Pepe Mujica, il ‘presidente più povero del mondo’, muore a 89 anni: un grande rivoluzionario ci Lascia
Pepe Mujica, l’ex presidente uruguaiano noto come il “presidente più povero del mondo”, è deceduto oggi all’età di 89 anni a causa di un cancro all’esofago.
Il triste annuncio è stato dato dal governo di Montevideo, con l’attuale presidente Yamandu Orsi che ha espresso “profondo dolore” per la scomparsa di un “compagno” tanto amato.
Ieri, la moglie Lucia Topolansky aveva rivelato che Mujica si trovava in una fase terminale della malattia, ricevendo solo cure palliative.
Ricordato come un leader che ha lottato “per un mondo migliore”, Mujica ha avuto una carriera politica straordinaria nell’America Latina del dopoguerra.
Ex guerrigliero dei Tupamaros negli anni Sessanta e Settanta, ha subito persecuzioni durante la dittatura militare che ha colpito l’Uruguay a partire dal golpe del 1973. In questo contesto, ha trascorso dodici anni in prigione, gran parte dei quali in isolamento.
La sua ascesa politica è culminata nel 2010, quando è diventato presidente dell’Uruguay. Durante il suo mandato, Mujica ha vissuto in modo semplice, rinunciando a gran parte del suo stipendio e utilizzando un vecchio Maggiolino Volkswagen per i suoi spostamenti.
È diventato un simbolo del movimento anti-consumismo, promuovendo leggi progressiste come la legalizzazione dell’aborto e del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sotto la sua Presidenza, l’Uruguay è diventato nel 2013 il primo paese al mondo a legalizzare l’uso ricreativo della cannabis.
Anche dopo aver lasciato l’incarico, Mujica ha mantenuto alta la sua popolarità a livello internazionale.
A gennaio, aveva comunicato che il suo cancro si era diffuso e che avrebbe interrotto le cure. La sua morte è stata commemorata da leader di tutta l’America Latina, che lo hanno descritto come “un grande rivoluzionario”, un “vero amico” e un esempio “eterno” di impegno e dedizione.
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