5:56 pm, 12 Maggio 26 calendario

Starmer nella bufera: rivolta Labour, cresce la pressione per le dimissioni

Di: Giuseppe Nasca
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🌐 Il premier britannico Keir Starmer affronta la più grave crisi politica dall’inizio del suo governo: decine di deputati laburisti chiedono le dimissioni, ministri e collaboratori lasciano l’esecutivo e il Partito Laburista appare sempre più diviso dopo il pesante tracollo alle elezioni locali nel Regno Unito. Il primo ministro resiste, ma Londra vive giorni di altissima tensione politica.

Il potere, in politica, può sgretolarsi molto più rapidamente di quanto sia stato conquistato. Meno di due anni dopo la storica vittoria elettorale che aveva riportato il Partito Laburista al governo del Regno Unito, Keir Starmer si trova improvvisamente al centro di una crisi interna devastante.

Le immagini arrivate da Downing Street raccontano un premier sotto assedio politico. Non da parte dell’opposizione conservatrice, ma soprattutto dall’interno del suo stesso partito. Le richieste di dimissioni aumentano giorno dopo giorno, il malcontento parlamentare cresce e il Labour appare sempre più attraversato da una frattura profonda tra leadership e base politica.

La situazione è precipitata dopo il disastroso risultato delle recenti elezioni locali britanniche, che hanno ridimensionato pesantemente il consenso laburista e acceso dubbi sulla capacità di Starmer di guidare il partito verso una nuova stabilità politica. Secondo Reuters, oltre 70 parlamentari laburisti hanno chiesto apertamente un cambio di leadership o un calendario per l’uscita del premier.

Eppure Starmer non sembra intenzionato a fare un passo indietro.

Durante una riunione di governo particolarmente tesa, il primo ministro ha ribadito la volontà di restare al proprio posto e continuare a governare, respingendo le pressioni interne con parole nette. Reuters riferisce che Starmer avrebbe detto ai suoi ministri di voler “andare avanti con il lavoro di governo”, sostenendo che lasciare ora significherebbe trascinare il Paese nel caos.

Ma la sensazione a Westminster è che la crisi sia soltanto all’inizio.

Il crollo alle elezioni locali ha cambiato tutto

La vera detonazione politica è arrivata con i risultati delle elezioni amministrative e regionali del 2026. Il Labour ha subito perdite pesantissime in diverse aree storicamente favorevoli, mentre crescevano contemporaneamente i consensi per Reform UK, i Verdi e le formazioni indipendentiste locali.

Per molti deputati laburisti il messaggio degli elettori è stato chiarissimo.

La promessa di stabilità e rilancio con cui Starmer aveva conquistato Downing Street nel 2024 sembra essersi progressivamente indebolita. Il partito accusa oggi il premier di non aver costruito una visione politica forte, di aver moltiplicato inversioni di rotta e di non essere riuscito a mantenere il legame con parte dell’elettorato tradizionale del Labour.

Ed è proprio questo il nodo centrale della crisi.

Molti parlamentari ritengono che Starmer abbia vinto le elezioni soprattutto grazie al crollo dei Conservatori dopo anni di caos politico, più che per una reale adesione popolare al suo progetto politico. Una lettura che oggi, dopo il tracollo locale, torna con forza all’interno del partito.

La ribellione parlamentare ha assunto dimensioni tali da trasformare il dibattito interno in una vera e propria lotta per la sopravvivenza politica del premier.

Le dimissioni nel governo aggravano la crisi

A rendere ancora più drammatica la situazione è arrivata la serie di dimissioni che ha colpito l’esecutivo britannico nelle ultime ore.

Reuters ha riferito che diversi collaboratori ministeriali e membri junior del governo hanno lasciato i propri incarichi criticando apertamente la leadership di Starmer. Tra loro anche Alex Davies-Jones, ministro junior della Giustizia, che ha spiegato di non avere più fiducia nella direzione politica intrapresa dal premier.

Le dimissioni hanno avuto un impatto devastante sul clima interno al Labour.

Perché non si tratta più soltanto di deputati scontenti o correnti interne in fermento. Il dissenso sta ormai entrando direttamente dentro il governo e questo aumenta inevitabilmente la percezione di instabilità.

Secondo diversi osservatori politici britannici, il rischio principale per Starmer è quello di apparire progressivamente isolato. Un leader senza più il controllo pieno del proprio partito diventa inevitabilmente vulnerabile.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo a Londra.

Da simbolo della stabilità a leader contestato

Quando Starmer vinse le elezioni del 2024, gran parte dell’opinione pubblica britannica vedeva in lui la figura capace di riportare ordine dopo anni segnati da Brexit, crisi economiche, scandali politici e instabilità conservatrice.

Il suo stile sobrio, pragmatico e istituzionale appariva come la risposta all’epoca tumultuosa dei governi precedenti.

Oggi però quell’immagine sembra essersi incrinata.

Reuters sottolinea come molti parlamentari e dirigenti del Labour accusino Starmer di aver progressivamente perso direzione politica e capacità comunicativa. Le continue correzioni di linea, le tensioni interne e alcuni scandali legati alle nomine governative hanno alimentato la sfiducia dentro e fuori il partito.

