6:08 pm, 13 Luglio 26 calendario

Medicina, semestre aperto 2026: iscrizioni al via e novità

Di: Alessandra Puzzo

🌐 Medicina semestre aperto 2026: aperte le iscrizioni al nuovo percorso di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Ecco tutte le novità su domanda, calendario, esami, graduatoria nazionale e immatricolazione per l’anno accademico 2026/2027.

L’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria entra in una nuova fase. Con l’apertura delle iscrizioni al Semestre aperto 2026, prende ufficialmente il via il sistema che punta a sostituire definitivamente il tradizionale test di ingresso con un percorso universitario basato sulla frequenza delle lezioni e sul superamento degli esami.

Per migliaia di studenti italiani si tratta di un appuntamento decisivo. Da quest’anno il modello viene confermato, ma introduce anche importanti modifiche che riguardano l’organizzazione delle lezioni, le modalità di iscrizione, la gestione della graduatoria nazionale e lo svolgimento delle prove finali.

L’obiettivo del Ministero dell’Università e della Ricerca è quello di rendere il sistema più flessibile, garantendo agli studenti un periodo di preparazione più lungo e criteri di valutazione ancora più trasparenti.

Iscrizioni aperte: quando presentare la domanda

Le iscrizioni al Semestre aperto 2026 saranno disponibili attraverso il portale Universitaly e potranno essere presentate fino al 3 agosto. Il pagamento del contributo di iscrizione dovrà invece essere completato entro il 5 agosto.

Si tratta del primo passaggio obbligatorio per tutti gli aspiranti medici, odontoiatri e veterinari che intendono partecipare al nuovo sistema di selezione.

Durante la procedura gli studenti dovranno compilare una domanda più articolata rispetto al passato, indicando in anticipo le possibili destinazioni universitarie nelle quali intendono immatricolarsi in caso di collocazione utile nella graduatoria nazionale.

La novità più importante: almeno dieci sedi da indicare

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda proprio la fase di iscrizione.

Ogni candidato dovrà selezionare almeno dieci sedi universitarie, ordinate secondo le proprie preferenze, nelle quali potrà essere successivamente immatricolato.

La misura nasce con l’obiettivo di rendere più efficiente l’assegnazione dei posti disponibili sul territorio nazionale, limitando rinunce e scorrimenti delle graduatorie.

Contestualmente sarà necessario indicare anche un corso affine sul quale concorrere qualora non si riesca ad accedere direttamente a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria.

Per questo corso alternativo dovranno essere espresse almeno cinque preferenze di sede, salvo il caso degli studenti già iscritti a uno dei corsi affini previsti dalla normativa.

Come funziona il semestre aperto

Il nuovo modello cambia profondamente l’approccio all’accesso universitario.

Non esiste più un unico test preliminare che decide il destino degli studenti in poche ore. Al suo posto arriva un semestre di frequenza, durante il quale tutti gli iscritti seguono gli insegnamenti fondamentali e vengono valutati attraverso esami universitari.

La definitiva immatricolazione dipenderà infatti dal superamento delle prove previste nelle tre discipline fondamentali:

  • Fisica
  • Chimica e Propedeutica Biochimica
  • Biologia

L’idea alla base della riforma è premiare la preparazione costruita nel tempo piuttosto che una singola prestazione concentrata in una giornata di test.

Il calendario del semestre 2026

Anche il calendario accademico viene modificato rispetto alla sperimentazione dello scorso anno.

Le attività didattiche inizieranno il 1° settembre e termineranno entro dieci giorni dal primo appello d’esame.

Il nuovo cronoprogramma offre agli studenti un periodo di preparazione più ampio.

Le principali date sono:

  • 1 settembre: inizio delle lezioni;
  • 10 dicembre: primo appello degli esami;
  • 23 dicembre: pubblicazione dei risultati;
  • 11 gennaio: secondo appello;
  • 20 gennaio: pubblicazione degli esiti finali.

L’allungamento delle lezioni rappresenta una delle richieste maggiormente avanzate dagli studenti durante il primo anno di sperimentazione del semestre aperto.

Esami: struttura confermata ma con tempi più lunghi

Resta invariata l’impostazione delle prove finali, mentre cambia il tempo concesso ai candidati.

Ogni esame sarà composto da 31 quesiti, suddivisi in:

  • 10 domande a completamento;
  • 21 quesiti a risposta multipla.

Il punteggio massimo conseguibile rimane 30 e lode.

Anche il sistema di valutazione non cambia:

  • 1 punto per ogni risposta corretta;
  • -0,1 punti per ogni risposta errata;
  • 0 punti per le risposte non date.

La vera novità riguarda però la durata della prova.

