Trump e l’attacco ai siti nucleari iraniani: “pace o nuovi colpi”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato la distruzione di tre siti nucleari in Iran, avvertendo che ulteriori attacchi potrebbero seguire se Teheran non accetterà di fare pace. In un messaggio dalla Casa Bianca, Trump ha reso noto che gli attacchi hanno mirato ai siti di Fordow, Natanz e Isfahan, dichiarando che gli obiettivi erano stati “completamente e totalmente distrutti”.
“Il nostro obiettivo era fermare la minaccia nucleare dell’Iran, il principale sponsor mondiale del terrorismo”, ha dichiarato Trump, accompagnato da alti funzionari del governo, tra cui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Trump ha avvertito che qualsiasi rappresaglia da parte dell’Iran sarebbe stata contrastata con una forza nettamente superiore.
Durante il suo discorso, Trump ha sottolineato l’importanza della pace, affermando: “L’Iran deve fare la pace. Se non lo fa, i prossimi attacchi saranno molto più massicci”. Ha inoltre riferito che l’Iran ha storicamente espresso odio verso gli Stati Uniti e Israele, menzionando il generale Soleimani, ucciso in un raid americano nel 2020.
L’attacco ha portato a una risposta immediata da parte dell’Iran, con missili lanciati verso Israele, causando danni a Tel Aviv e Haifa e ferendo almeno 18 persone. La reazione di Teheran è stata confermata dall’agenzia nucleare iraniana, che ha ribadito l’intenzione di continuare il proprio programma nucleare nonostante gli attacchi.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha commentato che l’attacco degli Stati Uniti non è stato inaspettato, ma ha cambiato radicalmente lo scenario, aprendo la possibilità di una crisi più ampia. Da parte sua, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la speranza che, dopo questo attacco, si possa giungere a una de-escalation e che l’Iran accetti di tornare al tavolo delle trattative.
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