1:06 am, 27 Dicembre 25 calendario

🌐 Ucraina, incontro Trump‑Zelensky domani a Mar‑a‑Lago

Di: Redazione Metrotoday
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L’incontro Trump‑Zelensky del 28 dicembre a Mar‑a‑Lago si pone come un possibile punto di svolta nei negoziati sulla guerra in Ucraina, in un clima di tensione diplomatica e militare e con la pace ancora lontana.

Domani ù previsto l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky presso la residenza di Mar‑a‑Lago, in Florida, un vertice dai contorni carichi di attese, scetticismo e divisioni profonde sulla strategia da adottare per porre fine al conflitto con la Russia.

📌  Il meeting arriva in un momento delicato: mentre Kiev insiste sulla necessitĂ  di garanzie di sicurezza e su un ruolo europeo attivo nelle trattative, Washington e Mosca restano su posizioni difficilmente conciliabili. Trump stesso ha riassunto cosĂŹ la sua visione della leadership ucraina nelle ultime ore: «Zelensky non ha niente finchĂ© non l’approvo io», sottolineando la centralitĂ  dell’ombrello statunitense nel processo di pace e la sua visione personale di ruolo guida nelle dinamiche negoziali. La frase, destinata a suscitare reazioni e a essere interpretata come un monito politico e diplomatico, incarna la complessitĂ  del rapporto tra le capitali coinvolte.

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Il quadro globale: tra guerra, diplomazia e scadenze

La guerra in Ucraina, iniziata con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, continua a segnare la quotidianità europea e globale. Nonostante il peso delle sanzioni, gli sforzi diplomatici e il sostegno militare occidentale, il conflitto resta aperto con intensi bombardamenti, soprattutto con l’uso massiccio di droni e attacchi alle infrastrutture civili e militari.

L’incontro di fine dicembre Ăš stato annunciato poche giornate prima, dopo settimane di scambi diplomatici intensi tra Kiev e Washington, e segue varie conversazioni tra Zelensky e i principali alleati europei, spesso svolte da remoto per coordinare posizioni e prepararsi a un confronto con l’amministrazione Trump. A conferma del fermento diplomatico, Zelensky ha parlato di progressi significativi e dell’obiettivo di «non perdere nemmeno un giorno» prima di Capodanno. 

Per Zelensky, il tempo Ăš un fattore critico: la sua leadership Ăš da anni sotto pressione da un lato per il prolungarsi della guerra, dall’altro per le difficoltĂ  economiche e sociali interne. L’Ucraina sostiene di avere un piano di pace «pronto al 90%», che include garanzie di sicurezza, sostegno alla ricostruzione, e questioni territoriali spinose come lo status del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Mar‑a‑Lago: un palcoscenico diplomatico e controverso

Scegliere Mar‑a‑Lago come location per un vertice così significativo non ù casuale. La residenza privata di Trump in Florida ù da tempo simbolo del suo approccio personale alla diplomazia internazionale, spesso fuori dai tradizionali canali istituzionali. In passato, Trump aveva già utilizzato questo ambiente per incontri con leader mondiali, trasformando il resort in un’estensione non ufficiale della politica estera statunitense.

Questa scelta rievoca altri momenti storici in cui incontri decisivi si sono svolti in luoghi non convenzionali, con l’obiettivo di creare una «atmosfera personale» che, nella visione dei leader, favorirebbe decisioni audaci. Ma lo stile di Trump non Ăš mai stato privo di critiche: interlocutori europei ed ex alleati statunitensi hanno piĂč volte espresso dubbi sulla capacitĂ  di Washington di mediare equamente tra Kiev e Mosca, soprattutto in assenza di un coinvolgimento diretto della Russia nel processo negoziale.

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I nodi sul tavolo: territori, sicurezza e futuro europeo

Il piano di pace di cui si discuterà a Mar‑a‑Lago non ù un semplice documento di intenti. È stato elaborato con la partecipazione di negoziatori americani e ucraini, e tocca punti cruciali come la dimensione delle forze armate ucraine in tempo di pace, le modalità di sicurezza garantite da potenze occidentali, e la gestione di aree contese dopo anni di occupazione russa nel Donetsk e Luhansk.

Una questione chiave — e tra le piĂč controverse — Ăš proprio il Donbass, dove le forze separatiste sostenute da Mosca mantengono un controllo de facto su ampie porzioni del territorio. Mentre Kiev insiste nel non voler cedere ulteriori territori come base di un accordo di pace, la Russia continua a chiedere concessioni strategiche. Al tempo stesso, il ruolo dell’Europa, che Zelensky auspica possa partecipare attivamente sia in presenza sia da remoto ai colloqui, rimane cruciale per dare legittimitĂ  e multilateralezza al processo.

Gli alleati europei, infatti, non vedono l’ora di essere coinvolti piĂč direttamente, sia perchĂ© la guerra ha impatti economici e difensivi profondi nel continente, sia perchĂ© la prospettiva di pace richiede un coordinamento che vada oltre la relazione bilaterale Washington‑Kiev.

Tra ottimismo e scetticismo

Le dichiarazioni pubbliche dei leader sono state finora misurate, ma non mancano segnali contrastanti. Da parte russa, il viceministro degli esteri ha affermato che «non siamo mai stati cosĂŹ vicini a un accordo», pur accusando Kiev e l’Europa di volerlo «affossare». Questa ambivalenza riflette l’incertezza che domina i commenti pubblici delle parti coinvolte.

Negli Stati Uniti, lo stile comunicativo di Trump sulle questioni ucraine Ăš stato fortemente criticato da alcuni commentatori come polarizzante e a volte poco allineato con le tradizioni diplomatiche consolidate, soprattutto nelle sue dichiarazioni precedenti alla presidenza odierna. Tali critiche sottolineano come il rapporto personale con Zelensky e con i vertici europei possa incidere sulla percezione internazionale della leadership statunitense.

Le aspettative

Il vertice di Mar‑a‑Lago non Ăš solo un evento simbolico di fine anno. È un tentativo concreto di riaccendere un processo negoziale che da tempo sembrava impantanato. Se riuscirĂ  almeno a colmare i nodi piĂč spinosi, potrĂ  aprire la strada a un impianto di pace piĂč ampio e condiviso.

27 Dicembre 2025
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