Dl sicurezza 2025: approvato in Senato tra tensioni e accuse di abuso di potere
Il Decreto Legge Sicurezza è ufficialmente diventato legge, dopo l’approvazione del Senato avvenuta con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un’astensione. Nonostante il via libera, il provvedimento è stato accolto da forti proteste da parte delle opposizioni, che denunciano un grave abuso della decretazione d’urgenza e l’assenza di un confronto democratico. Infatti, il testo è arrivato in Aula senza mandato al relatore e senza che i 131 emendamenti presentati dalle opposizioni fossero discussi.
Le tensioni in Aula sono state elevate, portando il presidente Ignazio La Russa a convocare una conferenza dei capigruppo e a sospendere la seduta a causa delle contestazioni. Le affermazioni del senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, che ha accusato l’opposizione di schierarsi dalla parte della criminalità, hanno ulteriormente inasprito il clima, suscitando forti reazioni.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso il provvedimento, sostenendo che rappresenta un passo decisivo per la protezione dei cittadini e delle forze dell’ordine. “Interveniamo con determinazione contro le occupazioni abusive e rafforziamo gli strumenti per le Forze dell’Ordine“, ha affermato Meloni, sottolineando che “legalità e sicurezza sono pilastri della libertà”.
Le opposizioni, tuttavia, non si sono risparmiate nelle loro critiche. La senatrice Enza Rando del Pd ha dichiarato che il decreto “stravolge principi costituzionali e criminalizza la povertà”, mentre la senatrice M5S, Sabrina Licheri, ha avvertito che l’approvazione del Dl Sicurezza rappresenta un colpo mortale per il settore della canapa industriale, minacciando oltre 20.000 posti di lavoro.
Dopo un minuto di silenzio in memoria di Ernesto Pellegrini, ex presidente dell’Inter, i senatori di Pd, M5S e Avs hanno protestato sedendosi a terra al centro dell’Aula, intonando cori di disapprovazione. La Russa ha inizialmente cercato di mantenere l’ordine, ma alla fine ha dovuto sospendere i lavori.
Le opposizioni hanno evidenziato un chiaro tentativo del governo di silenziare il dibattito parlamentare, con il senatore Andrea Giorgis che ha parlato di un “grave abuso della decretazione d’urgenza”. La senatrice Alessandra Maiorino ha sottolineato la volontà politica di schiacciare il Parlamento, mentre il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra ha definito la situazione come una “blindatura totale del testo”.
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