11:41 am, 14 Dicembre 25 calendario

🌐 Sydney, sparatoria omicida a Bondi Beach

Di: Redazione Metrotoday
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Una sparatoria di massa a Bondi Beach, nel cuore di Sydney, ha sconvolto l’Australia durante una celebrazione pubblica: almeno una dozzina di vittime uccise e decine di feriti gravi mentre si festeggiava l’inizio della festività ebraica di Hanukkah. L’attacco — definito un terrorismo antisemita dalle autorità — riporta alla luce la fragilità delle comunità di fronte alla violenza armata anche in Paesi con leggi restrittive sulle armi. La polizia ha neutralizzato due sospetti, uno dei quali ucciso, mentre il secondo è stato arrestato in condizioni critiche e proseguono le indagini sulla dinamica dell’assalto e sui motivi.

Una serata tranquilla di festa si è trasformata in un incubo sul celebre litorale di Bondi Beach, uno dei simboli più riconoscibili della metropoli australiana. Nel tardo pomeriggio australe del 14 dicembre 2025, mentre centinaia di persone si erano radunate per la celebrazione “Chanukah by the Sea”, un evento pubblico che segnava l’inizio della festa ebraica di Hanukkah con musica, cibo e momenti di comunità, due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla dalla sommità di una passerella pedonale nei pressi del parco e del parcheggio adiacente.

📌  Secondo fonti ufficiali, l’attacco è iniziato poco prima delle 18:47 ora locale (AEDT), quando i due sospetti — vestiti di nero — hanno cominciato a sparare ripetutamente verso la folla usando armi da fuoco portatili e da ponte, costringendo le persone a fuggire verso la spiaggia, le strade adiacenti e persino dentro l’acqua per cercare riparo. Testimoni hanno parlato di “panico assoluto”, con colpi che sono durati diversi minuti e urla che hanno segnato il caos tra i partecipanti.

Il bilancio della tragedia

Le autorità del New South Wales Police Force hanno confermato che almeno 16 persone sono state uccise nel corso dell’attacco, compreso uno dei due sparatori, mentre 27‑29 feriti sono stati ricoverati in vari ospedali di Sydney. Tra i feriti ci sono anche operatori di polizia intervenuti tempestivamente per cercare di fermare gli assalitori. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore con le identificazioni ufficiali delle vittime e il confermarsi delle condizioni cliniche dei feriti.

Una delle vittime identificate è Rabbi Eli Schlanger, figura rispettata della comunità ebraica locale, presente all’evento per guidare le celebrazioni e i momenti di preghiera prima che l’attacco iniziasse. Famiglie e amici stanno ancora elaborando il lutto e cercando di comprendere come una festa dedicata alla luce e alla speranza sia stata stravolta da un atto di violenza di tale portata.

🔎 La polizia è giunta sul posto entro pochi minuti dalla prima chiamata d’emergenza, isolando la zona e ordinando ai residenti e ai visitatori di allontanarsi e cercare riparo. Una delle scene più drammatiche è stata quella di un cittadino, identificato come un commerciante locale, che ha affrontato e disarmato uno degli aggressori, sventando ulteriori spari e potenzialmente salvando molte vite. Questo gesto di coraggio è stato riconosciuto dalla Premier del Nuovo Galles del Sud e dalle autorità come un atto eroico in mezzo al caos.

Il secondo sospetto è stato ferito e arrestato, e la polizia sta ora conducendo interrogatori e ricerche legate ai suoi moventi, alla possibile presenza di un terzo complice e alla preparazione dell’attacco. Allo stesso tempo, gli artificieri hanno rinvenuto e neutralizzato dispositivi sospetti legati ai veicoli degli assalitori, che potevano rappresentare ulteriori rischi per la sicurezza pubblica.

Le autorità australiane hanno classificato l’evento non solo come una sparatoria di massa, ma come un atto terroristico con motivazione antisemita, sottolineando che l’obiettivo sembrava essere specificamente la comunità ebraica riunita per un momento di festa e coesione.

Panico, fuga e testimonianze

Le testimonianze dei presenti dipingono un quadro di terrore: molti inizialmente hanno scambiato gli spari per fuochi d’artificio o rumori di botti, poi la consapevolezza di ciò che stava accadendo ha spinto migliaia di persone a correre, nascondersi dietro edifici e veicoli, o cercare rifugio nel mare a pochi metri dalla spiaggia. Le ambulanza e gli equipaggi medici sono intervenuti immediatamente, lavorando sotto alta tensione per soccorrere i feriti e trasportarli nelle strutture sanitarie più vicine.

Una donna, che aveva partecipato alla festa con i suoi figli, ha raccontato di aver pensato inizialmente che gli spari fossero parte di una sorprendente performance pirotecnica: “È stato solo quando abbiamo visto le persone cadere che ho capito… è stato l’inferno”. Le immagini dei momenti successivi, riprese da smartphone, mostrano scene di paura, persone che si aiutano a vicenda e la lunga attesa di ambulanze e forze dell’ordine.

Per l’Australia, una nazione che vanta alcune delle leggi sulle armi più severe al mondo dopo il massacro di Port Arthur del 1996 — che costò la vita a 35 persone e portò a riforme profonde nel controllo delle armi — l’attentato a Bondi Beach rappresenta un trauma collettivo. Per quasi tre decenni dopo Port Arthur, la frequenza di sparatorie di massa è stata estremamente bassa grazie alle normative rigorose, rendendo questo attacco un evento tanto raro quanto devastante.

Il primo ministro Anthony Albanese ha definito l’accaduto un “atto di male antisemita”, sottolineando che la comunità australiana deve restare unita e che non possono esserci limiti alla condanna di qualsiasi forma di odio e violenza. Il capo del governo ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e ha promesso di rafforzare la protezione delle comunità vulnerabili.

Reazioni internazionali

La notizia ha suscitato reazioni di solidarietà da tutto il mondo. Leader politici, organizzazioni internazionali e comunità ebraiche di vari Paesi hanno espresso shock e dolore, offrendo sostegno alla comunità australiana e condannando l’attacco in modo unanime. L’evento si inserisce purtroppo in un contesto più ampio di crescenti episodi di antisemitismo in varie parti del globo, spesso legati alle tensioni internazionali e ai conflitti geopolitici.

 

14 Dicembre 2025
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