8:48 pm, 12 Agosto 26 calendario

Campo largo, Conte batte Schlein sui social: la sorpresa dei civici

Di: Salvatore Puzzo
🌐 Campo largo, Giuseppe Conte supera Elly Schlein nel gradimento sui social e domina anche per numero di interazioni: il rapporto Spin Factor fotografa una corsa sempre più affollata, con Silvia Salis, Alessandro Onorato e Gaetano Manfredi in forte ascesa.

Il campo largo cambia volto sui social. E il dato che emerge dall’ultima analisi realizzata da Spin Factor per Adnkronos mette Giuseppe Conte davanti a Elly Schlein nella partita, ancora tutta da definire, per la leadership del centrosinistra.

Il presidente del Movimento 5 Stelle raggiunge infatti un sentiment positivo del 32,2%, contro il 27,6% registrato dalla segretaria del Partito Democratico. Una distanza di 4,6 punti che, in una competizione nella quale la popolarità digitale viene spesso considerata un termometro del consenso, non passa inosservata.

Ma il dato forse più interessante arriva subito dopo.

Sul terzo gradino del podio compare Silvia Salis, sindaca di Genova, con il 25,7%. Non è formalmente candidata alla guida del campo largo e non risulta ufficialmente in corsa per eventuali primarie nazionali, ma la sua presenza nella graduatoria conferma quanto il tema dei candidati civici stia diventando centrale nell’area progressista.

Alle sue spalle arrivano Alessandro Onorato, con il 24,5%, e Gaetano Manfredi, con il 24%. Soltanto dal sesto posto in poi compaiono i leader di partito tradizionali.

È un risultato che racconta qualcosa di più di una semplice classifica. Racconta un centrosinistra nel quale la riconoscibilità personale, la capacità di generare conversazione e l’immagine amministrativa possono pesare quasi quanto l’appartenenza a un partito.

Conte davanti a Schlein: cosa dice davvero il dato social

L’indagine Spin Factor è stata realizzata attraverso Human, una piattaforma di social listening basata sull’intelligenza artificiale, prendendo in considerazione il periodo compreso tra l’11 luglio e il 10 agosto 2026.

Il risultato assegna a Conte il primo posto con il 32,2% di sentiment positivo.

Schlein si ferma al 27,6%.

La differenza non è enorme, ma diventa significativa se inserita nel contesto della possibile sfida per la leadership della coalizione progressista. Il confronto tra i due non è infatti soltanto una gara di popolarità digitale: Conte e Schlein rappresentano oggi i due principali baricentri politici attorno ai quali ruota il progetto del campo largo.

Da una parte c’è il Movimento 5 Stelle, con Conte che mantiene una forte esposizione personale e una comunicazione molto centrata sulla propria figura.

Dall’altra c’è il Pd di Schlein, partito più strutturato e con una presenza territoriale molto più ampia, ma nel quale la leadership della segretaria deve necessariamente convivere con sensibilità, correnti e figure di peso differenti.

Il dato social, dunque, non può essere automaticamente trasformato in una previsione elettorale.

Un sentiment positivo non equivale a un voto.

Ma può indicare la capacità di un leader di suscitare attenzione, consenso, discussione e partecipazione sulle piattaforme digitali.

Ed è proprio questo il punto interessante della rilevazione.

Conte domina anche per le interazioni

Se il sentiment premia Conte, il vantaggio diventa ancora più netto quando si guarda al numero complessivo delle interazioni social.

Il leader del Movimento 5 Stelle arriva a 2 milioni e 225mila interazioni nel periodo analizzato.

Schlein è seconda, ma molto più distante, con 567mila.

Seguono Matteo Renzi con 455mila, Nicola Fratoianni con 374mila e Silvia Salis con 310mila.

La differenza tra Conte e Schlein, sotto questo profilo, è quindi molto più ampia rispetto a quella registrata nel sentiment.

È un elemento che merita attenzione perché interazioni e sentiment misurano fenomeni differenti.

