Elisir dei frati: la ricetta con coca e kola simile alla Coca Cola
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Toggle🌐 Elisir vinoso ricostituente, scoperta nell’archivio della farmacia di San Marco a Firenze: un’antica ricetta dell’Ottocento contiene foglie di coca boliviana e noce di kola, gli stessi ingredienti alla base del celebre preparato da cui nacque la Coca Cola.
Un antico documento riemerso dagli archivi di una storica farmacia fiorentina riaccende una curiosità che intreccia medicina, tradizione conventuale e storia delle bevande più famose al mondo. Un foglietto pubblicitario della metà dell’Ottocento, ritrovato durante il riordino del patrimonio storico della farmacia del convento di San Marco a Firenze, descrive infatti un preparato chiamato “Elixir vinoso ricostituente”, realizzato con due ingredienti destinati a diventare celebri anche nella storia della Coca Cola: foglie di coca boliviana e noce di kola.
La scoperta, raccontata dai padri domenicani del convento e riportata dal settimanale Toscana Oggi, non dimostra un collegamento diretto tra la ricetta dei frati e la nascita della celebre bevanda americana. Tuttavia, il ritrovamento offre un interessante spaccato sulla diffusione, già nell’Ottocento, di sostanze naturali considerate energizzanti e terapeutiche.
Il documento apre così una nuova pagina della storia della farmacia tradizionale, mostrando come alcuni ingredienti oggi immediatamente associati alla Coca Cola fossero già utilizzati in Europa come rimedi contro stanchezza e debilitazione.
La scoperta nell’antica farmacia di San Marco a Firenze
Il ritrovamento è avvenuto negli archivi della farmacia del convento di San Marco, uno dei luoghi storici più importanti della tradizione farmaceutica fiorentina. La struttura, legata al convento domenicano situato nel cuore di Firenze, conserva da secoli documenti, preparati e testimonianze dell’attività dei religiosi nel campo della cura e della preparazione di rimedi naturali.

A individuare il documento è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, durante un’attività di riordino del patrimonio storico custodito negli archivi.
Il reperto consiste in un foglietto pubblicitario ottocentesco che presenta le caratteristiche di un prodotto commerciale dell’epoca, illustrandone proprietà e modalità di preparazione. Il testo descrive un elisir destinato a chi aveva bisogno di recuperare energie fisiche e mentali.
Una testimonianza apparentemente semplice, ma che assume oggi un valore particolare per la presenza di due elementi molto specifici: la coca e la kola, ingredienti che pochi anni dopo sarebbero entrati nella storia della grande industria delle bevande.
La ricetta dell’elisir: coca boliviana e noce di kola
Secondo quanto riportato nel documento ritrovato a Firenze, l’Elixir vinoso ricostituente veniva preparato utilizzando 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana, lasciate in infusione all’interno di un litro di miscela alcolica.
Nella descrizione dell’epoca, il prodotto veniva presentato come un tonico in grado di contrastare diversi disturbi: dalla stanchezza fisica e mentale al mal di testa, fino agli stati di debolezza legati all’età avanzata o a periodi di particolare affaticamento.
Nel contesto medico dell’Ottocento, molte sostanze naturali venivano utilizzate per le loro presunte proprietà stimolanti. La coca, in particolare, era conosciuta in Sud America da secoli per il suo utilizzo tradizionale nelle popolazioni andine, mentre la noce di kola era apprezzata per il suo contenuto naturale di caffeina.
La combinazione dei due ingredienti rappresentava quindi una formula coerente con la ricerca dell’epoca di rimedi capaci di aumentare energia e resistenza.
Gli stessi ingredienti del preparato che precedette la Coca Cola
Il collegamento più curioso riguarda la somiglianza tra questa ricetta e il French Wine Coca, il preparato creato dal farmacista americano John Stith Pemberton negli anni Ottanta dell’Ottocento.
Secondo la ricostruzione storica, proprio quel prodotto, contenente estratti di coca e altri ingredienti stimolanti, rappresentò il punto di partenza per la nascita della Coca Cola nel 1886.
L’elisir conservato a Firenze sarebbe quindi antecedente di alcuni anni rispetto alla formula di Pemberton e conterrebbe gli stessi elementi chiave: foglie di coca e noce di kola.
Tuttavia, gli studiosi e i responsabili del convento sottolineano un aspetto fondamentale: non esistono documenti che dimostrino un rapporto diretto tra il preparato dei frati domenicani e la ricetta della Coca Cola.
La somiglianza riguarda dunque gli ingredienti utilizzati, non una prova di derivazione o ispirazione diretta.

