10:44 pm, 3 Giugno 26 calendario

Festival Fundraising 2026 a Riccione: AI e nuove strategie

Di: Mascia Consorte
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🌐 Festival del Fundraising 2026: a Riccione prende il via la 19ª edizione tra innovazione, AI e nuove strategie per il Terzo Settore.

Riccione capitale europea del fundraising e dell’innovazione sociale

È iniziata ufficialmente al Palacongressi di Riccione la 19ª edizione del Festival del Fundraising, il principale appuntamento europeo dedicato alla raccolta fondi e all’evoluzione del Terzo Settore.

Per tre giorni la città romagnola ospita migliaia di professionisti, dirigenti di organizzazioni nonprofit, volontari, aziende e fondazioni impegnati a ridefinire modelli di sostenibilità, comunicazione e impatto sociale. L’edizione 2026 si conferma come una delle più attese degli ultimi anni, con un programma fitto di oltre 100 sessioni formative, workshop e momenti di confronto.

Al centro dell’evento emerge un messaggio chiaro: il fundraising non è più solo raccolta di risorse, ma costruzione di relazioni, cultura e fiducia.

Apertura istituzionale e visione strategica del settore

Il taglio del nastro ha visto la partecipazione di Stefano Malfatti e dell’assessore al Turismo del Comune di Riccione Mattia Guidi, a sottolineare il ruolo sempre più rilevante dell’evento anche per il territorio.

Subito dopo, il palco principale ha accolto Alan Clayton, una delle voci più autorevoli a livello globale sullo sviluppo organizzativo nel settore nonprofit.

Il suo intervento ha posto l’accento su un concetto destinato a influenzare sempre più le strategie delle organizzazioni: la separazione funzionale tra attività operative e fundraising non è un limite, ma una condizione necessaria per crescere.

Clayton ha definito le organizzazioni più efficaci come realtà capaci di essere “two businesses, one mission”, due strutture complementari che condividono una sola direzione strategica. La crescita, ha sottolineato, dipende dalla capacità di allineare leadership, visione e decisioni attorno a un unico scopo.

Il messaggio è diretto e incisivo: “Purpose is boss”, la finalità sociale guida ogni scelta, non il contrario.

Il fundraising tra relazione, tecnologia e nuove generazioni

Il pomeriggio ha segnato il passaggio dalla teoria alla pratica, con una serie di sessioni dedicate alle sfide più attuali del settore.

Tra gli interventi più seguiti quello di Tammy Zonker, che ha approfondito le strategie per trasformare una semplice richiesta di donazione in una relazione duratura con grandi donatori.

Il tema della relazione torna centrale anche nella sessione dedicata all’intelligenza artificiale, guidata da Darian Rodriguez Heyman, che ha analizzato opportunità e rischi dell’AI nel lavoro quotidiano delle organizzazioni.

L’intelligenza artificiale viene descritta non come sostituto dell’intuizione umana, ma come amplificatore di capacità operative e strategiche. Il punto critico non è la tecnologia, ma la governance del suo utilizzo.

Parallelamente, altri workshop hanno affrontato temi cruciali per il futuro del settore: la fidelizzazione dei donatori con Rachel Muir, l’utilizzo dei social media con Julia Campbell e il coinvolgimento delle nuove generazioni con Bill Stanczykiewicz.

Gen Z, digitalizzazione e nuove logiche di engagement

Uno dei nodi centrali emersi nelle sessioni pomeridiane riguarda il rapporto tra nonprofit e nuove generazioni.

La Gen Z non risponde più ai modelli tradizionali di comunicazione istituzionale. Cerca autenticità, trasparenza e impatto verificabile. In questo contesto, il fundraising deve evolvere verso forme narrative più immediate, partecipative e coerenti con i linguaggi digitali.

Il cambiamento non riguarda solo i canali, ma il modo in cui le organizzazioni costruiscono fiducia nel tempo.

L’engagement non si misura più solo in donazioni, ma in partecipazione attiva, advocacy e condivisione dei valori.

La plenaria con Bebe Vio: il valore culturale dello sport e della disabilità

La chiusura della prima giornata ha visto protagonista Bebe Vio, affiancata da Valerio Melandri, fondatore del Festival del Fundraising.

La sua testimonianza ha portato sul palco un punto di vista profondamente umano e culturale. Attraverso l’esperienza di art4sport e della Bebe Vio Academy, il racconto ha mostrato come lo sport possa diventare uno strumento di inclusione reale.

Il progetto coinvolge ogni anno circa cinquanta bambini, metà con disabilità fisica e metà senza disabilità, che si allenano insieme in diverse discipline paralimpiche.

Il valore del progetto non è solo sportivo, ma culturale: la disabilità diventa esperienza condivisa, non concetto astratto.

Uno dei passaggi più significativi del suo intervento riguarda il rapporto tra autenticità e comunicazione. Secondo Bebe Vio, la forza di una storia non sta nella sua perfezione, ma nella sua verità. Raccontare senza filtri significa costruire relazioni più solide con il pubblico, i sostenitori e i partner.

Ha ricordato anche un episodio personale dell’infanzia, legato allo sguardo della società verso la disabilità, come origine del suo impegno: trasformare la paura in conoscenza, e la distanza in relazione.

Il fundraising come ecosistema di relazioni e impatto

Il Festival del Fundraising 2026 si conferma non solo un evento formativo, ma un laboratorio permanente di trasformazione del Terzo Settore.

La presenza di professionisti internazionali, esperti di comunicazione, tecnologia e innovazione sociale evidenzia una tendenza ormai consolidata: il fundraising contemporaneo è un ecosistema complesso in cui tecnologia, cultura e relazioni si intrecciano continuamente.

Le organizzazioni non sono più chiamate solo a raccogliere fondi, ma a costruire fiducia nel tempo, generare comunità e dimostrare impatto reale.

AI e futuro del Terzo Settore: opportunità e responsabilità

Uno dei temi più trasversali dell’edizione 2026 è l’intelligenza artificiale. Non più vista come tendenza futuristica, ma come strumento operativo già integrato nelle attività quotidiane di molte organizzazioni.

L’AI viene utilizzata per analisi dei dati, segmentazione dei donatori, automazione delle comunicazioni e supporto alle decisioni strategiche.

Tuttavia, emerge con forza un principio guida: la tecnologia deve amplificare l’impatto umano, non sostituirlo.

La sfida principale per il Terzo Settore non è adottare nuovi strumenti, ma definire regole, competenze e culture organizzative in grado di governarli in modo etico ed efficace.

Networking, formazione e futuro del fundraising europeo

Accanto ai contenuti formativi, il Festival continua a essere uno dei principali hub di networking per il settore nonprofit europeo.

La possibilità di mettere in relazione esperienze diverse, modelli organizzativi e approcci culturali rappresenta uno degli elementi distintivi dell’evento.

In un contesto in rapida trasformazione, il confronto diretto tra professionisti diventa uno strumento essenziale per anticipare i cambiamenti e costruire soluzioni condivise.

Il Festival del Fundraising 2026 si conferma così un punto di osservazione privilegiato sul futuro del Terzo Settore, tra innovazione tecnologica, evoluzione culturale e nuove forme di partecipazione sociale.

3 Giugno 2026 ( modificato il 4 Giugno 2026 | 20:54 )
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