Gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei prigionieri di guerra ucraini detenuti in Russia
Un rapporto di Amnesty International diffuso oggi denuncia gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei prigionieri di guerra ucraini detenuti in Russia. Le autorità russe sono accusate di perpetrare crimini di guerra e crimini contro l’umanità, sottoponendo i prigionieri a torture, isolamento prolungato e sparizioni forzate.
Il rapporto rivela che i prigionieri di guerra e i civili ucraini catturati dalle forze russe sono tenuti in isolamento totale, spesso per anni, privati di qualsiasi contatto con il mondo esterno. Questa mancanza di informazioni sulla loro posizione favorisce atti di tortura e uccisioni illegali, condotte impunemente.
Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ha condannato la detenzione sistematica dei prigionieri di guerra senza alcun contatto esterno, definendola una politica disumana che lascia le famiglie nell’angoscia. Le testimonianze raccolte in Ucraina nel 2024 confermano una politica di violazione dei diritti umani e del diritto internazionale.
Il rapporto si basa su interviste a 104 persone, inclusi ex prigionieri di guerra, familiari dei detenuti, civili ex detenuti e prigionieri di guerra russi in Ucraina. Nonostante il numero esatto sia sconosciuto, si stima che migliaia di militari e civili ucraini siano attualmente sotto il controllo delle forze russe.
Le autorità russe vietano l’accesso alle organizzazioni internazionali ai prigionieri di guerra, impedendo loro di ricevere assistenza conforme al diritto internazionale. Il rapporto descrive torture, negazione di cure mediche e sparizioni forzate come prassi comune, violando apertamente le Convenzioni di Ginevra.
Amnesty International esorta la Russia a porre fine alle violazioni dei diritti umani, garantire cure mediche adeguate ai prigionieri e rimpatriare coloro in gravi condizioni. La comunità internazionale è chiamata a intervenire per porre fine a queste atrocità e assicurare giustizia per le vittime e le loro famiglie.
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