Gli studenti avranno 50 minuti per completare ciascun esame, ovvero cinque minuti in più rispetto allo scorso anno.

Inoltre, tra una prova e l’altra sarà prevista una pausa di 30 minuti, raddoppiata rispetto all’edizione precedente.

L’intento è quello di consentire una gestione meno stressante delle verifiche, favorendo concentrazione e rendimento.

Una graduatoria nazionale divisa in tre sezioni

Anche il sistema di formazione della graduatoria nazionale viene confermato, mantenendo una struttura articolata in tre sezioni.

Nella prima saranno inseriti gli studenti che avranno superato tutti e tre gli esami.

La seconda comprenderà coloro che avranno ottenuto almeno due votazioni pari o superiori a 18/30.

Infine, la terza sezione raccoglierà i candidati che avranno superato un solo esame.

All’interno di ciascuna fascia gli studenti saranno ordinati esclusivamente in base al punteggio complessivo conseguito.

Questo sistema consente di valorizzare il percorso svolto durante il semestre, differenziando il livello di preparazione raggiunto dai candidati.

Conta automaticamente il voto migliore

Tra le modifiche più apprezzate compare anche quella relativa al calcolo del punteggio valido per la graduatoria.

Nel caso in cui uno studente sostenga due volte la stessa prova, sarà preso in considerazione automaticamente il risultato migliore, purché superiore a 18/30.

La scelta elimina qualsiasi necessità di opzioni o rinunce preventive da parte degli studenti e garantisce una valutazione più favorevole del percorso svolto.

Si tratta di una misura pensata per ridurre l’impatto emotivo del primo tentativo e valorizzare eventuali miglioramenti ottenuti nella seconda sessione.

Crediti recuperabili anche dopo la graduatoria

Il sistema mantiene anche una delle caratteristiche già introdotte nella prima sperimentazione.

Gli studenti che risultino collocati utilmente nella graduatoria nazionale ma che non abbiano ancora superato uno o due esami potranno recuperare i crediti formativi mancanti presso l’università assegnata.

L’integrazione dovrà avvenire entro i tempi stabiliti per consentire l’iscrizione al secondo semestre del corso di laurea.

Questa possibilità evita che un singolo esame comprometta definitivamente il percorso universitario di candidati che abbiano comunque dimostrato una preparazione complessiva adeguata.

Preparazione gratuita: disponibile la piattaforma online

Parallelamente all’avvio del semestre, resta attiva la piattaforma nazionale dedicata alla preparazione degli studenti.

Il portale mette gratuitamente a disposizione:

  • materiale didattico;
  • esercitazioni guidate;
  • strumenti di autovalutazione;
  • simulazioni degli esami;
  • moduli formativi aggiornati progressivamente.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Ministero dell’Università, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e Consorzio Interuniversitario Cisia.

L’obiettivo è offrire a tutti gli studenti un supporto uniforme, indipendentemente dall’ateneo scelto.

Perché cambia l’accesso a Medicina

Il semestre aperto rappresenta una delle riforme più significative degli ultimi anni nel sistema universitario italiano.

Per molto tempo l’accesso ai corsi di Medicina è stato affidato a un test nazionale caratterizzato da un numero limitato di posti e da una prova unica spesso contestata.

Con il nuovo modello il percorso di selezione si sposta all’interno dell’università, premiando la preparazione maturata attraverso mesi di studio e di frequenza.

Secondo l’impostazione della riforma, questa soluzione dovrebbe consentire una valutazione più completa delle competenze degli studenti, riducendo il peso della singola giornata di esame.

Naturalmente il confronto sul nuovo sistema resta aperto. Da una parte c’è chi considera il semestre aperto un’opportunità per rendere l’accesso più meritocratico; dall’altra non mancano osservazioni sulla sostenibilità organizzativa per gli atenei e sulla gestione delle graduatorie nazionali.

Cosa devono fare adesso gli studenti

Per gli aspiranti medici il prossimo mese sarà fondamentale.

La prima scadenza riguarda la presentazione della domanda entro il 3 agosto, seguita dal pagamento del contributo entro il 5 agosto.

Successivamente inizierà il semestre universitario, con lezioni intensive che accompagneranno gli studenti fino agli esami di dicembre e gennaio.

Da quei risultati dipenderà la posizione nella graduatoria nazionale e, di conseguenza, la possibilità di accedere definitivamente ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Per migliaia di diplomati il semestre aperto non rappresenta soltanto una nuova modalità di selezione, ma il primo vero banco di prova del percorso universitario. La riforma punta infatti a trasformare l’accesso alle professioni sanitarie in un percorso costruito sul merito, sulla preparazione continua e sulla capacità di affrontare esami universitari reali fin dai primi mesi di studio.

13 Luglio 2026
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