5:05 am, 7 Agosto 26 calendario

Sparatoria in Thailandia: 8 morti, cinque sono insegnanti

Di: Viviana Solari

🌐 Sparatoria in Thailandia, tragedia a una scuola di Nonthaburi: un 14enne avrebbe ucciso i nonni prima di aprire il fuoco nell’istituto. Cinque insegnanti sono morti, il ragazzo si è tolto la vita. Il bilancio dei feriti resta in aggiornamento.

La Thailandia è sotto shock dopo una sparatoria avvenuta in una scuola di Nonthaburi, provincia situata a nord-ovest di Bangkok. La mattina di venerdì 7 agosto, un ragazzo di 14 anni, studente dell’istituto, avrebbe aperto il fuoco all’interno della Debsirin Nonthaburi School dopo aver ucciso i propri nonni nella loro abitazione.

Il bilancio più aggiornato parla di otto morti complessivi, comprendendo il giovane autore della sparatoria, i suoi due nonni e cinque insegnanti. Il numero delle persone ferite è invece ancora oggetto di aggiornamenti: le autorità hanno riferito di almeno 22-23 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche.

La sequenza dei fatti ha trasformato una normale mattinata scolastica in una delle più gravi tragedie legate alle armi da fuoco mai avvenute in una scuola thailandese. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire non soltanto la dinamica dell’attacco, ma anche come un minorenne sia riuscito a entrare in possesso dell’arma e che cosa abbia preceduto il gesto.

Sparatoria in Thailandia, la mattina di terrore a Nonthaburi

L’attacco si è verificato nella Debsirin Nonthaburi School, nel distretto di Bang Kruai, nell’area metropolitana di Bangkok. Secondo le ricostruzioni disponibili, gli spari sarebbero iniziati intorno alle 10 del mattino, quando nell’istituto erano presenti studenti, insegnanti e personale scolastico.

La scuola è un istituto di grandi dimensioni: durante l’anno scolastico 2025 contava circa 3.100 studenti e 147 insegnanti. Per molti di loro, quella che avrebbe dovuto essere una normale giornata di lezioni si è trasformata in una corsa alla ricerca di un luogo sicuro.

Dalle testimonianze raccolte emerge un primo momento di incredulità. Alcuni studenti hanno raccontato di aver pensato inizialmente a petardi o rumori provenienti dall’esterno, prima di rendersi conto che si trattava di colpi d’arma da fuoco.

Poi il panico.

Gli studenti sono fuggiti dagli edifici, mentre altri si sono barricati nelle aule. In alcuni casi, porte e mobili sono stati utilizzati per impedire l’accesso ai locali. Una classe sarebbe rimasta chiusa per circa mezz’ora, fino all’arrivo della polizia che ha comunicato agli studenti che era possibile uscire.

Il 14enne avrebbe ucciso prima i nonni

La ricostruzione della polizia indica che la sparatoria nella scuola sarebbe stata preceduta da un’altra tragedia.

Gli investigatori ritengono che il 14enne abbia sparato e ucciso i suoi due nonni nella loro abitazione. Successivamente avrebbe raggiunto la scuola portando con sé la pistola appartenuta al nonno.

La dinamica dell’accesso all’arma rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta. Secondo le prime informazioni diffuse dagli investigatori, la pistola era regolarmente registrata a nome del nonno, descritto come un insegnante in pensione. L’arma sarebbe stata custodita in casa e il ragazzo avrebbe avuto modo di prenderla da un armadietto chiuso.

È un elemento destinato ad alimentare il dibattito sulla circolazione delle armi in Thailandia, soprattutto quando coinvolge minori e famiglie che possiedono legalmente pistole.

La polizia ha inoltre riferito che il giovane avrebbe sparato almeno 26 colpi e che sul posto sarebbero stati recuperati altri 34 proiettili.

Non è ancora chiaro, invece, quale sia stata la motivazione precisa dell’attacco.

Cinque insegnanti tra le vittime

La parte più drammatica della ricostruzione riguarda le vittime all’interno della scuola.

Le autorità hanno precisato che i cinque morti nell’istituto erano insegnanti e membri del personale scolastico. Il bilancio complessivo sale così a otto persone includendo i due nonni del ragazzo e il 14enne, morto dopo essersi sparato.

Nelle ore immediatamente successive alla sparatoria, le informazioni sul numero dei morti sono cambiate più volte. Una prima comunicazione parlava di sei vittime nella scuola, prima che il dato venisse rivisto a cinque. Anche il numero dei feriti è rimasto in evoluzione, con fonti che hanno indicato cifre comprese tra 15 e oltre 20 persone.

Il dato più recente riportato dalle autorità locali parla di almeno 22 feriti, mentre Reuters riferisce di 23 persone ferite. Alcuni pazienti sono stati ricoverati in condizioni gravi.

Questa continua revisione dei numeri riflette la complessità delle operazioni di soccorso e della successiva identificazione delle vittime.

Il ragazzo si è suicidato dopo l’attacco

L’episodio si è concluso con la morte del giovane autore.

Secondo la ricostruzione fornita dagli operatori di emergenza, il 14enne si sarebbe sparato alla testa dopo l’attacco. I soccorritori lo avrebbero raggiunto ancora in vita e avrebbero tentato di rianimarlo, ma non è stato possibile salvarlo.

La morte del sospettato rende ancora più complesso comprendere che cosa abbia determinato la sua decisione di attaccare la scuola. Gli investigatori stanno analizzando il suo computer e la sua attività online per ricostruire eventuali segnali precedenti alla strage.

