Azioni concrete per conservare le prove delle atrocità commesse dal regime di Bashar al-Assad.
L’Associazione delle persone detenute e scomparse nella prigione di Saydnaya (Admsp), Amnesty International e Human Rights Watch hanno sottolineato l’importanza di raccogliere e proteggere le prove delle violazioni dei diritti umani avvenute durante il regime di Assad.
Le autorità siriane di transizione devono assumere un ruolo chiave nel coordinare e cooperare con le Nazioni Unite, la società civile locale e i team internazionali per raccogliere e conservare le prove delle atrocità. Queste prove sono fondamentali per stabilire la verità sul destino delle vittime di sparizione forzata e per portare i responsabili dei crimini di guerra e contro l’umanità davanti alla giustizia.
Le tre organizzazioni hanno visitato centri di detenzione, fosse comuni e il tribunale militare in Siria, evidenziando la necessità di conservare le prove che potrebbero contenere informazioni cruciali sulla struttura del regime siriano e sull’identità dei responsabili dei gravi crimini commessi.

È fondamentale agire rapidamente per mettere in sicurezza le prove e collaborare con organismi internazionali come il Meccanismo indipendente d’indagine e l’Istituzione internazionale per le persone scomparse per garantire la conservazione delle prove e l’accertamento delle responsabilità. Il sostegno dei governi e delle organizzazioni internazionali è essenziale per sostenere queste azioni.
La conservazione delle prove delle violazioni dei diritti umani in Siria è un passo cruciale per garantire la giustizia e la verità per le vittime e per contribuire alla riconciliazione e alla ricostruzione del paese. La comunità internazionale deve continuare a monitorare da vicino la situazione e a fornire il necessario supporto per assicurare che le prove siano protette e che i responsabili siano portati davanti alla giustizia.
Durante il precedente governo, le autorità spesso non restituivano i resti delle vittime alle famiglie o le tenevano all’oscuro della morte dei loro cari. Il regime del deposto presidente Bashar al-Assad ha utilizzato esecuzioni extragiudiziali insieme ad altre pratiche illegali, come arresti arbitrari, attacchi indiscriminati contro i civili e la fame come strumento di coercizione durante la guerra, costringendo alla fuga gli abitanti delle zone controllate dall’opposizione.

Le esecuzioni extragiudiziali e le uccisioni sommarie rappresentano gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e possono configurare crimini contro l’umanità se commessi in un contesto di attacco sistematico o massiccio contro la popolazione civile, in base a un piano organizzato dallo stato. Amnesty International e Human Rights Watch hanno documentato l’uso sistematico della tortura durante il precedente governo, qualificandolo come crimine contro l’umanità. Le autorità di transizione siriane devono impegnarsi pubblicamente a raccogliere e salvaguardare prove, inclusi i reperti dalle fosse comuni e dagli archivi governativi, fondamentali per dare risposte alle famiglie delle oltre 100.000 persone scomparse in Siria.
La Corte Internazionale di Giustizia ha emesso misure cautelari per conservare le prove di queste violazioni dei diritti umani. Inoltre, le autorità di transizione devono collaborare con la Croce Rossa e organizzazioni della società civile per salvaguardare prove e chiarire il destino delle persone scomparse, al fine di fornire risposte alle loro famiglie. Campagne di sensibilizzazione possono aiutare a spiegare l’importanza della conservazione delle prove e coinvolgere le comunità senza alterarle. “Le famiglie delle vittime di sparizioni forzate in Siria meritano giustizia.
È essenziale che le autorità di transizione si impegnino a scoprire la verità e a dare risposte alle famiglie”, ha dichiarato Hiba Zayadin, ricercatrice di Human Rights Watch. Per garantire l’attribuzione delle responsabilità e instaurare fiducia nel governo di transizione, le autorità devono fermare gli omicidi vendicativi e dichiarare che tali crimini non saranno tollerati. È fondamentale affrontare le preoccupazioni sulle detenzioni arbitrarie nelle zone controllate dalle autorità di transizione, consentendo l’accesso agli osservatori indipendenti nei centri di detenzione e garantendo la supervisione giudiziaria di ogni detenuto. La trasparenza sul trattamento dei detenuti è cruciale per rompere con il passato ciclo di repressione e dimostrare alla popolazione che le violazioni dei diritti umani non saranno più accettate.
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