La straordinaria cattura di Giulio Cesare: come un giovane stratega umiliò i pirati
Cosa fece Giulio Cesare quando fu rapito dai pirati?
Giulio Cesare, all’epoca un giovane promettente, si trovava in viaggio verso una vacanza studio a Rodi quando fu catturato in mare aperto dai pirati. Trasportato sull’isola di Farmacussa, di fronte alla Turchia, i pirati non compresero l’importanza del loro ostaggio e chiesero un riscatto di 20 talenti d’argento, corrispondenti a circa 620 chilogrammi. Offeso dalla loro richiesta, Cesare sbeffeggiò i pirati, suggerendo di aumentare il riscatto a 50 talenti, ossia 1550 chilogrammi. I pirati, seguendo il consiglio del condottiero, accettarono e chiesero effettivamente 50 talenti d’argento, creando una situazione piuttosto surreale.
Durante la sua prigionia, Cesare aveva a disposizione due schiavi e il suo medico personale. In quel mese, partecipò attivamente alle gare e ai tornei dei pirati, trascorrendo il tempo tra cene e competizioni. Inoltre, compose numerose poesie, sottoponendole al giudizio dei suoi “carcerieri”, ai quali ripeteva che, una volta liberato, avrebbe fatto giustizia su di loro.
I pirati lo ritenevano pazzo, ma una volta ottenuta la libertà, Cesare tornò con una flotta, catturò i pirati e li crocifisse tutti.
Aveva solo 26 anni, ma già mostrava una determinazione e un’intelligenza strategica straordinarie.
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