9:31 am, 22 Agosto 25 calendario

L’Ora del sorpasso: quando il reddito medio italico supera quello britannico

Di: Redazione Metrotoday
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Dopo oltre due decenni, l’Italia torna a registrare un primato significativo: il PIL pro capite, corretto per il costo della vita, ha superato quello del Regno Unito. Un risultato frutto di dinamiche complesse — demografiche, politiche, sociali — e una svolta simbolica che impone un nuovo racconto del nostro Paese nel contesto europeo.

Cosa è cambiato

Nel 2024 il PIL pro capite italiano ha raggiunto i 60.847 dollari, superando di poco quello britannico, fermo a 60.620. Un margine minimo, ma sufficiente a riportare l’Italia davanti al Regno Unito dopo più di vent’anni. L’ultima volta era accaduto nel 2001, e prima ancora negli anni Ottanta e in occasione della crisi del 2009. È un sorpasso che ha il sapore del riscatto e che ribalta, almeno sul piano simbolico, l’immagine di un Paese relegato spesso al ruolo di fanalino di coda in Europa.

Demografia: il fattore inatteso

La spiegazione di questo primato non risiede in una crescita straordinaria della produttività italiana, bensì in una dinamica demografica contrapposta tra i due Paesi. L’Italia continua a perdere abitanti, e questo riduce il denominatore sul quale si calcola il PIL pro capite. Al contrario, il Regno Unito registra ancora una crescita della popolazione, alimentata soprattutto dall’immigrazione. Una ricchezza che si espande in termini assoluti, ma che divisa su un numero maggiore di cittadini si traduce in un valore medio più basso.

Riforme, fondi e stabilità

L’Italia ha potuto contare anche su un contesto economico più solido del previsto. Le riforme sul mercato del lavoro e sul fisco, i fondi del PNRR e una relativa stabilità politica hanno favorito investimenti e consumi. Le agevolazioni edilizie, le misure per contenere il cuneo fiscale e un quadro di maggiore efficienza nella giustizia civile hanno contribuito a dare ossigeno al sistema produttivo.

UK in affanno: stagnazione, inflazione e disoccupazione

Dall’altra parte della Manica, il quadro è apparso più problematico. L’economia britannica ha subito negli ultimi anni le conseguenze della Brexit, con una riduzione della competitività e un rallentamento degli scambi. A questo si aggiungono inflazione persistente, crescita stentata e un aumento della disoccupazione. Le famiglie si trovano a fare i conti con un costo della vita elevato e salari che non tengono il passo.

Un “sorpasso” carico di simbolismo

Il nuovo primato italiano non è solo un dato tecnico, ma un evento dal forte valore simbolico. Riporta alla memoria il “sorpasso” del 1987, quando l’Italia superò temporaneamente il Regno Unito diventando la quarta economia mondiale. Oggi, in un contesto globale più complesso, l’Italia può rileggere la propria posizione in Europa non più solo in termini di fragilità, ma anche come esempio di resilienza.

Oltre il pro capite

Resta però aperto il fronte delle fragilità strutturali. Il debito pubblico italiano, che viaggia intorno al 130% del PIL, resta un macigno. I salari reali, nonostante i segnali di ripresa, non hanno ancora recuperato i livelli pre-pandemici. Il Regno Unito, invece, sta puntando su misure sociali e incrementi del salario minimo che, pur tra difficoltà, offrano un certo sostegno al tessuto sociale.

Due traiettorie economiche divergenti

Guardando al futuro, gli analisti ipotizzano una prosecuzione di questa tendenza: l’Italia potrebbe continuare a migliorare nel reddito medio, mentre il Regno Unito faticherà a invertire il ciclo della stagnazione. Tuttavia, sul piano dell’economia aggregata, Londra resta ancora più forte grazie al peso della finanza, dell’innovazione tecnologica e della sua rete commerciale internazionale.

Non solo ricchezza

Il sorpasso italiano sul Regno Unito nel PIL pro capite va letto come un segnale di cambiamento e una sfida narrativa. Per l’Italia è l’occasione di archiviare l’etichetta di “malato d’Europa” e rilanciare un progetto di sviluppo che punti su produttività, salari e coesione sociale. Per il Regno Unito, invece, rappresenta un monito a non dare per scontato il proprio ruolo di potenza economica, soprattutto in una fase storica segnata da incertezze interne ed esterne.

Il confronto tra Roma e Londra diventa così il riflesso di due traiettorie europee, in equilibrio tra orgoglio nazionale, realtà economiche e nuove sfide globali.

22 Agosto 2025 ( modificato il 21 Agosto 2025 | 20:50 )
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