5:56 pm, 14 Aprile 26 calendario

🌐 Crepet choc su genitori e alcol: giovani senza limiti

Di: Redazione Metrotoday
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Paolo Crepet attacca genitori e alcol tra i giovani: “coma etilico a 13 anni è un insulto all’intelligenza”, esplode il dibattito su educazione, limiti e crisi familiare in Italia.

Una frase che scuote l’Italia

A volte basta una frase per scoperchiare un disagio profondo. Le parole dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet hanno avuto questo effetto: dirette, provocatorie, difficili da ignorare. Parlare di genitori “rimbecilliti” e di adolescenti che finiscono in coma etilico a tredici anni come di “un insulto all’intelligenza” non è solo una provocazione mediatica.

È una diagnosi sociale.

Non è tanto il tono a colpire, quanto il contenuto: l’idea che una parte del mondo adulto abbia smesso di esercitare il proprio ruolo educativo.

La reazione è stata immediata. Sui social, nei talk show, nelle famiglie, il dibattito si è acceso. C’è chi difende Crepet, chi lo accusa di generalizzare, chi si sente chiamato in causa.

Ma al di là delle polemiche, resta una domanda centrale: cosa sta succedendo davvero tra i giovani e l’alcol?

Il fenomeno del binge drinking tra adolescenti

Negli ultimi anni, il consumo di alcol tra i giovanissimi ha assunto forme sempre più estreme. Il cosiddetto binge drinking — bere grandi quantità di alcol in poco tempo — non è più un comportamento marginale.

È diventato, in molti contesti, una pratica diffusa.

Il dato più allarmante non è solo l’età sempre più bassa, ma la normalizzazione del rischio.

Ragazzi di 12, 13, 14 anni partecipano a feste, raduni, eventi in cui l’alcol è protagonista. Non si tratta di un consumo occasionale, ma di un comportamento strutturato, spesso incentivato dal gruppo.

Il coma etilico, un tempo evento raro, entra sempre più frequentemente nelle cronache.

Famiglia e limiti: il cuore del problema

Per Crepet, il nodo centrale è la famiglia. O meglio, il cambiamento del modello educativo.

Secondo questa visione, molti genitori hanno rinunciato a dire “no”.

La paura di essere autoritari, il desiderio di essere amici dei figli, la difficoltà di gestire conflitti: tutto questo contribuisce a creare un contesto in cui i limiti diventano sfumati.

Ma senza limiti, sostengono molti esperti, i ragazzi perdono punti di riferimento.

La questione è complessa. Non si tratta di tornare a modelli autoritari, ma di trovare un equilibrio tra libertà e responsabilità.

La pressione del gruppo e dei social

Accanto alla famiglia, c’è un altro attore fondamentale: il gruppo dei pari. L’adolescenza è per definizione una fase in cui l’appartenenza è centrale.

Il bisogno di essere accettati può spingere i ragazzi a comportamenti estremi.

I social media amplificano questo fenomeno. Video, storie, contenuti che mostrano feste, eccessi, sfide diventano modelli da imitare.

La logica della visibilità trasforma comportamenti rischiosi in performance.

Bere non è più solo un’esperienza, ma un contenuto da condividere.

Il ruolo della scuola e delle istituzioni

Di fronte a questo scenario, il ruolo della scuola e delle istituzioni diventa cruciale.

Programmi di educazione alla salute, campagne di sensibilizzazione, interventi sul territorio: le iniziative non mancano.

Ma spesso risultano insufficienti.

Il problema non è solo informare, ma cambiare comportamenti radicati.

E questo richiede tempo, continuità, coordinamento tra diversi attori.

Una società che fatica a educare

Le parole di Crepet si inseriscono in un contesto più ampio: quello di una società che fatica a esercitare una funzione educativa.

Non riguarda solo l’alcol, ma molti altri ambiti: uso della tecnologia, rispetto delle regole, gestione delle emozioni.

Il rischio è una generazione lasciata sola a costruire i propri limiti.

In questo senso, la critica ai genitori diventa una critica al sistema nel suo complesso.

Tra permissivismo e controllo

Uno dei punti più delicati del dibattito riguarda l’equilibrio tra permissivismo e controllo.

Troppo controllo può generare ribellione. Troppa libertà può portare a comportamenti pericolosi.

La vera sfida è costruire un’autorità credibile, basata sulla relazione e non sulla paura.

Questo richiede competenze, tempo, presenza. Non è semplice, soprattutto in un contesto sociale in cui le famiglie sono spesso sotto pressione.

Il significato del rischio

Per gli adolescenti, il rischio ha un significato particolare. È parte del processo di crescita, di sperimentazione, di costruzione dell’identità.

Ma quando il rischio diventa eccessivo, le conseguenze possono essere gravi.

Il coma etilico non è solo un incidente: è il segnale di un limite superato.

E quel limite, secondo molti esperti, dovrebbe essere aiutato a costruire dagli adulti.

Il dibattito pubblico: tra semplificazione e complessità

Le parole forti come quelle di Crepet hanno il merito di accendere il dibattito. Ma rischiano anche di semplificare.

Non tutti i genitori sono uguali. Non tutte le situazioni sono comparabili.

Il rischio è trasformare un problema complesso in uno scontro ideologico.

Eppure, il tema merita un’analisi approfondita, che tenga conto delle diverse variabili in gioco.

Le responsabilità condivise

Famiglia, scuola, istituzioni, media: tutti hanno un ruolo.

La prevenzione non può essere delegata a un solo attore.

Serve un approccio integrato, capace di coinvolgere l’intera comunità.

Uno sguardo al futuro

Cosa accadrà nei prossimi anni?

Molto dipenderà dalla capacità di affrontare il problema in modo sistemico.

Se non si interviene, il rischio è che fenomeni come il binge drinking tra giovanissimi continuino a crescere.

Ma c’è anche spazio per cambiamenti positivi.

Oltre la provocazione

Le parole di Crepet possono piacere o meno. Possono essere condivise o criticate.

Ma hanno avuto un effetto: riportare l’attenzione su un tema urgente.

Il vero punto non è stabilire chi ha ragione, ma capire come proteggere i ragazzi senza negar loro la libertà di crescere.

È una sfida difficile, che riguarda tutti.

E forse è proprio da qui che bisogna partire: riconoscere che educare non è mai stato semplice, ma oggi lo è ancora meno.

E proprio per questo, è più necessario che mai.

14 Aprile 2026 ( modificato il 12 Aprile 2026 | 18:00 )
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