Secondo le informazioni diffuse nelle ore successive, sarebbero emersi elementi che indicano un possibile interesse del ragazzo per precedenti sparatorie di massa negli Stati Uniti. Gli investigatori hanno però sottolineato che si tratta di elementi investigativi e che il movente non è stato ancora accertato.

È importante, quindi, evitare collegamenti automatici tra questi elementi e le ragioni dell’attacco: saranno le indagini a stabilire se vi sia stato un rapporto effettivo.

“Non era noto per essere aggressivo”

Uno degli aspetti che hanno colpito maggiormente l’opinione pubblica riguarda il profilo del giovane.

Le prime testimonianze raccolte nell’ambiente scolastico non lo descrivono come uno studente abitualmente violento. Una testimonianza riportata nelle prime ore dell’emergenza lo definiva un ragazzo con un buon rendimento scolastico e non noto per comportamenti aggressivi.

È proprio questa apparente distanza tra il comportamento quotidiano e la violenza dell’attacco a rendere difficile una lettura immediata della vicenda.

La ricerca delle cause, tuttavia, non può ridursi a una singola spiegazione. Eventuali difficoltà scolastiche, condizioni personali, dinamiche familiari, accesso alle armi, esposizione a contenuti violenti e attività online dovranno essere valutati separatamente e soltanto sulla base di elementi verificati.

Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha parlato di una tragedia che ha sconvolto il Paese e ha disposto interventi per rafforzare i controlli sulle armi illegali e riesaminare le misure di sicurezza nelle scuole e in altri luoghi pubblici.

La Thailandia torna a interrogarsi sulle armi

La tragedia di Nonthaburi arriva in un Paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare diverse sparatorie di massa.

La Thailandia possiede una quantità di armi da fuoco particolarmente elevata rispetto ad altri Paesi del Sud-Est asiatico. Reuters, citando una stima del Small Arms Survey, indica circa 10,3 milioni di armi detenute da civili, equivalenti a circa 15 armi ogni 100 abitanti.

Il tema era già tornato al centro dell’attenzione dopo la sparatoria del 2023 in un centro commerciale di Bangkok, quando un altro 14enne aveva ucciso due persone e ne aveva ferite altre cinque. In seguito a quell’episodio furono annunciate misure per rafforzare la regolamentazione delle armi, compresi nuovi requisiti e restrizioni per l’accesso ai poligoni da parte dei minori di 20 anni.

La tragedia di Nonthaburi rischia ora di riaprire quella discussione, con una domanda particolarmente delicata: quanto è efficace il controllo sull’accesso alle armi quando una pistola legalmente detenuta da un adulto finisce nelle mani di un minorenne?

È una questione che va oltre la singola scuola e riguarda la sicurezza domestica, la custodia delle armi e la capacità delle istituzioni di intercettare situazioni potenzialmente pericolose prima che degenerino.

La seconda sparatoria in una scuola thailandese nel 2026

L’attacco di Nonthaburi non è un episodio isolato nel calendario di quest’anno.

Nel febbraio 2026, infatti, una sparatoria aveva colpito una scuola nel sud della Thailandia. In quell’occasione era morto un insegnante e uno studente era rimasto ferito. L’episodio di Bang Kruai rappresenta dunque la seconda sparatoria in una scuola thailandese nel 2026, secondo la ricostruzione di Reuters.

Il dato assume un peso particolare perché le scuole sono luoghi nei quali la percezione di sicurezza è normalmente molto elevata. Quando la violenza entra in un istituto scolastico, l’impatto non riguarda soltanto le vittime dirette, ma un’intera comunità: studenti, famiglie, docenti, personale e soccorritori.

Nel caso di Debsirin Nonthaburi, le immagini diffuse dopo l’attacco hanno mostrato studenti evacuati, ambulanze, soccorritori e forze dell’ordine impegnati a mettere in sicurezza l’area.

Le indagini cercano ancora una risposta

Restano molte domande senza risposta.

La prima riguarda il movente. Le autorità stanno esaminando i dispositivi elettronici e l’attività online del ragazzo, oltre alle sue relazioni familiari e scolastiche.

La seconda riguarda l’arma. Se la pistola apparteneva legalmente al nonno, gli investigatori dovranno stabilire con precisione come sia stata sottratta dalla custodia e quali fossero le condizioni di conservazione.

La terza riguarda eventuali segnali precedenti. Gli investigatori dovranno distinguere con attenzione ciò che può essere considerato un campanello d’allarme da ciò che appartiene semplicemente alla vita privata di un adolescente.

Per ora, dunque, ogni spiegazione definitiva sarebbe prematura.

Quello che appare certo è che una mattina di agosto si è trasformata in una tragedia che ha colpito al cuore una comunità scolastica. Cinque insegnanti non sono tornati a casa, due anziani sono stati uccisi prima dell’attacco e il giovane responsabile è morto al termine della sparatoria.

Il resto della storia sarà scritto dalle indagini. Ma per la Thailandia, il punto non sarà soltanto capire cosa abbia spinto un ragazzo di 14 anni a compiere un gesto così devastante. Sarà anche capire come impedire che un’arma finisca nelle mani di chi non dovrebbe poterla utilizzare e come rafforzare la sicurezza senza trasformare le scuole in luoghi dominati dalla paura.

In una giornata segnata dal lutto, questa è la domanda che ora resta aperta.

7 Agosto 2026
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