L’AUTOINGANNO: IL LABIRINTO DELLA COSCIENZA
L’autoinganno è il velo che stendiamo sulla realtà per farla sembrare più sopportabile. Un sotterfugio sottile, quasi impercettibile, con cui giustifichiamo l’inerzia, rimandiamo le verità e tessiamo narrazioni che ci esonerano dalla responsabilità di cambiare. Tuttavia, per quanto possiamo fuggire dal mondo esterno, non sfuggiamo mai a noi stessi.
Mentire a se stessi non è solo un inganno momentaneo, ma un patto silenzioso con la stagnazione. Ogni volta che scegliamo di non vedere, rafforziamo le catene che ci legano a ciò che avrebbe dovuto essere superato. Il prezzo dell’autoinganno non si paga nell’istante della negazione, ma nei giorni, mesi e anni che seguono, quando le conseguenze della nostra omissione diventano ineluttabili.
Non riconoscere i propri errori può fornire un sollievo fugace, ma questo sollievo non è libertà, è ritardo. Il tempo che guadagniamo evitando il dolore della verità sarà addebitato con interessi dalla sofferenza futura. Perché la verità, quando ignorata, non scompare; cresce, si ramifica, si infiltra nelle strutture più profonde dell’essere.
L’autoinganno è come custodire una scatola chiusa dentro di sé, nella speranza che non si apra mai. All’inizio, sembra sicuro, un modo per isolare i dolori ed evitare i cambiamenti. Ma, inevitabilmente, il contenuto della scatola si infiltra nell’anima, corrodendola dall’interno, finché il coperchio non può più contenere ciò che è stato represso. Quando la verità, finalmente, si impone, non arriva come un sussurro, ma come un collasso.
Un padre che cede ai capricci del figlio per evitare il disagio della disciplina non è indulgente, ma complice nella formazione di un carattere senza limiti. Una coppia che chiude gli occhi sulle crepe di una relazione disfunzionale non protegge l’amore, ma lo condanna alla lenta corrosione della disonestà emotiva. In fondo, tutti sanno quando qualcosa deve essere affrontato, ma pochi hanno il coraggio di guardarsi allo specchio senza i filtri dell’autoindulgenza.
L’autoinganno è il rinvio della vita autentica. Crediamo che ignorare i problemi li farà scomparire, ma questa è un’illusione che li rafforza solo. Le decisioni rimandate si trasformano in dilemmi insolubili e i piaceri immediati, quando ricercati come rifugio, si convertono in rimpianti tardivi.
“La più grande illusione dell’uomo è credere di poter ingannare se stesso impunemente. L’universo non negozia con la menzogna e la verità, anche se ignorata, rimane verità” (H. Couto).
Vivere è un atto di coraggio. Richiede di affrontare ciò che è, non ciò che vorremmo fosse. La verità può essere arida, ma è terreno solido. La menzogna può essere dolce, ma è sabbie mobili. Ciò che deve essere fatto, fatelo ora. Altrimenti, la vita lo farà per voi — e in questo regolamento di conti, non saremo mai noi a dettare i termini.
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