8:51 am, 11 Aprile 26 calendario

🌐  Il Quarantotto di Faustino Joli e il racconto del Risorgimento

Di: Redazione Metrotoday
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Dall’11 aprile al 19 luglio, il Museo civico del Risorgimento di Bologna apre le sue sale a una delle rievocazioni più affascinanti della storia nazionale: Il Quarantotto di Faustino Joli. Dipingere il Risorgimento tra Bologna e Brescia, un’esposizione che celebra il pittore bresciano a 150 anni dalla sua morte e restituisce al pubblico uno dei più completi e raffinati cicli di figurini militari della prima metà dell’Ottocento.

La mostra, curata da Isabella Stancari e Otello Sangiorgi, è promossa in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, Istituto per la Storia del Risorgimento – Comitato di Bologna e 8cento APS, e si inserisce nel ricco calendario della XXII edizione della Festa internazionale della Storia.

Faustino Joli: cronista con il pennello

Nato a Brescia nel 1814, Faustino Joli è stato uno dei principali interpreti artistici del Risorgimento italiano. Pur apprezzato per i suoi ritratti di animali e paesaggi, è nella rappresentazione degli eventi bellici e delle lotte per l’indipendenza che Joli ha espresso la sua più profonda passione patriottica.

Le sue opere, in particolare quelle dedicate alle “Dieci giornate di Brescia” del 1849, raccontano con precisione documentaria e intensità emotiva la resistenza eroica dei cittadini contro la repressione austriaca. Brescia, che allora guadagnò il titolo di Leonessa d’Italia, viene descritta nei dipinti di Joli come una città ferita ma coraggiosa, protagonista di un episodio che, seppure tragico, alimentò il senso di identità e di unità nazionale che avrebbe portato all’Unità d’Italia del 1861.

Joli non si limitava a rappresentare gli eventi: li studiava con cura, osservava le uniformi, annotava dettagli e pose dei combattenti, catturando così il volto autentico del Risorgimento. Questa dedizione al dettaglio e alla precisione storica fa di Joli un vero “cronista con il pennello”.

Il percorso espositivo: dai figurini militari ai dipinti storici

Al centro della mostra bolognese c’è un corpus di 77 piccoli dipinti a olio su cartone, composti in nove quadri con cornici in legno dorato, raffiguranti uniformi e corpi militari della Prima guerra di indipendenza (1848-1849).

Questi figurini militari – corpi regolari, volontari, corpi franchi – non sono semplici rappresentazioni artistiche: costituiscono una documentazione dettagliata e accurata delle formazioni armate che presero parte ai conflitti, indicando colori, stili, accessori e distintivi delle varie truppe.

Il confronto tra questi figurini e le uniformi originali conservate presso il Museo civico del Risorgimento di Bologna permette di apprezzare il rigore storico di Joli. Tra i pezzi esposti, spicca l’uniforme della Legione Bolognese, corpo di volontari che partì da Bologna per combattere in Veneto, recentemente ritrovata e attribuita grazie ai figurini dipinti dal pittore bresciano.

In dialogo con i figurini, il museo espone il dipinto Le dieci giornate a San Barnaba, in prestito dal Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia di Brescia, che per la prima volta lascia la città natale dell’artista per confrontarsi con la produzione artistica bolognese. L’opera è affiancata al Cacciata degli austriaci da Porta Galliera (Gaetano Belvederi, 1848), creando un ponte simbolico tra le vicende militari locali e le battaglie nazionali.

Schizzi e taccuini: il dietro le quinte di un artista

La mostra non si limita ai pezzi finiti: vengono esposti anche schizzi e taccuini di Joli, conservati nella Biblioteca Queriniana di Brescia, che rivelano il processo creativo dell’artista. Questi disegni, datati attorno al 1849, mostrano scene di strada, gruppi di soldati e annotazioni sulle uniformi, anticipando in modo fedele le composizioni dei figurini e dei dipinti più grandi.

Il percorso espositivo, dunque, permette di seguire Joli dal momento della concezione dell’opera alla realizzazione finale, mettendo in luce l’intreccio tra rigore storico e interpretazione artistica. Ogni quadro, ogni figurino, ogni schizzo è un tassello di un mosaico più grande: la memoria viva della prima guerra d’indipendenza e della resistenza popolare bresciana.

La collaborazione tra musei e città

Questa esposizione rappresenta anche un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni culturali: il Museo civico del Risorgimento di Bologna dialoga con il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia di Brescia, creando un percorso che mette in relazione città e territori, storie locali e memoria nazionale.

