10:28 am, 29 Agosto 25 calendario

“Figli come status symbol”: quando ospitare un esercito di bambini è un lusso per poche élite

Di: Redazione Metrotoday
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La trasformazione del privilegio

Da elemento naturale della vita familiare a simbolo di esclusività, avere molti figli oggi è diventato un tratto distintivo dell’élite. In passato, la prole numerosa era una risorsa utile per il lavoro nei campi, una garanzia di cura familiare o un modo per garantire la successione del patrimonio. Oggi, nei contesti urbani e ad alto costo della vita, ogni nuovo nato richiede un investimento economico e sociale considerevole, tanto che anche un solo figlio rappresenta una scelta ponderata e supportata dall’equilibrio finanziario dei genitori.

È proprio qui che entra in gioco la “Bank of Mum and Dad”: un supporto economico che non si ferma all’infanzia, ma accompagna i figli almeno fino ai trent’anni. In un sistema sempre più costoso, crescere più di un bambino richiede una solidità finanziaria straordinaria, e solo i super-ricchi possono permetterselo, rendendo la famiglia numerosa un vero e proprio status symbol d’oggi.

Numeri che parlano chiaro

In molti Paesi sviluppati, i tassi di natalità sono ai minimi storici: in Regno Unito è di 1,44 figli per donna, negli Stati Uniti 1,6, e in Giappone e Corea del Sud i dati scendono rispettivamente a 1,2 e 0,75. Questo declino demografico evidenzia come la scelta di avere figli sia sempre più legata alle risorse economiche disponibili. E mentre il figlio unico è ormai la regola per la classe media, ha preso piede anche la rivalutazione delle famiglie ultra-numerose tra chi può sostenere il lusso di crescere prole a volontà.

La visibilità sociale dei “super genitori” è sorprendente: dai miliardari famosi come Elon Musk, noto per avere una famiglia numerosa e difensore del pronatalismo, alle star che ostentano una cerchia di figli sempre più ampia.

Il nuovo panorama del lusso familiare

Il mondo del lusso ha colto il trend, reinterpretando la genitorialità come lifestyle esclusivo. Collezioni moda per bambini firmate, scarpe da più di 600 dollari, campagne pubblicitarie che esaltano famiglie glamour: tutto converge verso un’immagine di infinite risorse, dove il tempo e il denaro scorrere senza limiti.

Questa estetica dell’abbondanza non riguarda solo la quantità di figli, ma soprattutto come li si alleva. Dietro le quinte emergono servizi di supporto familiare a livelli quasi industriali: tate con stipendi da sei cifre, assistenti per l’istruzione, nidi privati, cronoprogrammi studiati come per manager. Questo modello, esibito da celebrità, alimenta l’illusione di una genitorialità priva di sacrifici.

Il costo reale della prole

Avere figli è, nella maggior parte dei casi, un lusso fattibile solo con grandi mezzi. Negli Stati Uniti, per una famiglia media, crescere un bambino fino a 18 anni può costare tra $230.000 e $375.000, escluse le spese universitarie. In Gran Bretagna, si arriva fino a £200.000 per figlio. Estendendo l’orizzonte fino ai 30 anni, si può superare £333.000 a bambino, una cifra che stritola qualsiasi bilancio non privilegiato.

Un’inchiesta di conti mensili rivela che famiglie benestanti possono spendere oltre $18.500 al mese per tre figli, mentre eccezioni più modeste restano in media tra i $200-1.800 mensili. Le cifre mostrano chiaramente come mantenere uno stile di vita costante dopo la genitorialità richieda non solo risorse, ma anche una rete stabile di supporto.

Oltre i numeri: impatti sociali e culturali

Affrontare il tema dei “figli-lusso” richiede anche comprendere le ripercussioni sul piano sociale. Su Reddit, si commenta come avere molti figli sia diventato un segno distintivo: servono mezzi, ma anche tempo mentale ed emotivo per educare una prole numerosa.

E poi c’è il motherhood penalty: in molti Paesi, diventare madre penalizza le donne nel mercato del lavoro, con crollo di salari e prospettive (fino al 50%), un gap difficilissimo da colmare senza mitigazioni come il congedo parentale o i servizi statali.

Genitorialità come potere simbolico

Oggi, avere molti figli non è solo una scelta procreativa, ma un gesto carico di significato economico, culturale e sociale. È l’ultimo simbolo del lusso consumistico: si dimostra ricchezza non con oro o macchine, ma con la capacità di sostenere vite altrui nel tempo.

Mentre molti rimandano o rinunciano ai figli per ragioni economiche, altri esibiscono la loro prole come trofeo, immersi in un modello che trasforma la famiglia in un luogo di performance, cura super-personalizzata e sicurezza economica illimitata.

In definitiva, la modernità ha fatto della genitorialità un’icona sociale: chi può permettersela la pone sopra le righe, reinterpreta i codici del lusso e plasma una narrativa che combina affetto, status e potere economico.

29 Agosto 2025 ( modificato il 26 Agosto 2025 | 20:35 )
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