nel panorama televisivo italiano, pochi personaggi incarnano una miscela di professionalità, autenticità e coerenza personale come Lorena Bianchetti. La storica conduttrice di A Sua Immagine, rotocalco di approfondimento religioso in onda su Rai Uno, ha aperto il suo cuore in una lunga intervista ai media italiani, raccontando episodi inediti della sua vita, le scelte coraggiose e controcorrente in un mondo spesso governato dall’apparenza e dalla spettacolarizzazione, e le riflessioni profonde maturate lungo oltre trentacinque anni di carriera. Il suo racconto, che ha catturato l’attenzione dei lettori, attraversa temi intimi e pubblici: dal rifiuto di 400 mila euro per un calendario sexy alle relazioni con figure chiave della televisione e della Chiesa, fino al rapporto con la fede vissuta “con libertà di pensiero”.
Una carriera costruita con impegno
Lorena Bianchetti, 51 anni, romana, è tra i volti più riconoscibili della Rai e della televisione pubblica italiana. La sua storia professionale inizia negli anni ’90 e si sviluppa attraverso diversi programmi, ruoli e stili, fino a diventare l’anima di A Sua Immagine, trasmissione in cui affronta con equilibrio e sensibilità temi di fede, spiritualità e attualità. La conduttrice sottolinea con orgoglio che “nulla è arrivato gratis, mi sono fatta il mazzo” nel costruire la propria carriera professionale, fatta di sacrifici, dedizione e rispetto per il pubblico.
Secondo Bianchetti, la sua esperienza in Rai non è stata passiva: è stata frutto di scelta personale, perseveranza e attenzione ai contenuti, piuttosto che a facili compromessi. In un’epoca in cui l’immagine mediatica spesso predomina sulla sostanza, la sua testimonianza evidenzia un impegno profondo nel mantenere fedeltà a sé stessa e ai valori in cui crede.

Il calendario sexy rifiutato: timidezza e scelta di identità
Uno degli episodi più sorprendenti emersi nell’intervista riguarda un’offerta ricevuta diversi anni fa: 400 mila euro per un calendario sexy. Bianchetti ha spiegato di aver rifiutato l’offerta non per puritanesimo, ma perché “non me la sentivo, sono timida” e perché non reputava coerente con la sua identità pubblica e privata. Pur riconoscendo che quella cifra “avrebbe fatto comodo”, ha ricordato con ironia che è riuscita comunque a comprarsi casa senza cedere a quella proposta.
Il racconto è significativo perché mette in luce come, nel mondo dello spettacolo, decisioni che possono sembrare superficiali o legate all’apparenza abbiano spesso radici nel profondo senso di sé e nella volontà di mantenere integrità personale, anche di fronte a offerte economicamente generose.
Fede, tv e percezione pubblica
Gran parte dell’intervista di Bianchetti è dedicata alla riflessione su come la fede sia percepita e raccontata nei media. Lei stessa ha sottolineato che condurre un programma religioso non significa necessariamente adottare un linguaggio uniforme o rinunciare alla propria individualità. Per esempio, ha ricordato che quando ricevette lettere di protesta sul suo abbigliamento da parte di alcuni spettatori, si rivolse alla Conferenza Episcopale Italiana per chiedere se fosse necessario adeguarsi a precise regole estetiche: il loro semplice invito fu “si vesta come le pare”. Questa vicenda testimonia come, secondo Bianchetti, la fede non debba essere necessariamente “ostentata” negli abiti, ma condivisa attraverso contenuti e messaggi autentici.
La sua riflessione sulla percezione dei cattolici nel racconto mediatico è forte: in passato, ha ricordato, i cattolici venivano spesso rappresentati in modo stereotipato — “brutti, tristi, coi baffi” — mentre oggi la realtà è più sfaccettata e dinamica.

