10:20 pm, 30 Marzo 26 calendario

🌐  La mostruosa ambizione di un Re, qualcosa su Riccardo III

Di: S.D.P.
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Un desiderio indomito, un’ambizione feroce, una spinta irrefrenabile , tutte cose che potrebbero appartenere a ognuno di noi ma anche tutte cose che cerchiamo fortissimamente di controllare, contenere, al limite occultare. Come un cinghiale che non è un animale particolare e che di certo non è un animale da guardare, un animale da mostrare con piacere. Come la mostruosa ambizione di un Re pronto a eliminare chiunque per arrivare al suo trono . E un po’ come un attore di mezza età che intravede l’occasione della sua vita ed è pronto a tutto per quel ruolo. 

E’ tutto questo e molto di più ‘Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III’, scritto e diretto da Gabriel Calderòn, pluripremiato drammaturgo uruguaiano che affida la recitazione di questo monologo a Francesco Montanari che , in questo momento, lo sta portando in giro per l’Italia .

“Praticamente una variazione sul tema di Riccardo III di Shakespeare, in cui i confini tra epoche e identità si fanno labili, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione, sete di potere, violenza repressa”. Di più: “Questo  spettacolo è un omaggio al mestiere e all’identità dell’attore che si esercita in qualcosa per cui solo una profonda passione, a volte amore, può renderne la vita devota a questa arte misteriosa” dice Montanari, appassionatamente coinvolto nei panni di Riccardo III in questa storia di brama di potere e di buio dell’anima. In questo testo che “arriverà al teatro come un corpo gentile, vergine, ma allo stesso tempo fragile e grezzo- dice Calderòn-Lo si dovrà pulire, modellare, lavorare. Non è pronto ad essere rappresentato; non credo ci sia niente di peggio che “mettere in scena” o “fare un testo”. Questo arriva come un attore, con le sue migliori qualità, ma anche con i suoi immaginabili limiti. Bisognerà aiutarlo ad essere migliore di quello che è ora. Con amore, passione e talvolta dolore, dovrà essere tagliato, corretto, riordinato, quel tanto che servirà per creare teatro; si potrà anche cambiarne il senso, perché alla fine il senso si costruisce, non viene dettato da un testo. Questo è una mappa, una cartografia che disegna un territorio, il quale non sempre corrisponde al progetto delineato sul piano. Usa la mappa per spostarti lungo il territorio, ma tira fuori, appena puoi, il naso da queste carte e lasciati guidare dalla scoperta del territorio teatrale.”

E, dopo questo girovagare nel buio dell’anima e del palcoscenico, per Montanari comincerà un’altra storia. Sarà  il giudice Carlo Palermo in ‘Un futuro aprile’ , film per Raiuno, firmato da Graziano Diana.

S.D.P.

30 Marzo 2026
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