4:25 pm, 9 Marzo 26 calendario

Tsunami più alto del mondo: storia e cause

Di: Redazione Metrotoday
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Lo tsunami più alto del mondo non è quello che pensi: non si è abbattuto su una grande città, ma in una remota baia dell’Alaska, Lituya Bay  nel 1958 con un altezza di 524 metri. In questo articolo scoprirai come si è generato, perché ha raggiunto un’altezza record e quali lezioni offre oggi per la sicurezza costiera.

Che cos’è uno tsunami e perché può diventare gigantesco

Definizione di tsunami e differenza con le mareggiate

Quando si parla di tsunami, spesso si immagina una gigantesca onda che si abbatte improvvisamente sulla costa, travolgendo tutto ciò che incontra. Tuttavia, la realtà scientifica è più complessa. Uno tsunami è una serie di onde di grande energia generate da improvvisi spostamenti di grandi masse d’acqua, solitamente a seguito di terremoti, frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. La differenza principale tra uno tsunami e una normale mareggiata sta nell’origine e nella potenza: mentre le mareggiate sono causate dal vento che soffia sulla superficie marina, gli tsunami sono il risultato di eventi geologici improvvisi e possono trasportare molta più energia su lunghe distanze.

È importante non confondere gli tsunami con le cosiddette onde anomale (o “rogue waves”), che sono anch’esse alte, ma si formano per accumulo di energia del vento e delle correnti e non per eventi sismici o frane.

Come si misura l’altezza di un’onda di tsunami

Misurare l’altezza di uno tsunami non è semplice come potrebbe sembrare. Gli scienziati distinguono tra l’altezza dell’onda in mare aperto (generalmente pochi metri e spesso non percepibile dalle navi) e l’altezza massima raggiunta una volta che l’onda impatta sulla costa o risale i pendii. Si parla di “run-up” per indicare l’altezza verticale massima raggiunta dall’acqua sopra il livello del mare normale. Questo valore viene misurato analizzando i segni lasciati sulle rocce, sulla vegetazione o sulle strutture umane. Nel caso del tsunami più alto del mondo, il run-up ha raggiunto la cifra impressionante di 524 metri, un record difficilmente immaginabile.

Fattori che amplificano un’onda: fondali, coste, baie

L’altezza che un’onda di tsunami può raggiungere dipende da diversi fattori geografici e morfologici. In mare aperto, l’onda si propaga velocemente ma con un’altezza ridotta. Quando si avvicina alla costa e trova fondali che si alzano progressivamente, la sua energia si concentra e l’onda si solleva, diventando molto più alta. Se poi l’onda entra in una baia stretta o a imbuto, come Lituya Bay, l’effetto può essere ulteriormente amplificato da una sorta di “effetto pistone”, che spinge l’acqua verso l’alto in modo impressionante. Anche la presenza di ostacoli naturali o artificiali può influenzare notevolmente la dinamica dell’onda, come spiegato in altri articoli dedicati alla dinamica degli tsunami nei bacini chiusi.

Perché gli tsunami estremi sono rari ma devastanti

Gli tsunami estremi, capaci di raggiungere decine o addirittura centinaia di metri d’altezza, sono eventi eccezionalmente rari. La combinazione necessaria di fattori – un’enorme frana o una scossa di terremoto molto potente, una particolare conformazione della costa, la presenza di masse d’acqua sufficienti – si verifica solo in condizioni molto specifiche. Tuttavia, quando accadono, possono causare devastazioni inimmaginabili in aree anche ristrette. Gli tsunami più comuni, generati da terremoti sottomarini, tendono a essere meno alti ma molto più estesi, con effetti che si possono sentire su intere regioni costiere. Proprio questa dualità fra rarità e potenza rende gli tsunami estremi oggetto di grande interesse per la ricerca scientifica e per la prevenzione del rischio costiero.

Il record del tsunami più alto del mondo: Lituya Bay 1958

Dove si trova Lituya Bay e perché è un luogo unico

Lituya Bay è una piccola insenatura glaciale situata sulla costa sud-orientale dell’Alaska, all’interno del parco nazionale di Glacier Bay. La baia è lunga circa 12 chilometri e larga appena 3, ed è caratterizzata da pareti ripidissime e fondali profondi. Queste particolarità geografiche hanno reso Lituya Bay una sorta di laboratorio naturale per eventi estremi: la sua forma a imbuto, in particolare, la rende estremamente sensibile a frane e movimenti di massa che possono generare onde gigantesche. Per chi fosse interessato ad approfondire la geomorfologia di questa regione, è disponibile un articolo di approfondimento su morfologia delle coste glaciali.

La notte del 9 luglio 1958: la frana che cambiò la baia

La notte del 9 luglio 1958, un violento terremoto di magnitudo 7.8 colpì la regione di Fairweather Fault, causando il distacco improvviso di circa 30 milioni di metri cubi di roccia da una delle pareti della baia. Questa massa enorme precipitò in acqua con una forza colossale, generando un’onda di tsunami che si innalzò quasi istantaneamente e spazzò via tutto ciò che incontrava lungo il suo percorso. Il fenomeno fu così rapido e potente che persino gli scienziati rimasero stupiti dai dati raccolti nei giorni successivi.

Come è stata misurata l’altezza record di 524 metri

L’altezza record dello tsunami di Lituya Bay venne misurata grazie ai rilievi condotti dagli studiosi nei mesi successivi all’evento. Gli alberi vennero abbattuti fino a oltre 500 metri sopra il livello del mare, lasciando una striscia di distruzione ben visibile sulle pareti della baia. Utilizzando strumenti topografici, si riuscì a determinare con precisione il punto più alto raggiunto dall’onda: 524 metri. Questo dato rimane ancora oggi il record mondiale assoluto per un run-up da tsunami, e rappresenta una delle principali fonti di studio per chi si occupa di misurazione storica degli tsunami.

Le testimonianze dei sopravvissuti e i primi studi scientifici

Nonostante l’evento sia avvenuto in una zona remota e scarsamente abitata, alcune barche si trovavano nella baia quella notte. I sopravvissuti raccontarono scene quasi irreali: una parete d’acqua che si solleva nel buio, rumori assordanti e una distruzione totale della vegetazione circostante. Le loro testimonianze, raccolte nei giorni successivi, furono fondamentali per ricostruire la dinamica dell’evento. I primi studi scientifici confermarono la natura eccezionale del fenomeno e posero le basi per un filone di ricerca dedicato ai mega tsunami, distinguendoli dagli tsunami oceanici tradizionali.

Scopri anche quale è stato il terremoto più forte del mondo.

9 Marzo 2026
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