9:03 am, 23 Agosto 26 calendario

Delfini gobbi, il curioso corteggiamento con le spugne marine

Di: Alessandra Puzzo

🌐 Delfini gobbi australiani e spugne marine: i maschi della specie sembrano utilizzare questi oggetti come insoliti “accessori” durante il corteggiamento, in un comportamento sociale osservato nelle acque dell’Australia Occidentale.

C’è chi porta fiori, chi sceglie un regalo particolare e chi, nel mondo dei cetacei, sembra aver trovato un modo decisamente più originale per attirare l’attenzione della possibile compagna. I delfini gobbi australiani potrebbero utilizzare le spugne marine come veri e propri “accessori” da esibire durante il corteggiamento.

A documentare questo comportamento sono state alcune immagini realizzate dalla ricercatrice Holly Raudino, del Department of Biodiversity, Conservation and Attractions dell’Australia Occidentale. Le fotografie mostrano esemplari della specie Sousa sahulensis mentre portano sulla testa spugne marine di forme e colori differenti.

Un’immagine insolita, che apre però una finestra interessante sul comportamento sociale di una specie ancora relativamente poco conosciuta.

La spugna sulla testa come messaggio per le femmine

Secondo l’interpretazione proposta dalla ricercatrice, il comportamento osservato nei maschi potrebbe avere una funzione legata al corteggiamento.

Le spugne non verrebbero quindi utilizzate soltanto come strumenti, ma potrebbero rappresentare una sorta di segnale rivolto alle femmine.

Il paragone con il comportamento umano è inevitabile: come un uomo può offrire dei fiori durante il corteggiamento, il delfino potrebbe esibire una spugna come elemento di attrazione o come possibile dono.

Naturalmente si tratta di un’interpretazione comportamentale che richiede ulteriori osservazioni e conferme. Ma proprio la possibilità che un oggetto raccolto nell’ambiente venga trasformato in un segnale sociale rende la scoperta particolarmente interessante.

Non sarebbe infatti semplicemente una questione di “indossare” qualcosa.

Sarebbe la dimostrazione di come un animale intelligente possa utilizzare un elemento dell’ambiente all’interno delle proprie interazioni sociali.

Una specie che vive nelle acque dell’Australia Occidentale

Il delfino gobbo australiano, conosciuto anche come susa australiana, vive lungo le coste settentrionali dell’Australia.

Il comportamento con le spugne è stato osservato in particolare nelle acque del Dampier Archipelago, un’area marina dell’Australia Occidentale caratterizzata dalla presenza di numerose isole e scogliere.

Si tratta di un ambiente nel quale questi cetacei possono trovare una grande varietà di risorse e nel quale le interazioni tra individui offrono agli studiosi un’occasione preziosa per comprendere meglio le loro abitudini.

La scoperta assume ulteriore rilevanza perché non tutti i delfini utilizzano le spugne nello stesso modo.

Ed è proprio il confronto tra specie diverse a rendere il comportamento ancora più affascinante.

Quando la spugna diventa uno strumento

Un altro utilizzo delle spugne marine è stato documentato nei tursiopi indopacifici (Tursiops aduncus), in particolare nella regione della Shark Bay, sempre nell’Australia Occidentale.

In questo caso, però, la funzione sembra essere completamente diversa.

I delfini possono utilizzare una spugna sul muso mentre esplorano il fondale alla ricerca di piccole prede. La spugna avrebbe quindi una funzione protettiva, contribuendo a evitare che il rostro venga danneggiato durante la ricerca di cibo.

È un comportamento noto come tool use, cioè utilizzo di uno strumento.

Il delfino gobbo, invece, potrebbe aver trasformato lo stesso tipo di oggetto in qualcosa di socialmente significativo.

La differenza è notevole: da un lato uno strumento per procurarsi il cibo, dall’altro un possibile segnale per comunicare con un altro individuo.

Perché proprio una spugna?

La domanda più curiosa è forse questa.

Perché scegliere una spugna?

Non è ancora possibile stabilire con certezza quale sia il significato preciso del comportamento. Potrebbero entrare in gioco diversi fattori: forma, dimensione, colore, disponibilità nell’ambiente o capacità del singolo individuo di manipolare l’oggetto.

È anche possibile che il comportamento abbia più di una funzione.

Gli animali non sempre utilizzano un oggetto per un’unica ragione. Una determinata azione può avere contemporaneamente componenti di gioco, esplorazione, comunicazione e corteggiamento.

Per questo gli studiosi devono osservare non soltanto l’azione in sé, ma anche quando avviene, con chi, quanto spesso e quale reazione produce negli altri individui.

