2:42 pm, 13 Dicembre 25 calendario

🌐 La Regione Lazio e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari

Di: Redazione Metrotoday
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Il consigliere Flavio Cera all’inaugurazione dell’evento 

 A Castello Colonna (RM), l’inaugurazione del “Viaggio Alimentare nei Prodotti del Gusto” ha richiamato istituzioni, produttori e appassionati, mentre il consigliere Flavio Cera ha ribadito l’impegno della Regione Lazio per la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio, confermando investimenti pubblici, sostegno alle filiere, tutela dei prodotti certificati e promozione del turismo enogastronomico come leve strategiche per lo sviluppo economico rurale.

Castello Colonna (RM) — Un sole invernale ha accolto produttori, cittadini, operatori del settore e autorità alla prima giornata del “Viaggio Alimentare nei Prodotti del Gusto”, un evento dedicato alla scoperta e alla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali del Lazio. L’appuntamento, organizzato dal Consorzio Tutela del Cesanese Romano e dal Biodistretto Terre del Colonna, si è trasformato in una vetrina di sapori, tradizioni e prospettive economiche per un territorio con radici antiche, ma sempre proiettato verso l’innovazione.

Al centro delle riflessioni e degli interventi istituzionali, l’intervento del consigliere regionale Flavio Cera, che ha portato il saluto della Giunta della Regione Lazio e rilanciato il sostegno politico e finanziario verso il settore agroalimentare regionale. Durante il suo discorso, Cera ha ricordato come l’agricoltura e la filiera agroalimentare siano pilastri strategici non solo per la conservazione delle identità locali, ma anche per la competitività sui mercati nazionali e internazionali.

Politiche regionali: investimenti e visione

Nel corso dell’incontro, Cera ha sottolineato l’importanza delle politiche regionali che mirano a sostenere produttori agricoli, imprese di trasformazione e consorzi di tutela. La Regione Lazio, ha spiegato, ha stanziato 1,5 milioni di euro per progetti di promozione e valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari, destinati a enti locali, associazioni e imprese, con l’obiettivo di rafforzare i sistemi produttivi del territorio.

La dotazione economica è parte di un quadro più ampio di interventi che la Regione sta portando avanti. Recentemente è stata promossa anche la partecipazione delle produzioni laziali alle principali fiere internazionali del settore, come le edizioni 2025 di Anuga a Colonia e Vinitaly USA, dove aziende locali hanno potuto presentare vini, oli, dolci, salumi e altri prodotti tipici ad operatori globali, contribuendo all’aumento dell’export regionale nel comparto agroalimentare.

Il valore delle certificazioni e dei consorzi

Un altro tema chiave dell’intervento è stato il ruolo dei consorzi di tutela e dei sistemi di certificazione di qualità, necessari per garantire trasparenza, autenticità e competitività in un mercato sempre più esigente. Nel Lazio, la recente istituzione del Consorzio di Tutela del Cesanese di Olevano Romano, incaricato di promuovere la denominazione DOP Cesanese di Olevano Romano, è stata citata come un esempio concreto di come le denominazioni geografiche possano rafforzare l’identità enologica e il posizionamento del territorio nel panorama dei vini di qualità.

Il Consorzio ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dal Ministero dell’Agricoltura con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rafforzando così la tutela della filiera e aprendo nuovi orizzonti per la promozione internazionale del vino laziale. Questo percorso rispecchia un trend più ampio del Lazio, che vanta numerose indicazioni geografiche: attualmente la regione è settima in Italia per prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG, con quasi 66 specialità certificate e un valore economico significativo. 

Biodiversità, sostenibilità e tutela territoriale

Al centro dell’impegno regionale non c’è solo la promozione commerciale, ma anche la tutela della biodiversità agricola e zootecnica, e il sostegno alle filiere tradizionali. Cera ha ribadito la volontà della Giunta di rafforzare le politiche di sostenibilità e di preservare l’identità biologica delle produzioni locali, riconoscendo il valore non solo economico ma anche culturale di territori come quelli delle Terre del Colonna.

Il riferimento alla biodiversità si collega alla ricca varietà di prodotti agroalimentari laziali, dai vini alle tipicità vegetali e animali tutelate, che rappresentano il frutto non solo di tecniche tradizionali ma anche di pratiche moderne di coltivazione sostenibile. Questo patrimonio, ha evidenziato Cera, è essenziale per la competitività a lungo termine del settore e per lo sviluppo di una agricoltura resiliente alle sfide climatiche e globali.

Un evento di comunità

L’evento di Castello Colonna ha offerto ai visitatori un’opportunità unica per incontrare i produttori locali, degustare prodotti tipici e ascoltare le storie che accompagnano ognuna delle eccellenze esposte. Dai vini alle confetture, dagli oli extravergine della tradizione alle paste artigianali, l’esperienza ha voluto mettere in luce l’anima della produzione laziali: una combinazione di tradizione, innovazione e legame con la terra.

Le degustazioni guidate e gli incontri con gli artigiani del gusto hanno richiamato una partecipazione numerosa, confermando quanto l’agroalimentare sia non solo un settore economico, ma un elemento di coesione sociale e identità culturale per le comunità rurali. Queste manifestazioni permettono al pubblico di toccare con mano il lavoro che sta dietro a ogni prodotto, condividendo con gli stessi produttori momenti di confronto e scambio.

Negli ultimi anni, progetti come Lazio Experience hanno già puntato su questo modello di promozione, miscelando turismo, cultura e gastronomia per raccontare il Lazio come meta attrattiva non solo per il patrimonio storico, ma anche per quello enogastronomico.

Agroalimentare come volano di sviluppo

Dietro a ogni tavolo di degustazione, dietro ogni racconto di famiglia, c’è un possibile motore di sviluppo per le aree rurali. La promozione delle eccellenze agroalimentari è sempre più legata al turismo esperienziale, che unisce l’esplorazione dei prodotti locali alla scoperta dei borghi e dei paesaggi che li generano. È un modello che ha dimostrato di funzionare nelle diverse iniziative regionali, dalle fiere internazionali alle manifestazioni locali come Assaggi 2025, che mettono in dialogo produttori, chef e consumatori attorno alla cultura del cibo.

Secondo gli addetti ai lavori, iniziative integrate di questo tipo rafforzano non solo la visibilità dei prodotti ma anche la capacità di attrarre visitatori, generare nuove opportunità di business e consolidare reti di imprese legate alla filiera agroalimentare.

Guardare al futuro

Il messaggio lanciato da Flavio Cera è chiaro: la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del Lazio non è un obiettivo secondario, ma un asse prioritario di sviluppo economico, culturale e sociale. In un momento in cui le economie locali cercano più che mai un equilibrio tra tradizione e innovazione, la Regione Lazio punta a sostenere gli attori del settore attraverso misure concrete, investimenti e strategie di promozione sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

La sfida, come ha ricordato Cera, è quella di costruire un sistema che non celebri solo i prodotti isolati, ma che legga questi prodotti come narratori di storie, di paesaggi e di comunità. Un sistema in cui il valore culturale del cibo si traduce in prospettive di crescita, opportunità occupazionali e identità di territorio riconosciuta e apprezzata ovunque.

13 Dicembre 2025 ( modificato il 15 Dicembre 2025 | 20:46 )
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