Scontro Musk-Trump: “Deportarlo? Darò un’occhiata” e Tesla crolla a Wall Street
La tensione tra Elon Musk e Donald Trump raggiunge nuove vette. Il fondatore di Tesla ha nuovamente criticato la legge di bilancio del presidente americano, denunciando la spesa eccessiva che prevede un aumento record del tetto del debito di 5 mila miliardi di dollari. Musk ha commentato su X: “È evidente che viviamo in un Paese con un unico partito, il partito del maiale.”
In risposta alle critiche del miliardario, Trump ha suggerito a Musk di “chiudere bottega e tornare in Sudafrica” se dovesse trovarsi “senza sussidi” per le auto elettriche. Inoltre, quando gli è stato chiesto riguardo alla possibilità di deportare Musk, Trump ha risposto: “Darò un’occhiata,” alimentando ulteriormente la polemica.
Nel frattempo, sul fronte commerciale, le trattative tra Unione Europea e Stati Uniti riguardo ai dazi stanno proseguendo. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, si trova a Washington per un nuovo round di colloqui. Attualmente, un dazio del 10% viene considerato un compromesso accettabile, a patto che siano previste adeguate compensazioni. Secondo Bloomberg, Bruxelles sta cercando esenzioni in settori chiave, tra cui la farmaceutica, l’alcol, i semiconduttori e gli aerei commerciali.
Questo scontro tra due delle figure più influenti del mondo degli affari ha avuto ripercussioni anche sul mercato, con le azioni di Tesla che hanno subito un crollo a Wall Street, riflettendo l’incertezza e le tensioni che avvolgono l’azienda in questo momento critico.
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