Dalla danza alla tv
La storia personale di Bianchetti è costellata di piccoli aneddoti che rivelano carattere e determinazione. Racconta, ad esempio, che da piccola fece uno sciopero della fame per ottenere di andare a scuola di danza, tanto era forte la sua passione per l’arte del movimento. Questo episodio, seppur innocente, riflette un tratto fondamentale del suo carattere: la determinazione di ottenere ciò in cui crede.
Nel suo percorso televisivo ha lavorato con grandi protagonisti della tv italiana: da Corrado, a cui si è riferita come “soldatino” per la disciplina e l’esempio professionale che le ha offerto, a Renzo Arbore, che ha definito “una grande palestra” per la sua crescita, fino a Pippo Baudo, con cui ha vissuto momenti intensi e formativi soprattutto nel contesto di Domenica In.
Momenti “umani” e imbarazzanti in diretta
Bianchetti non si è sottratta neanche a racconti più informali e divertenti: come l’episodio con il cardinale Ruini, in cui un imprevisto abbraccio durante una situazione di imbarazzo finì per essere ripreso anche da Striscia la Notizia, o quando, durante una registrazione su una barca, una sua imprecazione — ascoltabile in un video — finì sui social ma ricevette una reazione positiva: “Allora sei umana anche tu”.
Questi racconti fanno emergere un lato di Bianchetti più informale, lontano dalle formalità televisive, e ricordano che anche i volti noti sono soggetti a qualunque imprevisto quotidiano, con una dose di ironia e spontaneità spesso apprezzata dal pubblico.

Il rapporto con i papi
Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda il rapporto di Bianchetti con diverse figure papali, esperienze che lei stessa ha definito significative sul piano personale e professionale. Ha ricordato tre papi: Giovanni Paolo II, di cui ammira ironia e forza spirituale; Benedetto XVI, di cui ricorda dolcezza e purezza; e Papa Francesco, che per lei ha rappresentato “una figura paterna”.
In particolare, ha raccontato un aneddoto significativo con Papa Francesco, in cui il pontefice la chiamò personalmente per scusarsi per l’annullamento di una diretta a causa di un suo malessere, un gesto che la lasciò “scioccata” e profondamente toccata.
Queste storie non sono semplici episodi di cronaca, ma segnano il ruolo che la fede e la spiritualità hanno avuto nella sua vita, non solo come conduttrice di un programma religioso, ma come persona che ha vissuto esperienze umane intense accanto a figure di rilievo mondiale.
Famiglia, dolore e amore
Sul fronte più privato, Bianchetti ha parlato con commozione della perdita del padre, avvenuta pochi giorni dopo il suo matrimonio nel 2015. Quel lutto, ha ricordato, fu uno strappo profondo che le causò un senso di vuoto e soffocamento, un’esperienza che continua a portare con sé senza parlarne spesso pubblicamente.
L’amore, invece, è entrato nella sua vita in modo inaspettato: il marito Bernardo inizialmente la trovava antipatica, e lei stessa ammette di aver usato quella prima impressione per difendersi, convinta di stare bene da sola. Col tempo, però, quel rapporto si è trasformato in una relazione profonda e duratura, della quale parla con affetto, rimarcando come al momento ancora veda “cuoricini negli occhi” quando ne parla.
La storia di Lorena Bianchetti si inserisce in un contesto più ampio della televisione italiana, dove volti storici — capaci di coniugare contenuti significativi e rapporto con il pubblico — diventano punti di riferimento per più generazioni. Bianchetti rappresenta un esempio di come la coerenza, autenticità e competenza possano resistere alle mode passeggere dei palinsesti, mantenendo un pubblico fedele e attento.

Tra fede, tv e possibilità nuove
Guardando al futuro, Bianchetti ha dichiarato di amare il suo programma e di essere aperta a nuove sfide televisive. Sebbene A Sua Immagine resti il suo principale progetto, non esclude l’ipotesi di cimentarsi in altri formati televisivi, qualora arrivasse una “chiamata” da parte dell’azienda in cui lavora da oltre tre decenni.
L’intervista di Lorena Bianchetti rappresenta molto più di una semplice conversazione su aneddoti e ricordi. È la narrazione di una donna che ha vissuto fede, carriera, amore e perdita con autenticità, equilibrio e profondità, affermando un’identità professionale che — pur immersa in un contesto mediatico ricco di stimoli e pressioni — ha sempre mantenuto la propria integrità.
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