La sinergia tra le due città permette non solo di valorizzare le collezioni permanenti, ma anche di proporre al pubblico un’esperienza immersiva e didattica, rafforzata dalla presenza di oggetti originali come armi, accessori e uniformi autentiche risalenti al 1848, che i visitatori possono confrontare con le raffigurazioni di Joli.

L’evento di inaugurazione: storia che prende vita

L’apertura della mostra il 10 aprile sarà accompagnata da una serie di iniziative interattive: rievocatori storici interpreteranno dal vivo i figurini, indossando uniformi filologicamente riprodotte e raccontando il ruolo di soldati, ufficiali e civili durante le battaglie del Risorgimento.

Questo approccio permette ai visitatori di comprendere la vita quotidiana dei combattenti, le difficoltà dei civili e la complessità delle strategie militari, trasformando la visita in un’esperienza didattica e coinvolgente.

L’evento inaugura inoltre la rievocazione storica 2026 di 8cento APS, che prevede una serie di attività, conferenze e laboratori educativi rivolti a scuole, famiglie e appassionati di storia. La mostra è dunque non solo un’occasione artistica, ma anche uno strumento di educazione storica e cittadinanza attiva.

Joli e il Risorgimento: tra arte e impegno patriottico

La grande forza di Joli sta nella capacità di coniugare sensibilità artistica e fedeltà storica. Come molti pittori e intellettuali dell’epoca, fu mosso da un forte sentimento patriottico: immortalando le battaglie, i volontari e i civili coinvolti, contribuì alla costruzione di una memoria collettiva che rafforzava l’identità nazionale.

I suoi dipinti non sono solo cronaca di guerra: raccontano coraggio, sacrificio e dignità, celebrando l’eroismo dei cittadini comuni e dei volontari che, in mancanza di uno Stato nazionale consolidato, si impegnarono per la causa dell’indipendenza.

Un catalogo per approfondire

La mostra è accompagnata da un catalogo in formato brochure, con prefazione di Otello Sangiorgi e testi di Isabella Stancari, che offre strumenti interpretativi per comprendere il contesto storico, l’opera di Joli e la rilevanza dei figurini militari.

Il catalogo rappresenta un compendio agile ma approfondito, utile a storici, studenti e appassionati, e funge da guida per valorizzare il dialogo tra arte, storia e collezioni museali.

Il Risorgimento tra Bologna e Brescia: un legame simbolico

L’esposizione mette in luce come Bologna e Brescia, pur geograficamente distanti, condividano un patrimonio storico comune: la lotta per l’indipendenza, il contributo di volontari locali e la memoria delle battaglie che hanno segnato il cammino verso l’Unità d’Italia.

Attraverso i figurini, i dipinti e gli oggetti esposti, i visitatori possono percepire la dimensione reale e concreta del Risorgimento, comprendendo le scelte individuali e collettive che hanno forgiato la nazione.

Una mostra per tutti: pubblico, scuole e ricercatori

Il Quarantotto di Faustino Joli non si rivolge solo agli appassionati d’arte, ma anche agli studenti, ai ricercatori e a chi desidera approfondire la storia del Risorgimento. Grazie a laboratori didattici, visite guidate e attività di rievocazione storica, la mostra diventa un ponte tra generazioni, un’occasione per far vivere la storia in prima persona.

La collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” e il Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio dell’Università di Bologna arricchisce l’esperienza con approfondimenti multidisciplinari, legando arte, storia, educazione e patrimonio culturale.

La memoria che prende forma

A 150 anni dalla morte di Faustino Joli, Il Quarantotto rappresenta un’occasione unica di riscoperta: dei luoghi, degli eventi, dei volti e delle uniformi che hanno segnato la storia italiana. La mostra mette in luce il ruolo dell’arte come strumento di memoria e narrazione storica, evidenziando come un pittore possa diventare cronista e custode del passato.

Attraverso figurini, dipinti, schizzi e oggetti originali, il pubblico può rivivere la Prima guerra di indipendenza e le Dieci giornate di Brescia, comprendendo la complessità e il coraggio dei protagonisti di quell’epoca.

Bologna e Brescia, città di cultura e memoria, si incontrano nelle sale del Museo civico del Risorgimento, dimostrando che la storia non è solo da studiare, ma da vedere, sentire e vivere, e che l’arte rimane uno dei mezzi più potenti per trasmettere valori e raccontare identità.

Info 

  • Dove: Museo civico del Risorgimento, Piazza Giosuè Carducci 5, Bologna
  • Quando: 11 aprile – 19 luglio 2026
  • Orario inaugurazione: 10 aprile 2026, ore 17.00, ingresso libero
  • Sito web: www.museibologna.it/risorgimento
11 Aprile 2026 ( modificato il 9 Aprile 2026 | 23:00 )
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