Il premier continua a difendere il proprio operato sostenendo di aver ereditato una situazione economica estremamente complicata e margini fiscali limitati. Ma all’interno del Labour cresce il timore che il governo stia perdendo rapidamente consenso in modo irreversibile.

Il caso Mandelson continua a pesare

Tra gli elementi che hanno contribuito a indebolire Starmer c’è anche il cosiddetto “caso Mandelson”, diventato uno dei temi politici più tossici degli ultimi mesi nel Regno Unito.

La vicenda riguarda la controversa nomina di Peter Mandelson come ambasciatore britannico negli Stati Uniti e le polemiche successive legate ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Le critiche si sono moltiplicate dopo la rimozione di Mandelson dall’incarico e le accuse secondo cui il governo avrebbe gestito male l’intera vicenda.

Lo scandalo ha provocato dimissioni eccellenti nello staff di Downing Street e ha alimentato una narrativa politica molto pericolosa per Starmer: quella di un leader incapace di controllare il proprio entourage e vulnerabile agli errori politici.

Nel clima già teso seguito alle elezioni locali, il caso Mandelson è diventato un ulteriore detonatore della rivolta interna.

Il Labour teme l’ascesa di Reform UK

Dietro la crisi di Starmer esiste anche un problema elettorale molto concreto: la crescita di Reform UK.

Il partito guidato da Nigel Farage ha ottenuto risultati importanti nelle ultime elezioni locali, intercettando una parte crescente dell’elettorato britannico scontento sia dei Conservatori sia del Labour.

Per molti deputati laburisti questo fenomeno rappresenta un campanello d’allarme enorme.

La paura è che il sistema politico britannico stia entrando in una nuova fase di frammentazione, con la fine del tradizionale bipolarismo tra Conservatori e Labour. Una trasformazione che potrebbe rendere molto più difficile per Starmer mantenere una maggioranza stabile nei prossimi anni.

Anche i Verdi e i partiti regionali hanno beneficiato del calo laburista, aumentando la pressione sulla leadership.

I possibili successori già agitano Westminster

Ogni crisi politica genera inevitabilmente una domanda: chi potrebbe prendere il posto del leader in difficoltà?

E infatti a Westminster il dibattito sui possibili successori di Starmer è già iniziato da tempo.

Tra i nomi più citati c’è quello di Wes Streeting, ministro della Salute considerato da molti il candidato più forte dell’area moderata del partito. Reuters lo descrive come uno dei profili meglio posizionati in caso di corsa alla leadership.

Restano sullo sfondo anche figure come Angela Rayner e Andy Burnham, anche se entrambi presentano ostacoli politici e parlamentari differenti.

Per il momento però nessuno sembra possedere ancora la forza sufficiente per organizzare un vero colpo di mano interno.

Ed è forse proprio questa l’unica vera protezione politica di Starmer in questo momento.

La strategia del premier: resistere e guadagnare tempo

Di fronte alla rivolta crescente, Starmer sembra aver scelto una strategia precisa: resistere.

Il premier punta evidentemente sulla mancanza di un’alternativa chiara e sulla paura, molto diffusa dentro il Labour, di ripetere il caos interno che negli anni passati ha devastato sia il partito sia i Conservatori.

Molti dirigenti laburisti temono infatti che una guerra interna aperta possa distruggere ulteriormente la credibilità del governo agli occhi degli elettori.

Starmer sta cercando di sfruttare proprio questo timore.

Secondo Reuters, diversi ministri senior hanno pubblicamente confermato il proprio sostegno al premier durante le ultime ore di crisi.

Ma il problema principale resta politico.

Perché anche se Starmer dovesse sopravvivere all’assalto interno, il danno d’immagine subito dal governo appare già enorme.

L’economia britannica osserva con preoccupazione

La crisi politica sta iniziando a produrre effetti anche sui mercati finanziari britannici.

Reuters riferisce che l’instabilità politica crescente ha aumentato le preoccupazioni degli investitori, contribuendo a spingere verso l’alto i costi di indebitamento del Regno Unito.

I mercati temono soprattutto due fattori: l’eventualità di una lunga paralisi politica e la possibilità di un cambio radicale di linea economica in caso di nuova leadership.

La situazione è particolarmente delicata perché il Regno Unito continua a confrontarsi con crescita debole, pressione fiscale elevata e difficoltà nei servizi pubblici.

In questo contesto ogni elemento di instabilità politica rischia di avere effetti immediati sulla fiducia economica.

Londra vive il momento più delicato dell’era Starmer

La sensazione che emerge da Westminster è chiara: il governo Starmer sta attraversando il passaggio più pericoloso dalla vittoria elettorale del 2024.

Il premier continua a mostrarsi combattivo, ma il clima politico attorno a lui appare radicalmente cambiato.

I parlamentari ribelli aumentano.

Le dimissioni si moltiplicano.

I sondaggi restano negativi.

E soprattutto cresce la percezione che il Labour stia entrando in una fase di logoramento interno molto più profonda del previsto.

Nel Regno Unito la politica può cambiare velocemente. Leader considerati solidissimi sono crollati nel giro di poche settimane quando il loro partito ha smesso di credere davvero nella loro capacità di vincere.

È esattamente il rischio che oggi incombe su Keir Starmer.

Per ora Downing Street resiste.

12 Maggio 2026
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