12:01 pm, 9 Gennaio 26 calendario

🌐 Inflazione a dicembre 2025, i prezzi tornano a correre

Di: Redazione Metrotoday
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A chiudere il 2025 è arrivata una sorpresa statistica che ha riacceso il dibattito sulla condizione economica delle famiglie italiane: l’inflazione a dicembre è tornata a correre, segnando un aumento dei prezzi al consumo dello 0,2% sul mese e dell’1,2% su base annua. Questi dati, pubblicati in anteprima dall’Istituto Nazionale di Statistica, mostrano come l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) sia tornato positivo dopo tre mesi di letture in calo, riportandosi sui livelli registrati a ottobre.

Il fenomeno è significativo perché non solo segna una decisa inversione di tendenza nel mese di dicembre, ma conferma anche un quadro di aumento dei costi che, se da un lato resta ben al di sotto dei picchi vissuti negli anni post-pandemia, dall’altro rimette in moto una dinamica che impatta sulla spesa quotidiana di milioni di cittadini.

Un anno di inflazione: dai record ai numeri moderati

📌 Negli ultimi tre anni il Paese ha sperimentato oscillazioni di prezzo estremamente ampie. Nel 2022 l’inflazione aveva raggiunto livelli inconsueti (+8,5% su base annua in alcuni mesi), segnando il record più alto dal 1985, spinta da shock energetici e tensioni nei mercati globali. Seguì nel 2023 un periodo ancora caratterizzato da aumenti robusti dei prezzi, soprattutto per beni energetici e alimentari, prima della progressiva discesa nei due anni successivi.

Il 2024 si chiuse con un’inflazione contenuta, ma poi il 2025 ha mostrato una tendenza all’accelerazione moderata: nella media dell’anno i prezzi al consumo sono cresciuti dell’1,5% rispetto al 2024, un dato in accelerazione rispetto all’1,0% dell’anno precedente, segno che il fenomeno inflattivo non è ancora completamente assorbito.

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Questo ritorno di fiamma statistico, per quanto lieve, ha molte implicazioni: condiziona le scelte dei consumatori, influenza le politiche salariali e ha impatto diretto sui conti delle famiglie, soprattutto per beni e servizi di uso quotidiano.

Dove si vedono i rincari: cibo, trasporti e il “carrello della spesa”

L’accelerazione dell’inflazione a dicembre non è omogenea. Il dato mensile riflette soprattutto la crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e degli alimentari, sia lavorati sia non lavorati. Il carrello della spesa, indicatore che sintetizza l’andamento dei prezzi dei beni più acquistati dai consumatori, vede un ritocco annuale di circa +2,2%, più marcato rispetto agli incrementi del resto dell’indice.

Al contrario, i prezzi degli energetici regolamentati continuano a ridursi, mitigando in parte la spinta inflazionistica complessiva. Anche i servizi ricreativi e per la cura della persona hanno rallentato la loro crescita, segno che alcune dinamiche di consumo iniziano a stabilizzarsi dopo gli anni di forte pressione sui prezzi.

Questi numeri forniscono un quadro più sfumato rispetto ai picchi del passato recente e confermano che, pur restando moderata, l’inflazione influenza in modo differenziato i settori dell’economia domestica.

L’Italia e l’Eurozona: facce diverse della stessa medaglia

La situazione italiana si inserisce in un contesto europeo di relativa stabilità dei prezzi. Secondo stime preliminari dell’Eurostat, l’inflazione annuale nell’area euro a dicembre si è attestata attorno al 2%, in lieve calo rispetto a novembre. Questo dato indica che, sebbene l’Italia stia sperimentando una crescita dei prezzi più contenuta dell’area valutaria complessiva, le tendenze generali di rallentamento si confermano anche oltre i confini nazionali.

La dinamica dell’inflazione in Europa è stata influenzata dalla diminuzione dei costi energetici e da una progressiva normalizzazione dopo gli shock dovuti alla guerra in Ucraina e ai rincari dei mercati globali. Tuttavia, la pressione sui servizi e sui beni alimentari continua a rappresentare una sfida per le famiglie e i consumatori europei in generale.

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Cosa significa per le famiglie italiane

Per molte famiglie italiane, l’inflazione dell’1,2% su base annua potrebbe sembrare un numero “basso” rispetto agli standard degli ultimi anni, ma nella vita quotidiana si traduce comunque in prezzi più alti per cibo, trasporti e servizi ricorrenti. La percezione di molti consumatori è che “tutto costa di più”, una sensazione spesso rinforzata dalle variazioni di prezzo osservate nei negozi di quartiere o nei supermercati, dove alcuni prodotti sembrano aumentare più rapidamente rispetto alla media generale.

Questa discrepanza tra dati ufficiali e percezione diffusa può dipendere dal peso relativo di determinate categorie di spesa nel paniere familiare. Ad esempio, l’aumento dei prezzi alimentari o dei trasporti incide maggiormente sui bilanci delle famiglie con redditi medio-bassi, accentuando la pressione economica su fasce già vulnerabili.

Inflazione moderata ma non sotto controllo: le sfide per il futuro

Gli economisti sottolineano che un’inflazione moderata può essere gestibile e persino positiva se accompagnata da crescita dei salari e produttività. Tuttavia, la recente accelerazione dell’indice italiano segnala che il fenomeno non è del tutto scomparso e che gli aggiustamenti dei prezzi continueranno a influenzare la competitività e la fiducia dei consumatori.

Negli ultimi anni l’Italia ha dovuto affrontare una traiettoria complessa dell’inflazione: dagli shock del 2022 alle fasi di rallentamento, fino alla risalita degli ultimi mesi. Ogni fase ha avuto ripercussioni sull’economia reale e sulle politiche fiscali e monetarie, spingendo aziende e governi a reagire con misure differenti per contenere l’impatto sui bilanci familiari.

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Un dato che apre molte questioni

L’inflazione a dicembre 2025, con +0,2% sul mese e +1,2% sull’anno, restituisce un quadro di moderata crescita dei prezzi che torna a influenzare la vita quotidiana degli italiani dopo mesi di segnali di contenimento. Se da una parte il dato resta netto e relativamente basso rispetto agli anni più turbolenti, dall’altra indica che le dinamiche dei prezzi non sono completamente salde né prevedibili.

Per le istituzioni, le imprese e i consumatori resta fondamentale monitorare l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi, tenendo conto non solo dei dati aggregati ma anche delle specifiche categorie di beni e servizi più sensibili alle variazioni economiche. In un mondo post-pandemico ancora alle prese con effetti globali e pressioni sui mercati, capire come interpretare e gestire l’inflazione rimane una delle sfide chiave per la stabilità economica del Paese.

9 Gennaio 2026
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