8:55 am, 20 Dicembre 25 calendario

🌐 Torino blindata e corteo dopo lo sgombero Askatasuna

Di: Redazione Metrotoday
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Torino si è trasformata in teatro di una delle proteste più partecipate e controverse degli ultimi anni in Italia. Oltre duemila persone – tra attivisti, giovani e famiglie dei quartieri cittadini – hanno sfilato in un corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, occupato da decenni e simbolo di un certo modo di intendere la cultura urbana e la militanza politica.

La manifestazione è partita nel primo pomeriggio da Palazzo Nuovo, storico edificio delle facoltà umanistiche, e si è snodata attraversando diverse vie del centro, sfidando un dispositivo di sicurezza particolarmente imponente predisposto dalle autorità, con pattugliamenti e posti di controllo anche attorno alle stazioni ferroviarie per monitorare gli arrivi da altre città italiane.

I manifestanti hanno sventolato bandiere del movimento No Tav accanto a quelle della Palestina e cartelli con slogan come Askatasuna vuol dire libertà” e “ogni strada sarà Askatasuna, ribadendo che la protesta non segna una fine, ma l’inizio di un nuovo ciclo di mobilitazioni e lotte.

Scontri e tensioni con le forze dell’ordine

La protesta, che aveva toni inizialmente pacifici, è degenerata in scontri con la polizia quando alcuni gruppi di manifestanti incappucciati hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza lanciando bottiglie, pietre e fumogeni. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e cariche per disperdere i facinorosi, in uno scenario che ha visto anche cassonetti dati alle fiamme e tensioni concentrate soprattutto in corso Casale, davanti alla chiesa della Gran Madre. 

Le stime preliminari parlano di almeno 7-11 agenti feriti e decine di manifestanti coinvolti negli scontri, con interventi ben più duri di quanto molti cittadini torinesi si aspettassero. Il corteo si è concluso nel tardo pomeriggio, ma la città rimane spaccata: per alcuni la protesta è stata un’importante espressione di dissenso sociale; per altri, la degenerazione della piazza è un problema di ordine pubblico da non sottovalutare.

Le ragioni dietro la protesta

📌.   Il centro sociale Askatasuna – occupato da tre decenni nel quartiere di Vanchiglia – è da sempre considerato non solo un luogo di aggregazione giovanile, ma anche un presidio culturale, politico e sociale profondamente radicato nella memoria collettiva della città. Per i suoi sostenitori, lo sgombero rappresenta non solo la chiusura di uno spazio fisico, ma un attacco simbolico alle reti di solidarietà urbana e alle forme di dissenso organizzato.

Le tensioni politiche si sono riflesse anche nelle dichiarazioni istituzionali: alcuni esponenti governativi – come il ministro Paolo Zangrillo – hanno definito Askatasuna non come un centro culturale, ma come sede di potenziali attività illegali e di eversione, alimentando il dibattito pubblico e polarizzando ulteriormente le opinioni.

20 Dicembre 2025 ( modificato il 23 Dicembre 2025 | 19:01 )
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