Un viaggio nella medicina dell’Ottocento
La scoperta permette soprattutto di comprendere meglio il mondo della farmacia ottocentesca, un periodo nel quale i confini tra rimedio medicinale, tonico ricostituente e prodotto commerciale erano molto diversi rispetto a oggi.
Le farmacie non erano soltanto luoghi dove acquistare medicinali, ma veri laboratori nei quali venivano sperimentate e preparate formule a base di erbe, estratti vegetali, spezie e sostanze provenienti da ogni parte del mondo.
L’arrivo in Europa di ingredienti esotici come la coca sudamericana e la kola africana alimentò la nascita di numerosi prodotti destinati a combattere la fatica e migliorare le prestazioni fisiche.
Gli elisir ricostituenti erano particolarmente diffusi tra la popolazione urbana e venivano spesso pubblicizzati come soluzioni contro debolezza, stress e perdita di energie.
In questo contesto si inserisce anche il documento conservato a San Marco: una testimonianza di un’epoca nella quale la ricerca di benessere passava attraverso preparati naturali e formule considerate innovative.
La farmacia di San Marco, un patrimonio storico di Firenze
La scoperta aggiunge un nuovo elemento al valore storico della farmacia del convento di San Marco, un luogo che conserva una lunga tradizione legata alla conoscenza delle erbe medicinali e alla preparazione di rimedi.
Il convento stesso rappresenta una delle testimonianze più importanti della presenza domenicana a Firenze e custodisce un patrimonio culturale che comprende manoscritti, opere artistiche e documenti legati alla vita religiosa e scientifica.
Il ritrovamento dell’elisir dimostra ancora una volta come gli archivi storici possano custodire informazioni capaci di raccontare aspetti inattesi della società del passato.
Un piccolo foglietto pubblicitario, rimasto dimenticato per oltre un secolo, è così diventato una finestra su un mondo fatto di ricerca farmaceutica, commercio internazionale e prime forme di industria del benessere.

Tra curiosità storica e leggenda sulla nascita della Coca Cola
La vicenda dell’elisir fiorentino ha inevitabilmente attirato l’attenzione per il possibile legame con la Coca Cola, una delle bevande più conosciute al mondo. Il fascino della storia nasce proprio dalla coincidenza degli ingredienti e dalla vicinanza temporale tra il preparato italiano e il lavoro di Pemberton negli Stati Uniti.
Ma la prudenza degli esperti resta fondamentale: avere gli stessi ingredienti non significa avere la stessa ricetta.
La nascita della Coca Cola è il risultato di un percorso specifico legato alla storia industriale americana, mentre l’elisir di San Marco appartiene alla tradizione delle preparazioni farmaceutiche ottocentesche.
Resta però una coincidenza storica affascinante: nello stesso periodo in cui farmacisti e speziali cercavano nuovi rimedi contro la stanchezza, alcune delle sostanze utilizzate stavano per entrare nell’immaginario collettivo globale.
Oggi quel piccolo documento ritrovato a Firenze rappresenta quindi non soltanto una curiosità legata alla Coca Cola, ma soprattutto una testimonianza del rapporto tra scienza, tradizione e innovazione che ha attraversato la storia della farmacia europea.
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