Un contenuto può generare moltissime reazioni anche perché scatena una forte contrapposizione. Commenti, condivisioni e reazioni non sono necessariamente sinonimo di consenso.

Per questo il dato sulle interazioni non dovrebbe essere letto come una graduatoria di “chi piace di più”, ma come una fotografia della capacità di un personaggio politico di attivare la propria comunità digitale e alimentare il dibattito.

E in questa particolare dimensione Conte appare nettamente davanti agli avversari.

La vera sorpresa è Silvia Salis

Il risultato più politico della rilevazione, tuttavia, potrebbe essere quello di Silvia Salis.

La sindaca di Genova arriva al 25,7% di sentiment positivo, a soli 1,9 punti da Schlein e a 6,5 da Conte.

È un dato rilevante soprattutto perché Salis non è una leader di partito nazionale.

La sua forza deriva in larga misura dalla dimensione amministrativa e dalla riconoscibilità costruita attorno alla sua esperienza politica locale. L’ex atleta, già campionessa italiana di lancio del martello, è entrata nella politica nazionale come figura civica e progressista, mantenendo un profilo distinto rispetto alle tradizionali gerarchie dei partiti.

Il risultato della ricerca suggerisce che questa distanza dai partiti può trasformarsi, almeno sui social, in un vantaggio competitivo.

Salis può infatti essere percepita come una figura meno legata alle dinamiche interne delle organizzazioni politiche e più identificabile con un’esperienza amministrativa concreta.

Non significa che sia automaticamente candidata alla premiership.

Significa però che il suo nome, almeno nell’immaginario digitale del centrosinistra, non può più essere considerato marginale.

Onorato e Manfredi completano l’onda civica

La stessa tendenza emerge con Alessandro Onorato e Gaetano Manfredi.

Onorato raggiunge il 24,5% di sentiment positivo, mentre Manfredi arriva al 24%.

Sono percentuali che li collocano immediatamente dietro Salis e, soprattutto, davanti a quasi tutti i leader nazionali dei partiti progressisti.

Il dato di Onorato è particolarmente significativo perché rappresenta una figura legata alla dimensione civica e amministrativa romana.

Manfredi, invece, porta nella classifica il peso di una grande città come Napoli e di un’esperienza amministrativa costruita lontano dalle tradizionali leadership nazionali.

Il fenomeno potrebbe essere sintetizzato così: il campo largo digitale sembra premiare sempre più i sindaci e le figure civiche.

Non necessariamente perché siano più forti elettoralmente, ma perché riescono a presentarsi con un’identità più immediata.

Il sindaco è associato alla città che amministra. Il leader di partito è invece associato anche a una struttura politica, a una storia, a una linea nazionale e alle inevitabili polemiche che accompagnano ogni posizione.

La classifica dei leader di partito

Dopo Conte, Schlein e i tre civici, la graduatoria cambia sensibilmente.

Il primo dei leader di partito, escludendo Conte e Schlein, è Nicola Fratoianni, con un sentiment positivo del 20,5%.

Subito dopo si trova Enzo Maraio, segretario del Partito Socialista Italiano, al 19,8%.

Segue Matteo Renzi, al 19,3%.

Riccardo Magi e Angelo Bonelli chiudono il gruppo con il 18,3% ciascuno.

La distanza rispetto ai primi classificati è evidente.

Fratoianni, primo tra i leader di partito nella graduatoria successiva, si trova infatti a 11,7 punti da Conte.

Ancora più distante è il gruppo formato da Maraio, Renzi, Magi e Bonelli.

Questo non significa che questi personaggi abbiano un peso politico equivalente alle percentuali registrate.

Il loro consenso organizzato, parlamentare o elettorale può essere molto diverso.

La rilevazione fotografa infatti la percezione sui social, non i rapporti di forza nelle urne.

Ed è proprio questa distinzione che rende interessante il risultato.

Il campo largo non è ancora una coalizione

C’è un altro elemento da non perdere di vista.

Il cosiddetto campo largo non costituisce ancora un soggetto politico unitario.

