🌐 Malta sette anni d’ingiustizia: Amnesty interviene pro El Hiblu
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ToggleMalta sette anni ingiustizia: i tre della El Hiblu rischiano l’ergastolo, Amnesty International chiede il ritiro delle accuse e denuncia violazioni dei diritti umani.
Sette anni dall’arresto dei tre della El Hiblu
Domani, 28 marzo, ricorrono sette anni dall’arresto a Malta di Amara Krumak, Abdalla Bari e Kone Tiemoko Abdul Kader, conosciuti come i tre della El Hiblu. I giovani furono incriminati per essersi opposti a un respingimento forzato in Libia, dove avrebbero rischiato torture e gravi violazioni dei diritti umani. Le autorità maltesi li accusarono di terrorismo e altri reati gravi, nonostante fossero sopravvissuti a violenze e naufragio.
Amnesty International definisce “inaccettabile” che ragazzi sopravvissuti a violenze e tentativi di respingimento illegale rischino ora l’ergastolo solo per aver cercato protezione.
La vicedirettrice per l’Europa di Amnesty, Dinushika Dissanayake, ha sottolineato come il caso rappresenti una chiara violazione dei diritti fondamentali dei giovani e un esempio emblematico delle criticità delle politiche migratorie europee.

La vicenda della El Hiblu: fuga, naufragio e soccorso
Nel marzo 2019, Amara, Abdalla e Kone, rispettivamente di 15, 16 e 19 anni, lasciarono la Libia su un gommone sovraffollato insieme ad altre 108 persone. L’imbarcazione iniziò a sgonfiarsi, e il salvataggio fu effettuato dalla nave cargo El Hiblu su richiesta dell’operazione navale dell’Unione europea.
Il comandante della El Hiblu tentò inizialmente di riportare i soccorsi in Libia, in violazione del diritto internazionale, ma il panico a bordo costrinse la nave a invertire rotta verso Malta.
Quando giunsero a Malta, le autorità interpretarono la resistenza dei giovani come un’azione violenta di presa di controllo della nave, dando il via a accuse di terrorismo e reati gravissimi, senza considerare il contesto di autodifesa e protezione umanitaria.
Gravi mancanze procedurali
Negli ultimi sette anni Malta ha ripetutamente mancato di tutelare questi tre giovani, due dei quali minorenni al momento dell’arresto. Non è stato valutato il loro interesse superiore come minori, sono stati detenuti in carcere di massima sicurezza e processati come adulti.
Amnesty International denuncia criticità procedurali e lacune nelle indagini, come la mancata convocazione di testimoni chiave e l’assenza di prove di violenza a supporto delle accuse.
Nonostante tutto, le autorità maltesi hanno continuato a sostenere l’infondata imputazione di terrorismo, prolungando un limbo giudiziario che ha compromesso la crescita personale e l’educazione dei ragazzi.

Kone e il rischio estradizione
Attualmente Kone si trova in detenzione per questioni migratorie nel Regno Unito e rischia l’estradizione verso Malta. Amnesty International si oppone fermamente al suo ritorno, che lo costringerebbe ad affrontare un procedimento ingiusto e mai dovuto.
La situazione di Kone evidenzia come le politiche migratorie europee possano trasformarsi in strumenti di ingiustizia, anziché garantire protezione e diritti fondamentali.
L’organizzazione ricorda che criminalizzare chi cerca protezione aggrava traumi e sofferenze già subite.
Posizione di Amnesty e Nazioni Unite
Amnesty International accoglie con favore le recenti dichiarazioni di quattro esperti indipendenti delle Nazioni Unite, che hanno criticato la gestione del caso da parte di Malta, richiedendo il ritiro delle accuse.
Gli esperti hanno sottolineato che l’imputazione di terrorismo non si basa su condotte violente o coercitive e ha violato il diritto a un processo equo, ignorando il rispetto dei diritti dei minori.
La vicenda mette anche in luce la cooperazione controversa dell’Unione europea con la Libia, dove persistono violazioni sistematiche dei diritti dei migranti.

Criticità delle politiche migratorie europee
Le notizie di una possibile estensione della cooperazione UE con le Forze armate arabe libiche, coinvolte in crimini di guerra, sono motivo di allarme.
Il caso della El Hiblu rappresenta emblematicamente le falle nelle politiche migratorie europee, in particolare nel Mediterraneo centrale.
Amnesty sottolinea come sia urgente riconoscere l’ingiustizia subita dai tre giovani e ritirare le accuse, permettendo loro di vivere una vita libera da procedimenti ingiusti e traumi permanenti.
Richiesta di giustizia
Dopo sette anni di vicenda giudiziaria ingiusta, Amnesty International ribadisce:
“Malta deve ritirare le accuse e archiviare il caso. Nessuno dovrebbe essere punito per aver cercato protezione.”
La storia dei tre della El Hiblu resta un monito sui rischi di criminalizzare chi fugge da persecuzioni, tortura e gravi violazioni dei diritti umani, e sulla necessità di riformare le politiche migratorie europee per garantire equità, protezione e rispetto dei diritti fondamentali.
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