Delfini, intelligenza e comportamenti appresi

La scoperta si inserisce in un quadro più ampio di studi sull’intelligenza dei cetacei.

I delfini sono animali altamente sociali e mostrano una notevole capacità di apprendimento. In diverse specie sono stati documentati comportamenti che sembrano essere trasmessi socialmente, cioè appresi osservando altri individui.

Questo aspetto è particolarmente interessante perché significa che determinati comportamenti possono diffondersi all’interno di una popolazione senza essere necessariamente programmati geneticamente.

Un individuo sperimenta qualcosa.

Un altro lo osserva.

Lo imita.

Con il tempo quella particolare azione può diventare una consuetudine del gruppo.

La “moda” nel mondo animale

È proprio qui che entra in gioco un concetto sorprendentemente umano: la moda.

Nel mondo animale esistono comportamenti che sembrano diffondersi per imitazione anche quando non hanno una funzione immediatamente evidente legata alla sopravvivenza.

Gli esempi non mancano.

Alcune popolazioni di primati mostrano comportamenti curiosi nell’utilizzo di oggetti. Nei cetacei, invece, sono state osservate diverse forme di manipolazione e utilizzo di elementi dell’ambiente.

Non significa che gli animali abbiano una “moda” nel senso umano del termine.

Significa piuttosto che l’apprendimento sociale può contribuire alla diffusione di comportamenti nuovi, creando differenze tra popolazioni della stessa specie.

Dai salmoni delle orche alle spugne dei delfini

Il comportamento dei delfini gobbi ricorda anche un altro caso diventato famoso: quello delle orche che hanno portato salmoni sulla testa.

Anche in quel caso l’immagine ha colpito l’immaginazione umana perché sembra quasi un comportamento estetico o decorativo.

Ma gli scienziati sono prudenti nell’attribuire intenzioni umane agli animali.

Una cosa è osservare un comportamento insolito.

Un’altra è stabilire perché venga compiuto.

È proprio questa distinzione a rendere interessante il caso delle spugne: la possibilità di un uso sociale è affascinante, ma il suo significato preciso deve essere ancora studiato.

Una specie vulnerabile

La curiosità scientifica si accompagna però a una preoccupazione più seria.

Il delfino gobbo australiano è classificato come vulnerabile secondo la Lista Rossa dell’IUCN. La popolazione adulta viene stimata nell’ordine di circa 10mila individui.

Questo significa che dietro la spettacolare immagine del delfino con la spugna esiste anche una questione di conservazione.

Conoscere meglio il comportamento di una specie è infatti importante anche per proteggerla.

Capire dove vive, come si alimenta, come interagisce con gli altri individui e quali aree utilizza per riprodursi permette di costruire strategie di conservazione più efficaci.

L’importanza di osservare gli animali nel loro ambiente

Uno degli aspetti più preziosi di questo tipo di ricerca è proprio l’osservazione sul campo.

Non basta studiare un animale in cattività per comprenderne completamente il comportamento.

Nel loro ambiente naturale, i delfini devono prendere decisioni, interagire con altri individui e utilizzare le risorse disponibili.

Una spugna raccolta dal fondale può quindi diventare, a seconda del contesto, uno strumento, un oggetto da manipolare oppure un possibile segnale sociale.

Distinguere queste funzioni richiede tempo, fotografie, video e osservazioni ripetute.

È attraverso questa raccolta di dati che un comportamento apparentemente buffo può trasformarsi in una scoperta scientifica.

Il mistero che resta da risolvere

La domanda iniziale rimane dunque aperta: i maschi dei delfini gobbi australiani indossano davvero le spugne per fare colpo sulle femmine?

Le osservazioni di Holly Raudino indicano una possibile funzione di corteggiamento e suggeriscono che le spugne possano avere un ruolo sociale. Ma servono ulteriori studi per capire esattamente quale messaggio venga trasmesso e, soprattutto, se le femmine reagiscano in modo diverso a seconda della spugna utilizzata.

Potrebbe esserci una preferenza?

Conta il colore?

La dimensione?

La forma?

Oppure è semplicemente l’atto di portare l’oggetto a rappresentare il segnale?

Sono domande ancora aperte.

Ed è forse proprio questo il fascino della scoperta. Un gesto che a noi appare quasi comico potrebbe nascondere un sistema di comunicazione molto più complesso.

Nel mare dell’Australia Occidentale, insomma, il corteggiamento potrebbe avere regole che non conosciamo ancora.

E mentre gli esseri umani scelgono fiori, gioielli o abiti per attirare l’attenzione, questi delfini sembrano aver trovato una soluzione decisamente più originale: una spugna marina sulla testa.

23 Agosto 2026 ( modificato il 18 Agosto 2026 | 19:08 )
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