Al suo interno convivono partiti con storie, programmi, elettorati e posizioni differenti. Movimento 5 Stelle, Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, forze centriste e componenti civiche possono convergere su alcune battaglie, ma non sono automaticamente una coalizione pronta a presentarsi agli elettori con un unico candidato.

La discussione sulla leadership, quindi, precede quella sulla candidatura vera e propria.

Ed è proprio per questo che le rilevazioni sulla popolarità dei singoli esponenti acquistano un peso particolare.

Se in futuro si arrivasse a una selezione del candidato premier attraverso primarie, i rapporti di forza personali potrebbero diventare uno degli elementi della competizione.

Ma oggi è ancora prematuro trasformare la classifica Spin Factor in una previsione sulle primarie.

Conte ha un vantaggio, ma la partita resta aperta

Il 32,2% di Conte rappresenta un segnale forte, ma non chiude la partita.

Il presidente M5S dispone di un vantaggio sia nel sentiment sia nelle interazioni, ma la coalizione progressista non coincide con la comunità digitale del Movimento 5 Stelle.

La domanda politica decisiva sarebbe un’altra: quanto del consenso personale di Conte sarebbe trasferibile a un’alleanza più ampia?

È un interrogativo cruciale.

Un candidato può essere molto popolare all’interno del proprio elettorato e incontrare invece maggiori difficoltà quando deve parlare a una coalizione composta da culture politiche differenti.

La stessa domanda vale per Schlein.

Il 27,6% rappresenta una seconda posizione, ma la segretaria Pd guida il partito con la maggiore struttura organizzativa dell’area progressista.

Social e territorio sono due dimensioni diverse della politica.

La prima misura velocità, visibilità e capacità di mobilitazione. La seconda richiede organizzazione, amministratori, militanti, consenso locale e capacità di costruire alleanze.

Per Schlein il dato è un campanello d’allarme

Il risultato non può essere automaticamente interpretato come una bocciatura della segretaria dem.

Ma certamente rappresenta un elemento politico da osservare con attenzione.

Schlein è seconda tra i leader del campo progressista e seconda anche per numero di interazioni. Il problema, per il Pd, è che alle sue spalle stanno emergendo figure che non appartengono alla tradizionale nomenclatura nazionale e che riescono a intercettare un consenso digitale significativo.

Salis è il caso più evidente.

La sua percentuale, 25,7%, è soltanto 1,9 punti inferiore a quella di Schlein.

Se a questo si aggiungono Onorato e Manfredi, emerge un quadro nel quale il blocco civico occupa tre delle prime cinque posizioni.

È forse questo il dato destinato a lasciare la traccia politica più lunga.

Perché i civici funzionano sui social

La politica digitale tende a premiare messaggi semplici, personalità riconoscibili e storie facilmente raccontabili.

Un amministratore locale può costruire la propria comunicazione attorno a una città, a un progetto, a un risultato concreto.

Un leader di partito deve invece parlare contemporaneamente di alleanze, politica nazionale, Parlamento, opposizione, governo e rapporti interni.

La comunicazione diventa inevitabilmente più complessa.

I civici possono quindi beneficiare di una narrazione più personale e meno ideologica.

È il motivo per cui la presenza di Salis, Onorato e Manfredi nella parte alta della classifica merita di essere letta come qualcosa di più di una curiosità statistica.

Potrebbe indicare una domanda di volti nuovi e profili amministrativi all’interno dell’elettorato progressista digitale.

Ma i social non sono un sondaggio elettorale

È il punto da ribadire con maggiore forza.

La ricerca Spin Factor non misura intenzioni di voto.

Misura il sentiment positivo associato ai protagonisti politici sui social e, separatamente, il volume delle interazioni.

Sono strumenti utili per capire il clima digitale, ma non possono sostituire un sondaggio demoscopico né, tantomeno, anticipare un risultato elettorale.

Una persona può commentare negativamente un politico e contribuire comunque a far crescere la sua visibilità.

Allo stesso modo, un candidato può avere un’ottima reputazione sui social senza riuscire a trasformarla in consenso elettorale.

