9:53 am, 11 Dicembre 25 calendario

🌐 Sguardi d’impresa, Ferrari e made in Italy diventano fotoracconto

Di: Redazione Metrotoday
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Il Made in Italy, la cultura d’impresa e la memoria industriale italiana si incontrano a Roma nella mostra “Sguardi d’Impresa. Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari”, promossa da CDP: un viaggio tra passato e presente che racconta il lavoro, l’uomo e la macchina come cuore del sistema produttivo nazionale

Roma accoglie uno dei progetti espositivi più significativi degli ultimi anni dedicati alla cultura d’impresa italiana. Nell’Atrio d’onore di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prende forma “Sguardi d’Impresa. Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari”, una mostra che intreccia fotografia, industria, storia economica e identità culturale, restituendo al pubblico un racconto visivo potente e stratificato del Made in Italy.

Non si tratta di una semplice esposizione fotografica, ma di un vero e proprio dispositivo narrativo che mette in relazione epoche diverse, trasformazioni tecnologiche e continuità umane. Al centro, il lavoro: osservato, raccontato e fissato nello sguardo di Mimmo Frassineti, fotografo e giornalista che ha attraversato mezzo secolo di industria italiana con l’obiettivo puntato su fabbriche, mani, gesti e processi produttivi.

Due epoche, un solo sguardo

La mostra riunisce oltre sessanta fotografie realizzate da Frassineti negli stabilimenti Ferrari di Maranello in due momenti storici distanti quarantacinque anni: il 1980 e il 2024. Il primo nucleo di immagini appartiene oggi all’Archivio storico del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti; il secondo è stato commissionato appositamente da CDP per questo progetto di valorizzazione culturale.

Il risultato non è un confronto nostalgico, né un’esaltazione retorica del progresso tecnologico. È piuttosto una riflessione sul tempo industriale, su ciò che cambia e su ciò che resta: la precisione dei gesti, la concentrazione degli operai, il dialogo silenzioso tra uomo e macchina. Le fotografie raccontano come la fabbrica Ferrari si sia evoluta, ma anche come alcuni valori fondanti — competenza, responsabilità, orgoglio — continuino a essere il motore dell’eccellenza produttiva.

Sette parole per raccontare l’impresa

Il percorso espositivo si articola intorno a sette parole chiave che guidano il visitatore in una lettura trasversale delle immagini: Connessioni, Sintonia, Manifattura, Precisione, Orgoglio, Passione e Pazienza. Sono termini che appartengono tanto al vocabolario industriale quanto a quello umano e che restituiscono l’idea di un’impresa come organismo vivo, fatto di relazioni, tempo e conoscenza.

In questo senso, la mostra supera il perimetro di Ferrari come marchio iconico e diventa una metafora del sistema produttivo italiano, capace di coniugare tradizione artigianale e innovazione tecnologica, sapere manuale e progettazione avanzata.

CDP e la memoria industriale come bene culturale

“Sguardi d’Impresa” si inserisce in un progetto più ampio di digitalizzazione e valorizzazione dell’Archivio storico fotografico di Cassa Depositi e Prestiti, che conserva oltre 20.000 immagini dedicate all’evoluzione industriale italiana tra gli anni Trenta e Novanta del Novecento. Un patrimonio che documenta non solo fabbriche e infrastrutture, ma anche il ruolo della finanza pubblica nello sviluppo dei settori strategici del Paese.

Attraverso questo lavoro, CDP propone una visione dell’archivio non come deposito statico, ma come strumento attivo di lettura del presente. La fotografia industriale diventa così una chiave per comprendere le trasformazioni economiche, sociali e territoriali che hanno costruito l’Italia contemporanea.

Il dialogo con l’arte: Pomodoro a Palazzo Piacentini

Ad arricchire il percorso romano è la presenza della scultura “La Colonna del viaggiatore” (1966) di Arnaldo Pomodoro, proveniente dal museo aziendale di CDP. L’opera dialoga visivamente e simbolicamente con le fotografie di Frassineti, creando un ponte tra arte, impresa e architettura.

La colonna, elemento ricorrente nella poetica di Pomodoro, rappresenta una rilettura della classicità attraversata da fratture, incisioni e segni. È una metafora potente del progresso: solido ma attraversato da tensioni, memoria e innovazione. Inserita nello spazio istituzionale di Palazzo Piacentini, la scultura rafforza l’idea dell’impresa come soggetto culturale, capace di produrre non solo valore economico ma anche immaginario e identità.

Ferrari, Frassineti e la fotografia industriale italiana

Il lavoro di Mimmo Frassineti si colloca in una tradizione importante della fotografia industriale italiana, che tra gli anni Settanta e Ottanta ha raccontato fabbriche, lavoratori e territori con uno sguardo autoriale e giornalistico insieme. Le sue immagini non sono mai celebrative: cercano piuttosto l’equilibrio tra documentazione e interpretazione, tra rigore e sensibilità.

Nel caso Ferrari, questo sguardo coglie un’azienda che è al tempo stesso industria, mito e laboratorio tecnologico. La fabbrica di Maranello emerge come luogo di alta specializzazione, ma anche come spazio umano, dove il lavoro conserva una dimensione quasi artigianale, fatta di attenzione e cura estrema.

Un messaggio politico e culturale

La tappa romana della mostra assume anche un valore istituzionale. Ospitata nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’esposizione afferma con forza che industria e cultura non sono mondi separati, ma parti di un unico racconto nazionale. Un messaggio rafforzato dalla presenza, all’inaugurazione, di rappresentanti delle istituzioni, di CDP, di Ferrari e del mondo culturale.

In un momento storico in cui il Made in Italy è chiamato a confrontarsi con sfide globali — transizione ecologica, digitalizzazione, competizione internazionale — “Sguardi d’Impresa” ricorda che l’innovazione più duratura nasce dalla continuità dei valori.

La mostra è visitabile fino al 14 gennaio 2026, dal lunedÏ al venerdÏ, dalle 17 alle 19, con ingresso libero e gratuito. Aperture straordinarie sono previste il sabato 13 dicembre e il sabato 10 gennaio, dalle 10 alle 18.

11 Dicembre 2025 ( modificato il 3 Gennaio 2026 | 14:58 )
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