🌐 Pandori ritirati e sequestrati: corpi estranei nell’impasto
Sequestri, richiami e un’allerta che scuote la fiducia nel settore dolciario italiano. Nei pandori di un noto marchio sono stati scoperti corpi estranei nell’impasto: l’operazione di ritiro coinvolge migliaia di prodotti venduti nella grande distribuzione.
Inizio anno all’insegna della preoccupazione per i consumatori italiani: diverse autorità sanitarie hanno disposto il sequestro e il ritiro di migliaia di pandori dopo aver riscontrato la presenza di corpi estranei nell’impasto, con potenziale rischio di ingestione e conseguenze per la salute pubblica. Si tratta di un episodio che, seppur isolato, riapre il dibattito sulla sicurezza alimentare nei prodotti industriali dolciari, soprattutto in quelli legati alle festività.
La segnalazione è scattata a seguito di un controllo presso uno stabilimento di produzione dolciaria situato nella provincia di Monza e Brianza. Gli ispettori della Struttura sicurezza alimentare dell’Agenzia di Tutela della Salute (Ats) hanno rilevato frammenti di materiale estraneo all’interno di particolari lotti di pandoro, che si sarebbero originati durante la cottura. Dopo le verifiche, i tecnici dell’ente hanno immediatamente disposto il sequestro probatorio dei prodotti ancora presenti nello stabilimento e l’avvio delle procedure di richiamo e ritiro dal mercato di quelli già venduti al dettaglio e nella grande distribuzione.

Come sono finiti i frammenti nei pandori
📌 Secondo quanto emerso dalle ispezioni, la causa della contaminazione non sarebbe riconducibile a un difetto dell’impasto o degli ingredienti, bensì a un problema di natura meccanica: alcuni stampini da forno utilizzati nella fase di cottura si sarebbero deteriorati e sfaldati, rilasciando piccoli frammenti del rivestimento antiaderente (PTFE, noto come teflon) direttamente nella pasta dei pandori. Questi residui, aderendo alla superficie del prodotto e rimanendo inglobati, avrebbero così potuto essere ingeriti dai consumatori, configurando un rischio fisico concreto per la sicurezza alimentare.
Le autorità sanitarie riportano che, durante la fase di cottura, “gli stampi si sfaldavano, rilasciando frammenti che restavano aderenti al prodotto finito”, creando un potenziale pericolo sanitario. Per questo motivo è stato ritenuto indispensabile attivare immediatamente il richiamo cautelativo dei lotti potenzialmente coinvolti.
Allerta per i consumatori
La maggior parte dei prodotti interessati è rappresentata dal pandoro classico senza glutine a marchio Vergani, confezionato in formati da 600 grammi. Questi pandori provengono dalla produzione della ditta dolciaria ZERO+4 SRL, realizzati per conto della VERGANI SRL – MILANO nello stabilimento di Desio (Monza e Brianza).
Le confezioni coinvolte riportano termini minimi di conservazione (TMC) compresi tra l’8 aprile e il 28 maggio 2026, dato che il prodotto natalizio viene spesso acquistato e conservato nelle settimane successive alle festività. Questo significa che molti consumatori potrebbero ancora avere in casa i pandori oggetto dell’allerta, motivo per cui le autorità invitano a controllare attentamente codici e lotti prima di consumare o eliminare il prodotto.
Gli accertamenti e le conseguenze legali
L’allerta, formalizzata già negli ultimi giorni di dicembre 2025, ha portato le autorità competenti ad attivare misure sia amministrative che giudiziarie. Oltre al ritiro dal commercio, è stata trasmessa una notizia di reato alla Procura della Repubblica, ipotizzando violazioni delle norme sulla sicurezza alimentare e sulla corretta gestione dei processi produttivi. All’operatore del settore alimentare coinvolto verranno contestate la mancata identificazione e gestione del rischio, elementi basilari per ogni catena di produzione regolata dagli standard HACCP.

Il sequestro probatorio dei lotti e le conseguenti sanzioni testimoniano che un episodio apparentemente “minore”, come il deterioramento di uno stampo da forno, può tradursi in una questione seria di salute pubblica e responsabilità aziendale, soprattutto quando coinvolge prodotti destinati al consumo familiare e festivo.
Il richiamo dei pandori nel 2026 è solo l’ultimo di una serie di avvisi legati alla sicurezza alimentare che negli ultimi anni hanno riguardato prodotti natalizi e dolciari, alla ricerca di un equilibrio sempre più rigido tra trazione gastronomica italiana e standard sanitari moderni. La vicenda evidenzia come anche prodotti considerati sicuri e diffusissimi possano essere oggetto di criticità, spingendo a una riflessione più ampia sulla necessità di controlli capillari lungo tutta la filiera produttiva.
Il caso dei pandori con corpi estranei mette in luce quindi non solo un problema contingente ma anche la funzione preventiva delle autorità sanitarie: verifiche, ispezioni e richiami non sono solo strumenti punitivi, bensì meccanismi essenziali di tutela dei consumatori, capaci di intercettare situazioni potenzialmente pericolose prima che provocano danni irreversibili.

Consigli per i consumatori
Gli organi competenti invitano chiunque abbia acquistato un pandoro a controllare immediatamente il lotto e la data di scadenza. In caso di corrispondenza con quelli segnalati nelle allerte ufficiali, il prodotto non deve essere consumato. È possibile restituire il pandoro al punto vendita per il rimborso o la sostituzione con un articolo sicuro. Se si desidera maggiore chiarezza sulle confezioni incriminate, le informazioni aggiornate sui lotti richiamati sono disponibili sul portale del Ministero della Salute dedicato alle allerte alimentari.
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