Il rapporto va quindi letto come una fotografia della conversazione digitale sul campo progressista, non come una previsione delle prossime elezioni.

La distanza tra consenso e visibilità

Il caso Conte mostra perfettamente questa distinzione.

Con 2,225 milioni di interazioni, il leader M5S è nettamente davanti a tutti.

Schlein si ferma a 567mila, Renzi a 455mila, Fratoianni a 374mila e Salis a 310mila.

La sproporzione è evidente.

Conte non soltanto raccoglie il sentiment positivo più elevato, ma genera una quantità di conversazioni molto superiore rispetto agli altri protagonisti.

Questo può dipendere dalla dimensione della sua comunità online, dalla frequenza dei contenuti, dall’attualità dei temi affrontati e dalla maggiore polarizzazione che spesso accompagna la sua comunicazione.

Il numero, da solo, non permette di stabilire quale di questi fattori abbia inciso maggiormente.

Ma conferma una cosa: Conte è oggi il principale catalizzatore della conversazione social nel campo progressista.

Una competizione che potrebbe cambiare ancora

La fotografia è quella di un momento preciso: dall’11 luglio al 10 agosto.

La politica italiana, però, è particolarmente sensibile agli eventi.

Una crisi di governo, una campagna elettorale, una polemica, un risultato amministrativo o una nuova alleanza possono modificare rapidamente il sentiment online.

Per questo la classifica va considerata come una tappa di un percorso, non come un verdetto definitivo.

La stessa ascesa dei civici potrebbe essere temporanea oppure diventare una tendenza strutturale.

Tutto dipenderà da quanto Salis, Onorato e Manfredi saranno effettivamente coinvolti nella costruzione nazionale del campo progressista e da quanto i partiti saranno disposti ad aprire la competizione a personalità esterne alle proprie strutture.

La domanda che il campo largo dovrà affrontare

Alla fine, il dato social pone una domanda molto concreta.

Il prossimo candidato del centrosinistra dovrà essere necessariamente il leader di uno dei partiti che compongono la coalizione?

Oppure il campo largo potrebbe puntare su una figura civica, capace di parlare a più elettorati contemporaneamente?

La classifica non fornisce una risposta.

Ma offre un’indicazione: tra gli utenti che compongono la conversazione politica digitale, le figure civiche non sono più comparse di secondo piano.

Salis è terza, Onorato quarto, Manfredi quinto. E davanti a loro restano soltanto Conte e Schlein.

È una fotografia difficile da ignorare.

Conte-Schlein, ma il terzo incomodo è già arrivato

La sfida più raccontata resta quella tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein.

Il rapporto Spin Factor, però, suggerisce che la partita del campo largo potrebbe essere più affollata di quanto appaia.

Conte parte davanti con il 32,2%, Schlein segue con il 27,6%, mentre Salis arriva al 25,7%. Onorato e Manfredi superano entrambi il 24%. Tra i leader di partito, Fratoianni è il primo con il 20,5%.

Sono numeri che raccontano un centrosinistra nel quale la competizione non passa più soltanto attraverso le segreterie dei partiti.

La partita si gioca anche sulla capacità di costruire una relazione diretta con il pubblico.

E sui social, almeno per il periodo analizzato, Giuseppe Conte è il nome che riesce a occupare più spazio e a raccogliere il sentiment positivo più elevato.

Ma la vera sorpresa è un’altra: dietro i due leader nazionali cresce una generazione di figure civiche che potrebbe contribuire a cambiare la geografia del campo progressista.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi, la prossima sfida non sarebbe più soltanto Conte contro Schlein.

Potrebbe diventare una competizione molto più ampia tra leader di partito e amministratori civici, tra apparati nazionali e consenso costruito dal territorio.

Ed è proprio qui che il dato social diventa politicamente interessante: prima ancora di scegliere il candidato, il campo largo sembra dover decidere quale tipo di leadership vuole offrire agli elettori.

12 Agosto 2026 ( modificato il 13 Agosto 2026 | 0:58 )
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