🌐 Scoperta nuova popolazione di salamandra di Aurora in Trentino
Gli scienziati hanno documentato in Trentino una nuova popolazione di salamandra di Aurora, uno degli anfibi più rari e in pericolo di estinzione in Italia, aprendo prospettive importanti per la conservazione della specie.
La salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) è considerata una delle specie di anfibi più rare e minacciate d’Italia, con una distribuzione estremamente limitata stimata in poche decine di chilometri quadrati nelle Prealpi nord‑orientali e in aree ristrette di Trentino e Veneto. La specie è caratterizzata da una livrea nero‑giallastra e da un tasso riproduttivo molto lento, con soltanto uno o due piccoli ogni 2‑4 anni, circostanza che la rende particolarmente vulnerabile alle minacce ambientali.

Fino a poco tempo fa, questa sottospecie era nota principalmente sull’Altopiano di Vezzena in Trentino e sull’Altopiano dei Sette Comuni in Veneto. Tuttavia, una recente segnalazione da parte di un cittadino ha portato alla scoperta di una nuova popolazione in Val di Sella, sul versante nord del massiccio Ortigara‑Cima XII, in un habitat finora ritenuto non idoneo per la specie.
Dalla segnalazione alla conferma scientifica
La scoperta è iniziata con la citizen science: un escursionista ha pubblicato una foto della salamandra sui social network, attirando l’attenzione di un custode forestale e, successivamente, dei ricercatori. Dopo un’indagine sul campo condotta nel 2025 da un team affiancato da istituzioni scientifiche, tra cui il MUSE – Museo delle Scienze di Trento e il CNR, è stata confermata l’esistenza di una popolazione stabile, segno che questi esemplari non erano individui isolati ma parte di un gruppo riproduttivo consolidato.

La presenza di una femmina gravida indica chiaramente che la salamandra di Aurora si sta riproducendo nella nuova area, ampliando così le conoscenze sulla distribuzione geografica di questa specie endemica e fornendo nuove informazioni sulla sua plasticità ecologica.
Un anfibio unico nel panorama italiano
La salamandra di Aurora si distingue non solo per la sua rarità, ma anche per la sua importanza ecologica e conservazionistica. Con una distribuzione fino ad oggi stimata in circa 26‑31 km², la specie è tra le più localizzate e fragili del nostro paese.
La sua sopravvivenza dipende da habitat forestali umidi e ben strutturati, che offrono rifugi naturali e condizioni microclimatiche stabili. Il fatto che ora sia stata trovata in un ambiente diverso da quelli finora noti – come i macereti rocciosi esposti a nord – apre nuove prospettive sulle capacità di adattamento della specie, pur sottolineando l’urgenza di proteggere questi ambienti.
Conservazione e impegno scientifico
La scoperta ha un significato importante per l’erpetologia (la scienza che studia anfibi e rettili) e per la conservazione della biodiversità. Misurare con precisione l’estensione della popolazione e monitorarne dinamiche e abbondanza sarà essenziale nei prossimi anni, con piani di ricerca che includono studi microclimatici e programmi di monitoraggio strutturato.

La collaborazione tra cittadini, istituzioni locali e centri di ricerca ha dimostrato ancora una volta quanto possa essere efficace la partecipazione attiva nella tutela delle specie fragili. Conoscere l’esistenza di questi animali nei boschi del Trentino non solo arricchisce il patrimonio naturale del territorio, ma assume anche un valore educativo e collettivo, invitando a rispettare e proteggere questi ambienti.
Un futuro per la salamandra di Aurora
La conferma di una nuova popolazione di salamandra di Aurora in Trentino rappresenta una svolta scientifica e una speranza per la conservazione di uno degli anfibi più vulnerabili in Italia. Le ricerche future si concentreranno nel delineare con maggior precisione la distribuzione della specie, comprendere le condizioni ambientali che ne favoriscono la presenza e sviluppare strategie per la sua tutela a lungo termine.
Questa scoperta sottolinea l’importanza di mantenere alte la vigilanza e gli sforzi di conservazione in un paese ricco di biodiversità come l’Italia, dove molte specie sono ancora minacciate da perdita di habitat, cambiamenti climatici e altre pressioni antropiche.
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