Emergenza in Italia: oltre mille cadaveri senza nome, Roma al primo posto
Un report choc del Commissario straordinario per le persone scomparse
In Italia ci sono 1.108 cadaveri non identificati, di cui 251 solo a Roma, che segna un record allarmante.
Questi corpi, trovati in luoghi come binari ferroviari, aree boschive, baracche e ospedali, sono stati seppelliti a spese degli enti locali grazie a un protocollo siglato da nove Regioni italiane, l’ultima delle quali è la Sardegna.
L’accordo ha come obiettivo quello di dare un nome a questi cadaveri mai reclamati e non censiti, introducendo procedure uniformi per alimentare costantemente una banca dati del DNA. Le Regioni coinvolte includono Lombardia, Lazio, Liguria, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Toscana e Sardegna, con il supporto di Prefetti, Procure e istituti di Medicina legale.
Il medico legale Dalila Ranalletta ha lanciato l’allerta durante la trasmissione Forum, confermando i numeri impressionanti. In Lombardia, la prima regione ad adottare il protocollo, si contano 180 cadaveri non identificati, mentre nel Lazio sono stati registrati 269 corpi, di cui 251 a Roma. Solo 107 di questi hanno fornito campioni biologici per la banca dati del DNA.
In Puglia, si contano 65 cadaveri non identificati, molti dei quali provenienti da sbarchi o naufragi. In Toscana, ci sono 52 cadaveri, mentre in Liguria sono 41. Anche in Sardegna sono stati trovati 38 corpi non identificati. Le statistiche mostrano che solo una frazione di questi cadaveri ha fornito campioni utili o presenta segni distintivi per il riconoscimento.
Questa situazione mette in luce un’emergenza umanitaria che richiede un’azione immediata e coordinata per garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità delle persone scomparse.
È fondamentale che le istituzioni lavorino insieme per migliorare le procedure di identificazione e garantire che nessun corpo rimanga senza nome.
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